Franco Volpi

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Franco Volpi (1952 – 2009), filosofo e storico della filosofia italiano.

  • La filosofia è un inventario di pensieri nel flusso della vita.[1]
  • Povero Nietzsche! È stato l'unico filosofo a cui è toccato il singolare privilegio di essere considerato responsabile niente meno che di una guerra mondiale.[2]
  • Dopo che la storia ci ha insegnato che spesso il possesso della Verità produce fanatismo, e che un individuo armato di verità è un potenziale terrorista, vien fatto di chiedere: il relativismo e il nichilismo sono davvero quel male radicale che si vuol far credere? O essi non producono forse anche la consapevolezza della relatività di ogni punto di vista, quindi anche di ogni religione? E allora non veicolano forse il rispetto del punto di vista dell'altro e dunque il valore fondamentale della tolleranza? C'è del bello anche nel relativismo e nel nichilismo: inibiscono il fanatismo.[2]
  • La sua [di Nietzsche] critica della mentalità e della morale «del gregge», la sua difesa di quello che potremmo definire un «diritto all'eccellenza», è un tentativo di superare la sterilità della semplice proibizione, dell'abnegazione e della rinuncia, che mortificano la vita. Nietzsche vuole che la vita si realizzi in tutte le sue potenzialità. E consiglia perciò un atteggiamento «creativo» che dia alla vita tutta la sua pienezza, analogo a quello dell'artista che imprime alla sua opera una forma bella. In tal senso la sua nuova morale è una sorta di «estetica dell'esistenza» il cui imperativo raccomanda: «Diventa quello che sei!» E anche se la vita non è bella, sta a noi cercare di renderla tale.[2]
  • Uno dei problemi della Chiesa attuale è che la produzione della felicità le è sfuggita di mano. Ma non è colpa di Nietzsche se la forza dei Vangeli svanisce e la condizione dell'uomo occidentale è sempre più paganizzata.[2]

Citazioni su Franco Volpi[modifica]

  • Pensieri profondi in animo leggero, questo era Franco. Glielo leggevi in faccia, perché anche l'anatomia era conforme: una gran fronte alta e spaziosa, un viso raccolto che con un niente si increspava in un sorriso accennato ma convinto, gli occhi che riuscivano a brillare dietro gli occhiali. Era così anche al liceo Pigafetta di Vicenza, un anno più avanti di noi del '53, ci si incrociava all'intervallo e nella marea di stupidaggini, di facezie, di scherzi stupidi, lui era lì a spiccare perché era sveglio. Era il prototipo non dello studente bravo, ma del ragazzo che ha una marcia in più: mai pensato a Franco come un secchione, macché: socievole, arguto, bruciante nelle inconsapevoli gare di intelligenza. Ti ritrovavi ad ascoltarlo così, naturalmente: tu zitto e lui a dire, a rendere ancora più digeribili le belle lezioni di Giuseppe Faggin. (Paolo Coltro[3])

Note[modifica]

  1. Citato in Addio Franco Volpi, "La semplicità il suo segreto", Il mattino di Padova, 16 aprile 2009.
  2. a b c d Da Contro Nietzsche. L'accusa del Papa al filosofo nichilista, la Repubblica, 10 aprile 2009.
  3. Da Addio Franco Volpi, "La semplicità il suo segreto", Il mattino di Padova, 16 aprile 2009.

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