Ettore Pais

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Ettore Pais (1856 – 1939), storico italiano.

Storia critica di Roma durante i primi cinque secoli[modifica]

Incipit[modifica]

Il quesito, che primo e spontaneo sorge nella mente di chi si accinga a narrare le vicende di un popolo, è domandarsi quale sia l'origine ed il valore delle notizie, da cui trarrà il materiale del suo racconto. E tale domanda, così naturale rispetto alla storia di qualsiasi nazione, si affaccia con maggiore insistenza a chi imprenda ad esporre le gesta più vetuste del popolo romano.
Poche storie nazionali rispetto al periodo delle origini porgono infatti tanta abbondanza di particolari più o meno credibili; pochi argomenti sono stati oggetto di critiche così appassionate e vivaci. Critiche e discussioni generate dagli stessi dubbi degli antichi, che, rinnovate col Rinascimento per virtù dello stesso ingegno italiano, hanno trovato man mano ampia ripercussione fra i dotti di tutte le nazioni civili. Né l'eco di tali discussioni può dirsi affievolita e tanto meno spenta. La più lieve scoperta di un sasso o di un rudere basta anche oggi per rinnovarle. Ciò ben si comprende, poiché il problema delle origini romane è strettamente connesso con quello della nazionalità italiana, anzi della civiltà dei popoli di Occidente.

Citazioni[modifica]

  • Il contenuto dell'annalistica romana, […], pullula di falsificazioni di ogni genere, non solo per la più vetusta ma anche per l'età più recente, sia che si parli di re oppure della morte di Marcello rivale di Annibale e del processo degli Scipioni. La facilità e la spudoratezza colla quale l'annalistica romana ha creato una serie così ampia di falsificazioni, anche per età relativamente tarde e meglio controllabili, ci consiglia ad essere cauti ove ci parla di antichissimi documenti. (vol. I, parte prima, libro primo, cap. 1, pp. 11-12)
  • Intorno a Tarpeia correvano poi le tradizioni più disparate. Alcuni la facevano romana, altri sabina e persino figlia di Tito Tazio. Mentre da un lato si asseriva avesse tradito la patria per amore delle auree armille, dall'altro da età assai antica si credeva ciò avesse fatto per amore di Tito Tazio, che alcuni invece di vecchio fingevano giovine, atto a suscitare sentimenti di amore. Altri invece, come l'annalista Pisone, dipingevano Tarpeia come una buona vergine; e secondo diverse narrazioni non avrebbe vissuto in età così vetusta. Essa era la buona vestale Tarquinia che nei primi tempi della repubblica aveva beneficato il popolo romano con dono di terre. In fondo essa era la vestale Tarquinia del tempo di Numa. […]. In realtà Tarpeia, ovvero Tarquinia, non era altro che la benefica divinità protettrice del monte Tarpeio; e poiché dalla rocca omonima si solevano precipitare i colpevoli, la buona Vestale venne poi trasformata in un personaggio di indole malefica. (vol. I, parte seconda, libro terzo, cap. II, pp. 430-431)
  • La leggenda degli Orazî e dei Curiazî è uno dei tanti esempi, i quali provano che i fondatori delle famiglie romane sono personaggi puramente mitologici, e che a supposte personalità storiche ed ai mitici capostipiti di alcune famiglie vennero attribuite le gesta degli dei che esse adoravano. (vol. I, parte seconda, libro terzo, cap. IV, p. 460)

Bibliografia[modifica]

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