Lenin

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Lenin

Vladimir Il'ič Ul'janov detto Lenin (1870 – 1924), rivoluzionario e pensatore politico russo.

Citazioni di Lenin[modifica]

  • [Sull'armistizio del 1917] Abbiamo alzato ora la bandiera bianca della resa; innalzeremo più tardi, su tutto il mondo, la bandiera rossa della nostra rivoluzione. (citato in Antonio Pugliese, Alta marea, Editrice Sud, Napoli, 1955)
  • Colui che attende una rivoluzione sociale pura non la vedrà mai; egli è un rivoluzionario a parole che non capisce la vera rivoluzione. (da Opere complete, Editori Riuniti, Roma, 1966; citato in Luciano Gruppi, Il concetto di egemonia in Gramsci, Editori Riuniti, Roma, 1977)
  • Da noi si guarda la cooperazione con disprezzo, non comprendendo l'importanza esclusiva che ha la cooperazione, dal punto di vista del passaggio a un ordine nuovo per la via più semplice, facile a accessibile ai contadini. (da Le cooperative sotto il socialismo, in Opere scelte, Editori riuniti, 1965)
  • Dal momento che non si può parlare di una ideologia indipendente, elaborata dalle stesse masse operaie nel corso del loro movimento, la questione si può porre solamente così: o ideologia borghese o ideologia socialista. Non c'è via di mezzo (poiché l'umanità non ha creato una «terza» ideologia e, d'altronde, in una società dilaniata dagli antagonismi di classe, non potrebbe mai esistere una ideologia al di fuori o al di sopra delle classi). Perciò ogni diminuzione dell'ideologia socialista, ogni allontanamento da essa implica necessariamente un rafforzamento dell'ideologia borghese. (da Che fare?, in Opere scelte[1])
  • Epurandosi un partito si rafforza. (da Che fare?)
  • Finché le donne non saranno chiamate, non soltanto alla libera partecipazione alla vita politica generale, ma anche al servizio civico permanente o generale, non si potrà parlare non solo di socialismo, ma neanche di democrazia integrale e duratura. (da I compiti del proletariato nella rivoluzione attuale, in Opere scelte'[1])
  • Fino a quando gli uomini non avranno imparato a discernere, sotto qualunque frase, dichiarazione e promessa morale, religiosa, politica e sociale, gli interessi di queste o quelle classi, essi in politica saranno sempre, come sono sempre stati, vittime ingenue degli inganni e delle illusioni. (da Tre fonti e tre parti integranti del marxismo)
  • Fra un secolo tra i popoli civilizzati non ci sarà altra forma di governo [se non quello dell'URSS]. Tuttavia, credo che continuerà a sussistere, sotto le macerie delle attuali istituzioni, la gerarchia cattolica, perché in essa si effettua sistematicamente l'educazione di coloro i quali hanno il compito di guidare gli altri. Non nascerà alcun vescovo o papa, come finora è nato un principe, un re o un imperatore, perché per diventare un capo, una guida, nella Chiesa cattolica, è necessario aver già dato prova di capacità. È in questa saggia disposizione la grande forza morale del cattolicesimo, che da 2000 anni resiste a tutte le tempeste e rimarrà invincibile anche in futuro. (citato dall'Osservatore Romano del 23 agosto 1924, ripreso da Avvenire il 12 luglio 2007)
  • I tribunali devono non già abolire il terrore – una simile promessa sarebbe illusoria, – bensì, all'opposto, sancire il terrore in linea di principio, in modo chiaro e netto, senza ipocrisie e senza orpelli. Bisogna che le formulazioni del principio del terrore siano il più possibile ampie, giacché soltanto la legalità e la coscienza rivoluzionarie fisseranno le condizioni in maniera più o meno ampia, della sua applicazione. (da Pis'mo A.D. Kurskomu ot 17.V.1922, Sočinenija, Moskva 1950)
  • Il comunismo è il potere sovietico più l'elettrificazione di tutto il paese. (slogan politico del 1920 per la diffusione del programma di elettrificazione in Russia)
  • Il governo degli operai e dei contadini, sorto dalla rivoluzione del 24 e del 25 ottobre e che si appoggia sui Soviet dei delegati degli operai, dei soldati e dei contadini, propone a tutti i popoli belligeranti e ai loro governi di cominciare immediatamente le trattative per una pace giusta e democratica. Il governo intende per pace giusta e democratica... la pace immediata senza annessioni, cioè senza conquista di territori stranieri, senza annessioni forzate di altre nazionalità, e senza contribuzioni. (dal Proclama ai popoli e ai governi di tutti i paesi belligeranti, 26 ottobre 1917, citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 698-699)
  • Il marxismo ha aperto la via a uno studio universale, completo, del processo di origine, di sviluppo e di decadenza delle formazioni economico-sociali, considerando l'insieme di tutte le tendenze contraddittorie, riconducendole alle condizioni esattamente determinabili di vita e di produzione delle varie classi della società, eliminando il soggettivo e l'arbitrario nella scelta di singole idee direttive o nella loro interpretazione, scoprendo nella condizione delle forze materiali di produzione le radici di tutte le idee e di tutte le varie tendenze senza eccezione alcuna. (da Karl Marx, 1914)
