Fritz Mauthner

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Fritz Mauthner

Fritz Mauthner (1849 – 1923), filosofo e scrittore austro-ungarico di lingua tedesca.

Citazioni di Fritz Mauthner[modifica]

L'ateismo e la sua storia in Occidente[modifica]

  • Il termine equivalente dei Romani, cioè superstitio, ci è noto più nel significato di superstizione, forse solo perché i classici romani sono più dei Greci vicini a noi di qualche centinaio di anni. Per la verità, i padri latini della Chiesa usarono religio esclusivamente per la fede vera, e superstitio per quella falsa; nondimeno, la lingua dell'uso insegna che originariamente superstitio non significava la fede falsa, quanto piuttosto quella che incuteva spavento, la soggezione religiosa, e persino la devozione e il raccogliemento che una divinità o il suo tempio incutevano; ma in più la infatuazione religiosa, e infine, in special modo, la mistica venerazione di culti stranieri. (Vol. 1, p. 4)
  • Mani (il cui nome è però tramandato in forme diverse) fu persiano di nascita, ma nacque a Babilonia, nell'anno 215 o 216. Pare che già suo padre avesse avuto un ruolo in un movimento religioso; Mani fu educato all'interno d'una eresia, forse quella dei Mandei, avvertendo molto presto – pare all'età di dodici o di ventidue anni – la vocazione a fondare una religione. Si fece conoscere in pubblico a ventotto anni di età, presentandosi come un inviato del vero Dio, come l'ultimo profeta dopo Buddha, Zarathustra e Gesù, come il paracleto promesso da Gesù. Si potrebbe quasi pensare che Mani non fosse il suo nome proprio, bensì un nome d'arte come Gautana si chiamò il Buddha, e Gesù il Cristo. Trovò favori e séguito alla corte del re di Persia, ma dev'essere presto caduto di nuovo in disgrazia. Fu crocifisso nel 276, o nel 277, (seguendo la cristiana tradizione, già allora inebriata di mostruosità), e per giunta scuoiato vivo. Nella sua qualità di apostolo del Diavolo. A questa denominazione può aver dato adito il dualismo isnegnato da Mani nei suoi poemi. Tuttavia il suo cupo principio del male fu molto più bello, molto più pagano e più umano di quello che sarà presto il diavolo cristiano. (Vol. I, p. 184)
  • Per connotare i Càtari, la più recente storiografia preferisce dire neo-manichei; così con un nome nuovo, un'ipotesi verosimile si trasforma in punto di partenza scientifico, ossia nel presupposto che gli eretici occidentali (gli Albigesi) si trovino in storica continuità con gli antichi Manichei. Questo collegamento è documentato con certezza per quanto riguarda le sette orientali degli Euchiti o Messaliniani in Tracia, e dei Bogomili in Bulgaria. (Bogomili, in lingua slava, non è “ dio abbi misericordia”, bensì “caro a Dio”, teofilo, amico di dio). Queste due sette hanno in comune il fatto di aver immesso per la prima volta la satanologia – che in Occidente s'era arrampicata sul corpo della Chiesa come religione popolare, finché il tralcio finì per essere il puntello – all'interno d'un sistema teologico di fantastiche dimensioni. Accadde nei secoli XI e XII. E palesemente, nella dottrina come nella vita, essi erano imparentati coi Manichei delle origini. Presso gli Euchiti e i Bogomili si sviluppò in misura eccezionale, e vorrei sottilinearlo, la concezione d'un dio-diavolo, ossia di Satanaele. (Vol. 1, p. 213)

Bibliografia[modifica]

  • Fritz Mauthner, L'ateismo e la sua storia in Occidente, vol. 1, traduzione di Luciano Franceschetti, Casa editrice Nessun Dogma, Roma, 2012. ISBN 978-88-906527-4-5 [1]

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