Ferdinando Camon

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Ferdinando Camon (1935 – vivente), scrittore e poeta italiano.

Citazioni di Ferdinando Camon[modifica]

  • C'è una norma, va rispettata e fatta rispettare. Specialmente se riguarda i bambini: i bambini devono capire che quel che vuole lo Stato vale più di quel che vuole il papà o la mamma.[1]
  • [Umberto Bossi] Di quel che dice sugli intellettuali, non m'importa, perché non fa danni. E lui invece pernicioso per il Nord: lo sta ricoprendo d'infamia. Il problema non è seguirlo o no, ma solo disfarsene. (citato in Corriere della Sera, 15 settembre 1996)
  • [Mario Rigoni Stern] Era uno scrittore grandissimo, aveva la grandezza che hanno i solitari. Quando sono stato presidente del Pen Club italiano è stato il primo italiano che ho candidato al Nobel: era uno scrittore classico, dalla visione lucida e dalla scrittura semplice ma potente; aveva carisma anche come uomo. Aveva un carattere buono e mite, se ne fregava dei convegni e delle società letterarie.[2]
  • Finito un libro mi metto i pesi alle caviglie per calmarmi con la fatica. (citato in Corriere della Sera, 19 dicembre 2000)
  • Nella società multietnica, con gli islamici si deve convivere. Ciò premesso, occorre fare dei distinguo; le invadenze, da parte loro, sono inaccettabili. (da Corriere della Sera, 20 settembre 2008)
  • Uno scrittore importante, che interpreta bene temi e sentimenti popolari. Sgorlon non fa bene a lamentarsi in questo modo: avere un successo popolare non porta automaticamente all'attenzione della critica. Io stesso sono stato più citato dai critici in Francia e in Argentina piuttosto che in Italia, ma non per questo farei mai l'errore di lamentarmi della scarsa attenzione che tocca, di fatto, agli scrittori isolati. (citato in Corriere della Sera, 9 gennaio 2009)

Dal silenzio delle campagne[modifica]

  • Erano terre povere ma sante, | son diventate ricche ma assassine.
  • Firmi il contratto e speri | che compri anche la soia. | Era soltanto ieri | che ti sparava. La storia è una troia.
  • In campagna seppellire cadaveri | dove le talpe scavano cunicoli | è come tra la folla di città | abbandonarli sopra una panchina.

Note[modifica]

Bibliografia[modifica]

  • Ferdinando Camon, Dal silenzio delle campagne, Garzanti Editore, 1998.

Altri progetti[modifica]