Filippino Lippi

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Filippino Lippi: San Filippo scaccia il dragone dal tempio di Hierapolis, Cappella Strozzi di S. Maria Novella a Firenze

Filippo Lippi, detto Filippino Lippi (1457 – 1504), pittore italiano.

Citazioni su Filippino Lippi[modifica]

  • Filippino Lippi fu figlio di Fra Filippo Lippi[1] e di Lucrezia Buti l'ex monaca. Egli ereditò il genio pittorico del padre, che in alcune sue opere superò non tanto per vigorìa di disegno quanto per grazia di forma e di sentimento e ricchezza di fantasia. (Evelyn Franceschi Marini)
  • [Commentando l'affresco Disputa di S. Tommaso nella Cappella Carafa della basilica romana di S. Maria sopra Minerva] In Roma Filippino par che senta il freddo prendere le sue composizioni delicate, e si sforza ad accentuare lineamenti, anche a ingrossarli. Tra i disputanti, parecchi hanno labbra tumide, slargate, nari vibranti, orecchie carnose curvate, pesanti vestimenta contorte. Filippino cerca di render la carne, l'aggrotta sulla fronte, l'ammonta sulle sopracciglia, la gonfia nelle guancie dalla linea che parte dalle nari acute, la rigonfia all'estremità delle labbra, l'affloscia e l'imbudella sul collo. Roma imbarocchisce il dòlce, il timido Filippino. (Adolfo Venturi)
  • Roma, l'immortale alma-mater dell'umana civiltà, esercitò anche sull'animo suscettibile di Filippino Lippi una seduzione irresistibile; la vista dei suoi antichi monumenti grandiosi fu per lui come una rivelazione del bello classico, ne rimase suggestionato, e, d'allora innanzi, in tutte le sue opere vedesi qualche reminiscenza di antica architettura romana. Certo è che quella visita all'eterna città gli lasciò un ricordo indimenticabile non solo, ma ebbe anche un'importante influenza sul suo ingegno.
    Difatti, d'allora in poi, la sua arte si perfezionò, e la sua maniera si fece più larga e più vigorosa, come ne fa prova l'opera da lui eseguita al suo ritorno a Firenze nella Cappella Strozzi a S. Maria Novella, opera considerata suo capolavoro. (Evelyn Franceschi Marini)

Note[modifica]

  1. Filippo Lippi fu frate carmelitano fino al 1461, quando papa Pio II lo dispensò dai voti.

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Opere[modifica]