  • In Italia, compagni, c'era un solo socialista capace di guidare il popolo alla rivoluzione: Mussolini. Ebbene, voi lo avete perduto e non siete capaci di ricuperarlo![2]
  • In una guerra effettivamente nazionale, le parole "difesa della patria" non sono affatto un inganno, e noi non siamo contrari a questa guerra. (da Opere complete, Editori Riuniti, Roma, 1955-70, vol. 23; pag. 28)
  • L'antisemitismo è il socialismo degli imbecilli. (citato in Historia, luglio 1978, n. 245, Cino del Duca)
  • L'ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo dapprima in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico preso separatamente. (da Sulla parola d'ordine degli Stati uniti d'Europa, Sotsial-Demokrat, n. 14, 23 agosto 1915)
  • La matematica può esplorare la quarta dimensione e il mondo di ciò che è possibile, ma lo zar può essere rovesciato solo nella terza dimensione. (citato in John D. Barrow, I numeri dell'universo, 2003)
  • Lo stato di questo periodo (dittatura del proletariato) deve essere uno stato DEMOCRATICO in modo nuovo per i proletari e i non abbienti in generale, e DITTATORIALE in modo nuovo contro la borghesia. (da Stato e rivoluzione)
  • Ma in realtà l'esperienza dimostra che basta possedere il quaranta per cento di tutte le azioni per dominare l'andamento degli affari di una società per azioni, giacché una parte dei piccoli azionisti, disseminati qua e là, non ha la possibilità di intervenire alle assemblee generali, ecc. (da Imperialismo fase suprema del capitalismo)
  • Non c'è altra via verso il socialismo se non attraverso la democrazia, attraverso la libertà politica.[3]
  • Non è tutt'oro quel che riluce. Le frasi di Trotsky sono molto luccicanti e sonore, ma non hanno contenuto. (da Come si viola l'unità gridando che si cerca l'unità)
  • Non giocare mai con l'insurrezione. Ma quando la si inizia, mettersi bene in testa che bisogna andare sino in fondo. (da Consigli di un assente)
  • Non siamo pacifisti. Siamo avversari della guerra imperialista per la spartizione del bottino fra i capitalisti, ma abbiamo sempre affermato che sarebbe assurdo che il proletariato rivoluzionario ripudiasse le guerre rivoluzionarie che possono essere necessarie nell'interesse del socialismo. (Scritta il 26 marzo (8 aprile) 1917. Pubblicata il 1° maggio 1917 in Jugend-Internationale, n. 8. Opere vol. 23)
  • Non urlate tanto sul cinismo! Il cinismo non sta nelle parole che descrivono la realtà ma nella realtà stessa. (da Caratteristiche del romanticismo economico)
  • Ogni cuoco deve imparare a governare lo stato. (citato in A. I. Solženicyn, Il primo cerchio)
  • Per fare una frittata bisogna rompere delle uova. (citato in James Gelvin, Il conflitto israelo-palestinese. Cent'anni di guerra (The Israel-Palestine Conflict, Cambridge University Press, 2005), Torino, Einaudi, 2007, pp. 179-180)
  • Quando avremo vinto alla scala mondiale, con l'oro si faranno gli orinatoi delle grandi città. (da un articolo sulla Pravda [4])
  • [Sulla pace] Senza annessioni né indennità. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 698)
  • Tutta l'esperienza della storia moderna e, in particolare, la lotta rivoluzionaria del proletariato di tutti i paesi, sviluppatasi per più di cinquant'anni, dopo la pubblicazione del Manifesto comunista, dimostrano inconfutabilmente che la concezione marxista del mondo è la sola espressione giusta degli interessi, delle opinioni e della cultura del proletariato rivoluzionario. (da La cultura proletaria)
  • Un prete cattolico che violenti fanciulle... è molto meno pericoloso per la democrazia di un prete senza abiti sacri, un prete senza religione grossolana, un prete ideale e democratico che predica la creazione di un nuovo Dio. Poiché smascherare il primo prete è facile, non è difficile condannarlo e scacciarlo – ma il secondo non si lascia scacciare così semplicemente; è mille volte più difficile smascherarlo, e nessun piccolo borghese " Fragile e incostante" si dichiarerà disposto a condannarlo. (tratto dalla Lettera a Maksim Gor'kij, 14 novembre 1913 e citata in Prima di morire – appunti e note di lettura, di Ernesto Che Guevara)
  • Stalin è troppo arrogante e questo difetto, che può essere tollerato tra di noi e nei rapporti tra comunisti, non è tollerabile in chi occupa il posto di Segretario generale. Perciò propongo che i compagni esaminino la possibilità di allontanare Stalin da tale carica e di sostituirlo con un altro uomo che, prima di tutto, si differenzi da Stalin per una sola dote, cioè una maggiore tolleranza, una maggiore lealtà, una maggiore gentilezza, una maggiore considerazione per i compagni, un temperamento meno capriccioso. (aggiunta del 24 dicembre 1922 alla Lettera al Congresso, conosciuta sotto il nome di Testamento)
  • Il compagno Stalin, divenuto segretario generale, ha concentrato nelle sue mani un immenso potere, e io non sono sicuro che egli sappia servirsene sempre con sufficiente prudenza. (tratto dalla Lettera al Congresso, conosciuta sotto il nome di Testamento, dettata da Lenin dal 23 al 26 dicembre 1922)

