Franco Moscone

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Lo stemma di Franco Moscone

Franco Moscone C.R.S. (1957 – vivente), arcivescovo cattolico italiano.

Citazioni di Franco Moscone[modifica]

  • A me piacciono gli atei. Non se sono ideologici o trasformano l'ateismo in una nuova fede. Ma mi piacciono se mi ricordano che io, noi non siamo Dio[1].
  • C’è un’azione da compiere, una postura da assumere per contemplare la strada: piegare il capo e guardare in basso. Sì, perché la strada sta sotto di noi, ci sorregge mentre la calpestiamo, la avvertiamo attraverso la sensazione dei piedi! Un Gesù che dice di essere strada significa che si è messo al di sotto di noi, che si è fatto nostro sostegno, anche se non ce ne rendiamo conto. Gesù non solamente si è messo al nostro livello prendendo la condizione di servo e diventando simile agli uomini (cf Fil 2, 7), ma dicendo di sé io sono la Strada è andato addirittura al di sotto della nostra posizione[2].
  • Che cosa significa la parola liturgia? Non significa celebrazione, sfarzo, paramenti. Liturgia significa servizio. Servizio a Dio e ai fratelli. Ogni letto di ammalato è un altare, non dimenticatelo! Ogni letto di ammalato è un altare esattamente come quello lì dove tra poco celebreremo l'eucarestia, perché in ogni letto c'è Cristo, anche se non lo sa. C'è Cristo sofferente, c'è Cristo crocifisso, c'è Cristo Abbandonato![3].
  • Chi è nella mafia pensa di essere libero ma in fondo ha un piede nella fossa e uno legato alla catena... pensa di assoggettare ma in fondo è assoggettato[4].
  • Chiesa è innanzitutto sinonimo di comunione, la sua identità. Chiesa è missione, poiché la sua attività è essere missionaria. Chiesa è carità, il suo fine, cioè dire e portare Dio, che vuol dire carità, in questo mondo[5].
  • Chi guarisce le ferite del cuore guarisce anche le proprie relazioni interpersonali, sociali e pubbliche. Guarisce le istituzioni, le strutture, gli ambienti di lavoro, i luoghi di aggregazione[6].
  • Convertirsi a sé stessi è ritornare all’essenziale, alla propria povertà creaturale e fragilità esistenziale per fare i conti, senza paure, con i propri limiti[6].
  • Credo che vadano verificate le modalità per garantire la sicurezza. Il rischio non è la perdita del Credo, il rischio è di perdere i credenti, muoiono anche coloro che credono, soprattutto alcune fasce d'età. Ci vuole rispetto e collaborazione, a me è sembrato che fin'ora ci sia stato [...] credo che non debba essere fatta polemica e riprendere la collaborazione e il dialogo per il bene della chiesa e della società. [...] La chiesa è non solo culto, ma anche carità e comunione e questo certamente non è mancato[7].
  • Del Gargano si parla poco, ma la situazione è simile all’America Centrale nel rapporto tra popolazione e delitti. In due mesi e mezzo che sono vescovo qui, ho assistito a tre omicidi e un quarto è sfuggito per poco. Senza contare i tre suicidi, l’ultimo proprio in questi giorni[8].
  • È azione profetica quella di denunciare ciò che non va, demolire, infrangere le strutture di peccato, ma per lasciare che sia il Signore ad edificare e costruire[9].
  • È Lui che soffre e geme nei malati; è Lui che prova dolore nelle persone sole o costrette all’isolamento; è Lui che emana il suo spirito nei moribondi; è Lui che sostiene l’impegno eroico degli operatori sanitari; è Lui che alimenta l’ingegno dei ricercatori; è lui che motiva i responsabili della società civile e delle nazioni; è Lui che dà forza ai lavoratori e mantiene viva la speranza di chi rischia la sopravvivenza della propria attività professionale; è Lui che chiede giustizia e aiuto in chi ha perso il lavoro o è caduto in trappole malavitose; è Lui che mantiene solida l’unità e l’affetto nelle famiglie e nelle case … tutto questo, e molto di più, il Signore lo sta compiendo, permettendoci di vivere In responsabilità e solidarietà questo tempo[10].
  • Forse in questo momento i vostri occhi sono rivolti verso di me e i miei su di voi, per un po' di curiosità, di attesa. Ma stiamo sbagliando, gli occhi li dobbiamo rivolgere unicamente verso di Lui, Gesù.
