Francesco Tamagno

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Francesco Tamagno nell'Otello di Verdi (1887)

Francesco Innocenzo Tamagno (1850 – 1905), tenore italiano.

Citazioni su Francesco Tamagno[modifica]

  • Il Tamagno, sottò l'impulso titanico del sommo Maestro [Giuseppe Verdi], mutò d'un tratto la sua natura e subì in quei pochi mesi una metamorfosi completa. Tamagno-Otello apparve una rivelazione, divenuta poi leggenda portentosa, tanto che oggi, dopo circa venti anni, essa è più viva di prima.
    Ciò che Tamagno ha saputo fare nell'Otello è cosa che, se non fosse vera, non sarebbe credibile. (Gino Monaldi)
  • Lo intesi la prima volta nel «Trovatore», nel Teatro Colón di Buenos Aires, dove cantava ogni inverno da vari anni ed era, come si dice in linguaggio teatrale, l'idolo del pubblico. Curioso, non e vero? per un cittadino torinese, il sentir per la prima volta in America un artista celebre che è nato, ha esordito e cantato cento volte a Torino. Fu per lui una serata trionfale e per me deliziosa. Non avevo inteso mai una voce di tenore così potente e così limpida, così armoniosa e così facile, né avuto mai dal canto una commozione così forte di piacere e di maraviglia. (Edmondo De Amicis)
  • Non ci fu mai cantante celebre più prodigo di lui della propria voce. Certi amici suoi, quando egli li prega di giuocare a tarocchi, che son la sua passione, gli sogliono rispondere: – Se vuoi che giochiamo, canta; – ed egli canta perché giochino. Altri lo fanno cantare con insidie fanciullesche, di cui non s'avvede: domandandogli un motivo notissimo, che fingono di non ricordare, o come sia riuscito a superare certe difficoltà dell'arte sua che egli non può spiegare se non col canto. (Edmondo De Amicis)

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