Giulio Castelli

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Giulio Castelli (1938 — vivente), giornalista e scrittore italiano.

Incipit di alcune opere[modifica]

476 A.D. L'ultimo imperatore[modifica]

Spesso mi interrogo sulla memoria. Ci ricordiamo di particolari insignificanti e dimentichiamo momenti cruciali della nostra vita. La memoria con il suo disordine ci rammenta che siamo mortali. I canti dei monaci di questo luogo inneggiano alla vita futura perché i santi fratelli sono certi che essa sarà senz'altro migliore grazie alla preghiera. Nessuno di loro si interessa a memorie che non siano trattate nelle sacre scritture. Sono indifferenti a chi in passato ha abitato questa antica fortezza. Io invece sono convinto che qualche grande è stato qui. Forse un usurpatore imperiale. Qualche sfortunato generale che tentò di rivestire la porpora e finì ucciso. Potrebbe essere stato Magno Massimo, lo spagnolo che si proclamò augusto e che i Britanni chiamano con il nome impronunciabile di Macsen Wledig. Oppure potrebbe essere stato il terzo Costantino che, partito da questa isola nebbiosa, per alcuni anni stabilì la sua sede imperiale ad Arles.

Gli ultimi fuochi dell'Impero Romano[modifica]

La pergamena era scivolata a terra. A svegliarmi è stato il senso di vuoto o forse di freddo che a un tratto ho avvertito nel palmo della mano. Allora ho guardato attraverso la finestrella. La luce del giorno è fioca quanto quella della candela che tengo sempre accesa. È l'unico lusso che ancora mi concedo e talvolta mi sento in colpa per questo. Fuori vedo un grigiore deformato dalle irregolarità del vetro. È un vetro smaltato della Gallia, ma ormai anche laggiù i bravi artigiani sono quasi scomparsi.

Il fascistibile[modifica]

Attraverso la vetrina della Banca Regionale Luca filtrò le immagini della strada. Le scompose fino al punto di non vedere più niente di preciso. Il suo problema immediato era di sapere che impressione le aveva fatto con la sua proposta. Pensava a Deila come a Laura ai piedi del Monte Ventoso o piuttosto come ad Ali McGraw diretta da Arthur Hiller. Lei faceva scivolare gli occhiali da sole sulla punta del naso. Sembrava divertirsi. Lo sentiva. Mentre lui, Luca Visentin, famiglia originaria di Schio con qualche goccia di sangue gotico o longobardo a giudicare dal colore dei capelli e degli occhi, si fissava sull'idea che c'era sempre da piangere su amori perduti o mai raggiunti. Quale protagonista sarebbe stato nei lacrimosi anni del futuro! Che cosa aspettava l'umanità se non tragedie spaziali? Le mogli degli astronauti sarebbero apparse in televisione, angosciate, dignitose e ben pettinate.

Bibliografia[modifica]

  • Giulio Castelli, 476 A.D. L'ultimo imperatore, Newton Compton, 2010. ISBN 9788854122246
  • Giulio Castelli, Gli ultimi fuochi dell'Impero Romano, Newton Compton, 2009. ISBN 9788854115613
  • Giulio Castelli, Il fascistibile, Bompiani, 1973.

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