Fabrizio Benedetti

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Fabrizio Benedetti è professore di fisiologia e neuroscienze presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Torino, in Italia. Per Carocci ha scritto: "Il caso di G.L. Un mondo senza animali (2015), "Effetto placebo" (2015), "Il dolore. Dieci punti chiave per comprenderlo" (2019)

Il dolore. Dieci punti chiave per comprenderlo (Carocci Editore)[modifica]

  • Il dolore è una vera e propria funzione dell'organismo che ha lo scopo di difesa nel confronti di stimoli nocivi che si trovano nell'ambiente. [...] La dimostrazione più chiara [di ciò] è data da una malattia ereditaria rara, chiamata insensibilità congenita al dolore.
  • Ma un dolore fisiologico, di per se indispensabile alla difesa dell'individuo e quindi alla sopravvivenza, diventa a volte inutile (alla sopravvivenza stessa) se prolungato nel tempo: parliamo di dolore cronico.[...] Il dolore cronico può insorgere anche in assenza di qualsiasi stimolo nocivo. In tal senso, rappresenta una trasformazione del dolore acuto, il quale lascia una forma di traccia mnemonica che perdura nel tempo. È una forma di memoria cattiva, risultato in questo caso di un evento negativo. Ad oggi non sappiamo bene perché questa forma di memoria di un dolore acuto permanga nel tempo, a volte tutta la vita.
  • Secondo la definizione più accettata e più diffusa, il dolore è un'esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole associata a un danno reale o potenziale, o descritta in termini di tale danno. [Quindi] il dolore può essere percepito in presenza di un danno a un tessuto ma anche in assenza di un danno vero e proprio. In quest'ultimo caso si ha per esempio il dolore psicogeno, cioè creato esclusivamente nella psiche.
  • Il dolore rappresenta un'esperienza complessa, dalle mille sfaccettature, intrisa e influenzata da molteplici significati simbolici, tutti costituiti da quegli elementi psicologici e sociali che fanno parte della nostra vita di relazione
  • Al contrario di quello che si credeva in passato, non esiste un "centro del dolore" nel nostro cervello. Invece, il sistema che elabora le informazioni dolorifiche è altamente distribuito, e non è esagerato affermare che coinvolge quasi tutto il nostro cervello
  • Dire che il dolore è un sintomo quandosi attua come meccanismo di difesa non è propriamente corretto. In tal caso, il dolore è semplicemente una risposta d'allarme e ci permette di sopravvivere o quantomeno di non danneggiare il nostro corpo. Al contrario il dolore che insorge per una patologia è da considerarsi un sintomo a tutti gli effetti