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Ettore Rossi (orientalista)

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Ettore Rossi (1894 – 1955), orientalista e accademico italiano.

La cultura araba presso i Turchi[modifica]

  • I Turchi dell'Asia Centrale e Orientale, che avevano in origine credenze sciamanistiche, non restarono indifferenti agli influssi del mondo circostante; si diffusero tra di loro il Manicheismo, il Buddhismo e il Cristianesimo. Ma la religione che agì su di loro più profondamente e durevolmente fu l'Islam con il quale le loro tribù più occidentali vennero a contatto, a cominciare dal secolo VII, sul limes dell'impero arabo segnato all'incirca dal corso del Iassarte e dalla regione del Tokharistan. (p. 219)
  • Parlando di islamizzazione dei Turchi, devesi considerare che essa si effettuò con un processo diverso da quello che aveva introdotto l'Islām nell'Africa Settentrionale, nell'Asia Minore e nell'Iran. Non seguì a un movimento di conquista araba o comunque musulmana, ma fu effetto di emigrazioni dei Turchi verso Occidente e loro spontanea conversione all'Islām. Toccò anzi ai Turchi estendere mediante conquiste le frontiere dell'Islām in India, nel Caucaso, nella Russia meridionale, nell'Asia Minore e nell'Europa orientale fino all'Adriatico. (p. 222)
  • Di fronte a un Corano arabo, con il peso che il Corano, parola di Dio, ha nella credenza dell'Islam, di fronte a una lingua araba diventata perfetto strumento di espressione d'arte e di scienza e a una lingua neopersiana già affermatasi, dopo tre secoli di mortificazione, con opere letterarie e scientifiche, i Turchi invasori non avevano tradizioni culturali tali da resistere alle culture dei popoli musulmani più progrediti o tali almeno da creare nella fusione una cultura originale, una sintesi. Vi fu piuttosto imitazione con qualche sprazzo di originalità in determinati campi e in epoche limitate e si mantenne un fondo più propriamente turco nelle manifestazioni popolari. (p. 226)
  • La cultura araba ha cessato [...] in questo momento di essere elemento vivo ed operante per i Turchi e rischia di diventare un ricordo del passato. Ma questo passato è troppo vicino e le sue tracce sono troppo profonde perché venga dimenticato o disconosciuto. (p. 235)
  • Ora che lo sviluppo del nazionalismo turco ha prodotto, come abbiamo visto, il distacco violento dei Turchi dalla cultura araba, vien naturale la domanda: a quali fonti attingeranno i Turchi gli elementi per la ricostruzione della loro cultura nazionale? Il discorso su questo argomento dovrebbe essere lungo e mostrerebbe, con l'esame di quello che si fa ad opera degli organi dirigenti e dei risultati finora conseguiti, che l'indirizzo è decisamente europeizzante, ma tiene conto della tradizione turca islamica vicina e lontana e del passato turco preislamico. Mi sarebbe agevole dimostrare, per testimonianza dei Turchi stessi, che la crisi di trapasso è grave e ancora difficile a superare. (pp. 240-241)

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