Giovanni Francesco Mormando

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Giovanni Mormando: la chiesa di Santa Maria della Stella alle Paparelle di Napoli

Giovanni Francesco Mormando o Mormanno, al secolo Giovanni Francesco Donadio (1449 – 1530), architetto e organaro italiano.

Citazioni su Giovanni Francesco Mormando[modifica]

  • Ed è a proposito di Giuliano da Maiano che qui ci ricorre alla memoria quel napoletano Giovanni Donadio, detto il Mormanno, il quale ben potrebbe essere stato uno degli scolari più egregi di quell'elegante artefice fiorentino. Era il Donadio, come un suo pur conosciuto fratello, architetto e costruttore d'organi a un tempo, e forse aveva tutte e due cose appreso a Firenze da tanto maestro: certamente il costui modo nobile e ricco si riscontra in tutte le opere alle quali i signori napoletani chiamarono il Mormanno e si manifesta specie nell'architettura e nella decorazione così del palazzo dei di Capua in Via S. Biagio de' Librai, come nell'altro de' duchi di Vietri, che gli è vicino e che ora è posseduto dal duca di Corigliano Saluzzo. (Salvatore Di Giacomo)
  • In Santa Maria della Stella alle Paparelle, edificata, per voto e con danaro proprio, dal Mormando, si può vedere qualche reminiscenza bramantesca nella facciata con pilastri corinzi, scanalati sino a due terzi d'altezza. (Adolfo Venturi)
  • Maestro Giovanni Donadio Mormando, che viene qualificato per architetto e costruttore di organi, è una di quelle figure di artisti che si desiderebbero vedere tratte fuori dalle nebbie del mito in cui rimasero fin qui avvolte, poi che il merito suo pare stia quasi in ragione inversa della scarsezza delle notizie che di lui si hanno. (Gustavo Frizzoni)
  • Si assegna [...] al Mormanno la più bella facciata di palazzo napoletano, quella del palazzo di Capua, ora Marigliano, in S. Biagio dei Librai. La facciata subì alterazioni diverse, ma, nell'insieme, come dice giustamente il Pane, «manifesta la impeccabilità di una pura equazione geometrica, come quella che è dato riscontrare nelle opere migliori del Rinascimento». Purtroppo i restauri hanno lasciato solo intravvedere qualche traccia del Mormando in quello stesso palazzo e nell'altro dei duchi di Vietri, poi Corigliano. (Adolfo Venturi)

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