  • Il cuore è grande perché è capace di contenere Dio[11].
  • Il rispetto e promozione della legalità è un punto focale per il nostro territorio garganico tanto come società civile che ecclesiale. Il crescere esponenziale di azioni violente, fino agli omicidi ed alla sparizione di persone (= lupara bianca), passando per gesti intimidatori e di chiaro stampo mafioso, non ci possono lasciare silenti. Denunciare l'illegalità è un dovere, ma ancora di più lo è il farsi protagonisti di gesti di legalità, partendo da quelli che, scorrettamente, possiamo giudicare meno significativi[9].
  • La conversione interiore ci fa scoprire che non siamo amati per quello che facciamo, ma per quello che siamo agli occhi di Dio[6].
  • La paura la più cattiva consigliere dei buoni e dei giusti ed è la più grande alleata dei mafiosi. Siccome il Vangelo mi fa dire che ognuno dà quello che ha nel cuore, allora vorrei dire: chi uccide è già morto nel cuore. Chi utilizza intimidazioni e minacce, ha un cuore ammalato e contagia. Non lasciamoci contagiare. Non usiamo i condizionali. Ma usiamo l’indicativo: voglio e mi impegno adesso per la città che voglio che è la mia. Se siamo soft, collaboriamo sempre con i mafiosi. Infine, Monte Sant’Angelo è la città del pane, si sente il profumo nelle strade. Allora via la puzza delle pallottole o, peggio ancora, il fetore delle minacce e delle ritorsioni[12].
  • La società civile e la Chiesa possono rendere il loro servizio nella misura in cui si gioca insieme, stando alle stesse regole del gioco e sullo stesso campo. Non sentendosi in competizione. La Chiesa è parte di questa società civile, dentro questa società è chiamata ad annunziare il Vangelo e denunciare quelle che sono le situazioni negative, di scandalo o come le definiva Giovanni Paolo II “strutture di peccato” che purtroppo esistono, denunciarle con le proprie responsabilità e con la propria presenza, e anche con molta umiltà. Distinguendo naturalmente i ruoli e gli impegni: la Chiesa non perché dice certe cose, denuncia certe situazioni si vuole sostituire a chi nella società civile è responsabile ai vari livelli, da quello politico, amministrativo, economico, imprenditoriale ecc. Ognuno deve fare la propria parte[13].
  • L'Economia, che è la scienza a cui compete la ricerca e distribuzione dei mezzi, deve necessariamente interfacciarsi con l'etica, che è la scienza dei fini. E il fine è la salute delle persone, un bene non negoziabile né solamente monetizzabile. Agli amministratori tocca distribuire le risorse in modo giusto e senza sprechi, ma senza negare il necessario e l'urgente, e questo vale ancora di più in tempo di crisi come quelli che stiamo vivendo[14].
  • Le mafie sono plurali. Fino a qualche tempo fa conoscevo solo quella siciliana, la ‘ndrangheta, la Sacra Corona Unita perché se ne parla a livello nazionale e anche oltre. Perché sono stati fatti dei film e scritti anche dei libri. Non sapevo che esisteva e che esiste la mafia di Foggia, ma mafia garganica. Adesso lo so. Non ho paura, perché se dicessi che ho paura collaborerei con la mafia[12].
  • Manfredonia, per ri-alzarti decidi di scommettere sulla legalità![9].
  • Nei vangeli sinottici che raccontano e riportano l'istituzione dell'Eucaristia, Gesù dice: "Prendete e mangiate". Non dice: "Ingoiate". E con cosa si prende? Si prende con le mani, che [sono] l'organo che prende, che afferra, che arriva poi fino al braccio[15].
  • Nella fede cristiana che è certezza e scommessa della forza della Risurrezione di Gesù mi sento di gridare: Manfredonia ri-alzati! Ri-alzati: dalla paura del futuro, dal pessimismo per la carenza di motivazioni e possibilità di sviluppo, dalla rassegnazione e difficoltà a programmare e progettare alla grande, dalla pigrizia a pensare con prospettive ampie e lungimiranti, dai sentimenti negativi che ti fanno giudicare e percorrere strade sempre e solo al ribasso[9].
  • Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Il pane è tante cose, ma è soprattutto l’eucaristia. Per questa esperienza, nel cuore mi sembrava di ascoltare un’affermazione che sembrava quasi bestemmia: Non di sola eucaristia vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. […] Credo che sia vera nella realtà storica della Chiesa. Quante comunità cattoliche come noi vivono l’eucaristia come una rarità, perché non viene data questa opportunità, ma mai mancano della parola di Dio! L’esperienza che ci è chiesta di vivere forse ci può far sentire vicini alle tante chiese dove l’eucaristia come sacramento viene celebrata raramente ma dove la Parola e la comunione non mancano di sicuro, dove la fede è forte e la speranza si sviluppa[16].
  • Non si parte da Dio, ma a Dio si arriva percorrendo la via della prossimità[17].
  • Ogni gesto intorno al letto [degli ammalati] è una celebrazione dell’eucaristia nella carne, una medicina che cura il peccato[18].
  • Ogni terra è patria, come ogni patria è terra straniera[11].
  • Proprio lì, in periferia, tra i pagani, tra i lontani, tra i quasi eretici, il Signore si manifesta. [...] Il miracolo del Signore e della santità è questo: trasformare le periferie in centro[19].
  • Se Gesù ha detto che è presente in ogni persona, che il suo volto lo si trova nel volto dell’altro, in particolare se l’altro è in una situazione di bisogno, difficoltà e sofferenza, chi più del malato, dell’abbandonato, può dimostrare il suo volto. Questo vuol dire che assistere, avvicinare, accogliere chi è nel bisogno equivale ad accogliere il Signore. È in qualche modo un celebrare una eucarestia nella carne più che nel rito stesso. Servire l’altro, l’essergli vicino è celebrare l’Eucarestia[13].
  • Se ognuno di noi sente la città come propria diventa responsabile, diventa costruttore di legalità. [...] Se sentiamo nostra la realtà, [la mafia] non vincerà mai. Non ha vinto la mafia siciliana e credo che non vincerà mai la mafia garganica[20].
  • [Sulla comunione in mano] Se qualcuno ha chissà quale mentalità, pensando che le mani siano sporche e indegne, posso assicurare che ci sono delle lingue molto più sporche e molto più indegne. L'importante è ricevere il Signore![15].
  • Siamo un esercito di peccatori o di perdonati? Di fronte a Dio, quello che conta non è il peccato; quello che fa la differenza è essere perdonati. Perché prima del peccato originale c'è l'originale innocenza; perché prima del peccato c'è l'immagine e somiglianza di Dio nel volto, nel cuore, nella mente, nell'essere di ognuno. E allora il dare e il perdonare è possibile anche a noi, anzi è parte stessa della nostra prima e vera identità che è l'originale innocenza che precede il peccato originale. Se vogliamo veramente la pace, se vogliamo la lotta agli armamenti, se vogliamo che finiscano queste cose dobbiamo essere un esercito di perdonati. Dobbiamo riconoscere che questo è lo stile di Dio, è lo stile dei suoi discepoli perdonati. [...] Va' e dì che sei parte di un esercito di perdonati e allora cercherai di non peccare più[21].
  • Sono convinto che sia più, come dire, un abuso ricevere la Comunione in bocca, che in mano. Tanti mi hanno detto: "È un abuso ricevere la Comunione in mano". Io affermo esattamente l'opposto: è un abuso perché abbiamo falsamente spiritualizzato ciò che Gesù ha voluto come materia e come fisico, come carne per noi perché siamo carne[15].
  • Vi chiedo un favore: evitate di chiamarmi monsignore o eccellenza o con termini simili. Desidererei continuare ad essere chiamato padre (padre Franco o Francesco – fa lo stesso). Padre è un appellativo già sufficientemente pesante da portare, seppure stimolante da vivere, visto che è l'unico titolo che Gesù utilizza quando si rivolge a Dio, Suo e Nostro Padre[11].
  • Vorrei dire loro [ai mafiosi] che non sono vincitori, sono delle vittime colpevoli. Ne devono uscire, devono capovolgere le logiche che governano la loro vita. Signore e signori della mafia è arrivato il tempo di collaborare con la giustizia: questa terra ha bisogno di pentiti. Se pentirsi dal punto di vista cristiano è segno di misericordia, pentirsi dal punto di vista civile è segno di civiltà. Se volete recuperare dignità, pentitevi, uscite allo scoperto e consegnatevi alla giustizia umana. Solo così la giustizia divina sarà veramente misericordia[22].

