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Giacinto de' Sivo

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Giacinto de' Sivo

Giacinto de' Sivo (1814 – 1867), scrittore e storico italiano.

  • Dio di misericordia, benedici tu l'anime di quei generosi: essi dettero l'addio al mondo e ala Patria, nella gagliardia della vita, nell'età della speranza, forse non preparati al tremendo passaggio... Dio di pietà, deh copri con l'ali immense del tuo perdono quell'anime brave, difendendo il diritto, la ragione e la Fede! deh accoglili nella schiera degli eletti! Pietà, pietà per essi. o Dio di misericordia... I nomi vostri scolpiti in marmi saranno eterni quanto la virtù, saranno l'orgoglio de' vostri casati, l'emulazione d'ogni soldato, la venerazione della posterità. Gioite, o valorosi: la virtù non è un vano nome; essa sventurata è più bella; essa caduta quaggiù, trionfa in eterno. (da Discorso pe' morti nelle giornate del Volturno difendendo il Reame, scritto per le esequie commemorativa del 1° ottobre in Roma)
  • Il volgo s'annoia a pensare, e volentieri s'acconcia alle idee altrui; così pochi scaltri fanno l'opinione che si dice pubblica, e partorisce ruine. (da Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861, Vol. 1 p. 20)
  • [Su Ferdinando II delle Due Sicilie] Frugale, laborioso, sollecito, niente a giuoco, niente a cacce, né a corse o a feste avea pensiero; tutto al governo. Niuno negherà essere splendido il suo primo decennio. Pace profonda, quiete e sicurezza, libertà civile, prosperità molta. Brevemente si costruirono strade, edifizii comunali, lazzaretti, case di bagni minerali, prigioni col sistema penitenziario, scuole per sordomuti, ospizii ed asili per indigenti e orfanelli e reietti e folli, porti a Catania, a Marsala, a Mazzara, e moli a Terranova e a Girgenti; s'istituirono consigli edilizii, monti pecuniarii e frumentarii, compagnie di Pompieri, opificii, nuove accademie, nuove cattedre all'università, nuovi collegi, nuovi licei. Si bonificavan terre paludose, si davano alla coltura terre boscose, e 800 mila moggia del Tavoliere di Puglia; si facevan ponti di ferro e di fabbrica su' fiumi, fanali a gas, fari alla Fresnel, ed ogni novella invenzione qui primamente in Italia era attuata. Si stipulavan trattati di commercio, si creavan guardie civiche per Napoli e per le provincie, e guardie d'onore a cavallo. Que' dieci anni fur benedetti anche ne' campi. Ubertose messi, mercati grassi, miti prezzi, comune l'agiatezza; un movimento d'industria, un crescer di popolazione, un incremento di tutte cose buone; sicché non credo il reame avesse tempi più gai e lieti di quelli. (da Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861, Vol. 1 p. 95)
  • [Su Carmine Crocco] Appellantesi generale, [...] intento più a rapinare che alla causa regia. (da Storia delle Due Sicilie 1847-1861: Volume 2, p. 547)
  • Il Reame delle Sicilie, molto dalla stampa rivoluzionaria a' passati anni calunniato, non era secondo a nessuna nazione incivilita. Ei basta dare uno sguardo nelle Guide pe' forestieri, per intendere il valore torrente, l'orologio, il posto delle grasce e della neve, il monte frumentario e de' pegni, il maestro di scuola, il medico, la farmacia, un qualche convento, o un opificio, o una qualsivoglia opera speciale, onde tragga lavoro e sostentamento la gente minuta. V'è in ogni parte operosità ed agiatezza. (da I napolitani al cospetto delle Nazioni civili)
  • Briganti noi combattenti in casa nostra, difendendo i tetti paterni, e galantuomini voi venuti qui a depredar l'altrui? Il padrone di casa è brigante, e non voi piuttosto venuti a saccheggiare la casa? (da I napolitani al cospetto delle Nazioni civili)
  • Uscì allora un Ferdinando Petruccelli, uomo di sconvolto ingegno e animo astioso; il quale s'era fatto nominare qualche anno prima scrivendo male di tutti gli scrittori d'una strenna letteraria [...] Egli tolsevi il carico di calunniare; inventava dispacci, dava l'allarme, e spingeva tutto a ribellione. (da Storia delle due Sicilie: dal 1847 al 1861, Volume 1, Brenner, 1868, p. 134)

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