Filippo Buonarroti

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Filippo Buonarroti

Filippo Giuseppe Maria Ludovico Buonarroti (1761 – 1837), politico e rivoluzionario italiano naturalizzato francese.

  • Il popolo non ha mai avuto un amico più devoto e sincero. Grandi sforzi sono stati fatti per infangare la sua memora; ora lo si accusa di aver mirato alla dittatura, ora lo si ritiene responsabile di ogni necessaria misura di rigore presa dal governo rivoluzionario. Ma felici, diciamo, sarebbero state la Francia e l'umanità se Robespierre fosse stato un dittatore e avesse potuto porre in atto le sue grandi riforme. (da Observations sur Maximilien Robespierre, Paris 1837[1])
  • Nella Convenzione toccò a Robespierre combattere simultaneamente il realismo, la cupidigia borghese e l'immoralità degli uomini pubblici. Sua costante preoccupazione fu di riformare sia i comuni sia l'ordine sociale creando istituzioni che servissero da base al maestoso edificio dell'uguaglianza e della repubblica popolare. (da Observations sur Maximilien Robespierre, Paris 1837[1])
  • Non v'ha cosa che tanto noccia alla pubblica libertà quanto l'intiepidir la virtù nel cuore dei cittadini. (da Del governo d'un popolo in rivolta per conseguire la libertà; citato in Pensiero e azione nel Risorgimento, EDIPEM, Novara 1974.)

Citazioni su Filippo Buonarroti[modifica]

  • Era un uomo profondo, ma assai gretto: conformava la sua vita alle sue credenze; ma era intollerante, e mi tacciava di traditore, se per caso affiliavo un banchiere o un ricco borghese. Era inoltre comunista. (Giuseppe Mazzini)

Note[modifica]

  1. a b Citato in George Rudé, Robespierre, traduzione di Maria Lucioni, Editori Riuniti, Milano 1981.

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