Francesco Paolo Frontini

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Francesco Paolo Frontini (1860 – 1939), compositore e direttore d'orchestra italiano.

  • Bisogna far conoscere interamente la vera, la grande anima della nostra terra. La responsabilità maggiore di questa missione dobbiamo sentirla noi musicisti perché soltanto nella musica e nel canto noi siciliani sappiamo stemperare il nostro vero sentimento. Ricordatelo.[1]
  • Con questi Canti religiosi [1938], in cui si rispecchia l'aspetto mistico dell'anima del popolo siciliano, completo la raccolta dei Canti popolari della mia Isola, iniziata nel 1883 [Eco della Sicilia] e proseguita nel 1890 [Canti della Sicilia], nel 1904 [Natale Siciliano] e nel 1936 [Antiche canzoni di Sicilia]. Il testo in italiano di alcune canzoncine sacre, – o per Natale o in lode della Vergine SS. – deve attribuirsi principalmente al rapido diffondersi nelle chiese, delle poesiole sacre che S. Alfonso M. De' Liguori racchiuse nel suo libretto di devozione Massime eterne... l'esempio del santo non tardò di essere imitata da ignoti poeti. È da notarsi però, che ogni melodia – sia monodica che corale che riveste il testo italiano – rispecchia intatti i caratteri etnofonici del canto popolare siciliano.[2]

Citazioni su Francesco Paolo Frontini[modifica]

  • Ascoltandole sentiamo in esse pulsare l'anima del popolo, a anche il cuore nobilissimo dell'artista che le compose. (Francesco Pastura)[3]
  • Tra gli artisti e compositori dell'Isola voi siete, se non il solo, uno dei pochissimi che comprendono la bellezza e la grazia delle melodie del popolo. Pur componendone di belle e di graziose, Voi sapete apprezzare queste vaghe e dolci reliquie d'un passato che non ebbe storia, e serbate a durevole monumento, delle note piene di sentimento squisito e di candore verginale. Altri non penserà neppure a ringraziarvi dell'opera patriottica da voi compiuta; io Vi ammiro. Parole, sentite e quasi solenni. (Giuseppe Pitrè)[4]
  • Spiriti e forme di un secolo eminentemente musicale vengono conservati nella loro lineare purezza attraverso la fedele trascrizione del raccoglitore. Il quale non volle adoperare quei fronzoli perfettamente inutili che adoperò un altro raccoglitore (fronzoli attraverso i quali è palese un vanitoso spiegamento di tecnica personale) ma seppe modestamente, saggiamente nascondersi dietro i canti dovuti ad autori che rimarranno eternamente ignoti ma eternamente vivi, poiché delle melodie di esse si è impossessato il vero, unico autore: il popolo. (Francesco Pastura)[5]

Note[modifica]

  1. Citato in [1].
  2. Citato in [2].
  3. Citato in [3].
  4. Citato in [4].
  5. Citato in [5].