Grigorij Efimovič Rasputin

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Rasputin nel 1907

Grigorij Efimovič Rasputin (1869 – 1916), monaco russo.

Citazioni di Grigorij Efimovič Rasputin[modifica]

  • I cattolici non sembrano affatto gioiosi. Nelle nostre feste, invece, l'intero universo e persino gli animali si rallegrano. Oh, quanto siamo fortunati, noi ortodossi, e com'è bella la nostra fede, più bella d'ogni altra! I volti dei cattolici restavano cupi durante il giorno di Pasqua, e così credo che nemmeno le loro anime gioiscano veramente.[1]
  • Nonostante i miei peccati – che sono spaventosi – io sono un Cristo in miniatura, un piccolo Cristo, come se ne vede nelle icone.[2]

Citazioni su Grigorij Efimovič Rasputin[modifica]

  • L'assassinio [di Rasputin] ebbe una funzione importantissima, ma non quella su cui avevano contato gli esecutori e gli ispiratori. Invece di attenuare la crisi, quest'atto l'aggravò. Dovunque si parlava dell'assassinio: nei palazzi, negli stati maggiori, nelle fabbriche e nelle isbe dei contadini. Una deduzione si imponeva: contro la camarilla lebbrosa gli stessi granduchi non avevano altre risorse che il veleno e la pistola. Il poeta Blok ha scritto a proposito dell'assassinio di Rasputin: «La pallottola che lo finì, colpì direttamente al cuore la dinastia regnante». (Lev Trockij)
  • Portando ora (in casa Cazzarella) il discorso su Rasputin e i suoi poteri ipnotici nella Russia zarista. Si vede come Lea Cazzarella, una bimba di diciassette anni, prende la parola e annuncia le varie date importanti nella vita di Rasputin, poi dirà anche perché era mal visto dai russi aristocratici. Farà seguito un lungo elogio (due ore circa) sulle opere di Rasputin e sui suoi avversari, dopo dirà i suoi pro e i suoi contro e finirà dicendo che il sedici dicembre del 1916 fu assassinato dopo un tranello tesogli da aristocratici sovietici invidiosi della sua influenza in corte. (Rino Gaetano)
  • Rasputin era un semplice contadino. Beveva come tutti i contadini russi e non sapeva leggere. Un giorno, improvvisamente, sotto l'influenza di un predicatore siberiano si volge alla vita religiosa. Si istruisce grossolanamente nelle sacre scritture, visita qualche convento, si costruisce una dottrina sua e diviene predicatore. Presto ha fama. La sua teoria è: "Ho dentro di me una particella dello Spirito Santo, solo a traverso di me ci si può salvare. Per questo è necessario unirsi a me corpo ed anima". (Virginio Gayda)
  • Senza Rasputin non avremmo avuto Lenin. (Aleksandr Fëdorovič Kerenskij)

Henri Troyat[modifica]

  • Cosa accadrà, ora che è morto? Quale sarà il destino della Russia dopo Rasputin? Vero o falso profeta, ha esercitato sulla Storia tutto il suo peso. Quelli che credevano in lui si sentono orfani e non sanno più a quale guida votarsi; coloro che lo consideravano un impostore si chiedono quale miracolo potrà salvare ancora la Russia, malata di follia collettiva. In realtà, la Russia ha prodotto Rasputin, così come un accesso di febbre provoca un herpes. Nella condizione di smarrimento morale in cui versavano i suoi compatrioti, la sua venuta era inevitabile. Egli è stato il prodotto di un intero popolo in ebollizione. E forse un personaggio simile non sarebbe potuto nascere altrove che in quella sconfinata terra di pianure, di miraggi e di devozione.
  • L'imperatrice [Aleksandra] invia a Tjumen' l'eminente chirurgo von Breden perché esegua un nuovo intervento sul ferito [Rasputin]. Al suo ritorno il medico rassicura tutti: lo starec è fuori pericolo. Ma in privato si compiace di raccontare che la virilità di Rasputin non è così evidente come certi sostengono. L'immaginazione femminile – afferma von Breden – non ha bisogno di prove: esalta tutto ciò che tocca e finisce per trasformare un sesso dei più comuni in un attributo virile degno degli stalloni. Questa considerazione fa il giro della città. Chi avrà ragione? Le dame che esaltano le prodezze amorose di Rasputin o il dottore che lo ha esaminato da capo a piedi?
  • Si racconta che egli abbia non soltanto il potere di consolare le coscienze, ma anche quello di saziare le carni assetate d'amore. La voce pubblica gli attribuisce un sesso di dimensioni eccezionali. Dotato del membro di un satiro, possiede, a detta delle dame che beneficiano dei suoi favori, il cuore di un santo.
  • Un ragazzino come tanti, attaccabrighe, bugiardo, ladruncolo e violento: subito sospettato dagli abitanti del villaggio siberiano di Pokrovskoe ogni volta che sparisce loro una gallina dal pollaio o una pecora dall'ovile. Eppure la famiglia del presunto colpevole, il piccolo Grigorij Rasputin, non manca di nulla: i suoi genitori, Efim e Anna, sono contadini agiati.

Note[modifica]

  1. Marija Rasputin, Raspoutine, mon père; citato in Henri Troyat, Rasputin, traduzione di Catherine McGilvray, Oscar storia, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1998, p. 58.
  2. Da un lettera ad Aleksandra Fëdorovna Romanova; citato in Enzo Biagi, Russia, Rizzoli, Milano, 1977, p. 52.

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