Note[modifica]

  1. Mattinata. l'intervento del Vescovo mons. Moscone
  2. Padre Franco Moscone, arcivescovo: " DOMENICA DELLA STRADA ". URL consultato il 05-06-2020.
  3. "Ogni letto di un ammalato è un altare, non dimenticatelo"
  4. La Chiesa è contro la mafia. URL consultato il 02-10-2019.
  5. "Chiesa è comunione, missione e carità", la prima omelia dell'arcivescovo padre Franco Moscone. URL consultato il 02-10-2019.
  6. a b c Quaresima: mons. Moscone (Manfredonia), “ritornare alla propria fragilità esistenziale per convertirsi”. URL consultato il 02-10-2019.
  7. Vescovi pugliesi e lucani divisi sul Dpcm: le reazioni. URL consultato il 23-05-2021.
  8. Carabiniere ucciso a Cagnano Varano. Mons. Moscone:“Nel Gargano la situazione è simile all’America Centrale”. URL consultato il 02-10-2019.
  9. a b c d Messaggio al termine della Madonna di Siponto - 2019. URL consultato il 02-10-2019.
  10. Moscone “Nella pandemia non siamo orfani, il Signore sta gemendo con noi”. URL consultato il 05-06-2020.
  11. a b c Lettera alla diocesi di padre Franco Moscone. URL consultato il 02-10-2019.
  12. a b “Non sapevo che esiste la mafia di Foggia, la mafia garganica, ora lo so”. Il vescovo Moscone: “Non ho paura”. URL consultato il 02-10-2019.
  13. a b Intervista esclusiva a Padre Franco Moscone. URL consultato il 05-06-2020.
  14. L'arcivescovo padre Franco Moscone lancia un appello per l'ospedale di Manfredonia. URL consultato il 02-10-2019.
  15. a b c #SantoRosario e #SantaMessa - 3 gennaio 2021 (padre Franco Moscone)
  16. Catechesi Padre Franco Moscone 14 marzo 2020
  17. Messaggio dell’Arcivescovo per il tempo di QUARESIMA e di PASQUA 2019. URL consultato il 05-06-2020.
  18. Giornata della sofferenza. URL consultato il 23-05-2021.
  19. "Il miracolo della santità, trasformare le periferie in centro"
  20. 21-03-2019 Marcia per la legalità a Manfredonia, le parole del vescovo Franco Moscone
  21. Siamo un esercito di perdonati! (Mons. Franco Moscone)
  22. Murales antimafia a Mattinata. Il vescovo si rivolge ai boss: “Signore e signori della mafia è tempo di collaborare con la giustizia”. URL consultato il 23-05-2021.

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