Attribuite[modifica]

  • [Su Gabriele D'Annunzio] L'unico rivoluzionario in Italia.[5]
  • Non mi dilungherò sulle caratteristiche personali degli altri membri del CC. Ricordo soltanto che l'episodio di ottobre di Zinoviev e Kamenev non è naturalmente dovuto al caso, ma lo si può ascrivere a loro colpa personale tanto poco quanto a Trotski il suo non bolscevismo. (dal cosiddetto Testamento)

Stato e rivoluzione[modifica]

  • Aspirando al socialismo, abbiamo la convinzione che esso si trasformerà in comunismo, e che scomparirà quindi ogni necessità di ricorrere in generale alla violenza contro gli uomini, alla sottomissione di un uomo a un altro, di una parte della popolazione a un'altra, perché gli uomini si abitueranno a osservare le condizioni elementari della convivenza sociale senza violenza e senza sottomissione.
  • L'evoluzione verso il comunismo avviene passando per la dittatura del proletariato e non può avvenire altrimenti, poiché non v'è nessun'altra classe e nessun altro mezzo che possa spezzare la resistenza dei capitalisti sfruttatori.
  • La repressione di una minoranza di sfruttatori da parte della maggioranza degli schiavi salariati di ieri è cosa relativamente così facile, semplice e naturale, che costerà molto meno sangue di quello che è costata la repressione delle rivolte di schiavi, di servi e di operai salariati.
  • La democrazia è uno stato che legittima la sottomissione della minoranza alla maggioranza, ed è paragonabile ad un'organizzazione istituita per l'uso sistematico della forza di una classe contro l'altra, di una parte della popolazione contro l'altra.
  • La verità è sempre concreta.
  • Lo Stato potrà estinguersi completamente quando la società avrà realizzato il principio: «Ognuno secondo le sue capacità; a ognuno secondo i suoi bisogni», cioè quando gli uomini si saranno talmente abituati a osservare le regole fondamentali della convivenza sociale e il lavoro sarà diventato talmente produttivo ch'essi lavoreranno volontariamente secondo le loro capacità.
  • Marxista è soltanto colui che estende il riconoscimento della lotta delle classi sino al riconoscimento della dittatura del proletariato.

Citazioni su Lenin[modifica]

  • "È arrivato Lenin, adesso sì che si incomincia!" "Qualcosa succederà; è arrivato Lenin!" "Leninista" – ecco che cosa adesso rappresenta la tormenta e la paura – bolscevico. (Aleksej Michajlovič Remizov)
  • La grandezza storica di Lenin non va ricercata in un'originalità di pensiero creatore, ma nella sua incomparabile capacità di trasformare un sistema di idee filosofiche ed economiche già esistente in un programma di azione militante. [...] L'uomo Lenin è inevitabilmente fuso col sistema a cui dette vita [...]. Egli fu la dottrina incarnata del marxismo militante, il verbo rivoluzionario fatto carne. (William Henry Chamberlin)
  • Lenin è stato sfortunato. È nato cent'anni troppo presto. (Arthur Charles Clarke)
  • Lo spirito democratico di Lenin e il suo continuo contatto con la gente, l'atteggiamento esigente di Lenin verso se stesso e verso gli altri, la sua intransigenza verso il burocratismo, sono un esempio insuperabile. Le deviazioni da questo stile si sono sempre trasformate in costi politici e morali, hanno frenato lo sviluppo. (Michail Gorbačëv)
  • Racconta il Berdiaeff di un socialista democratico che gli disse di Lenin: «egli non fa differenza tra il bene e il male» (Au seuil de la nouvelle Époque, p. 40). Questo perché Lenin era tutto teso alla rivoluzione; e il resto gli pareva di poca importanza. Il male per lui sarebbe stato non gettarsi nella rivoluzione. Davanti al regno dei cieli Gesù provava un sentimento simile [...]. (Aldo Capitini)
  • Secondo il leader comunista russo la rivoluzione proletaria avrebbe dato inizio a un processo che, passando attraverso la fase della "dittatura del proletariato", avrebbe messo capo alla distruzione dello stato e del diritto: la società comunista infatti, la società senza classi, non avrebbe avuto più bisogno di strumenti che erano essenziali al dominio di una classe su un'altra. Sicché, in breve, la rivoluzione avrebbe posto fine allo stato. (Massimo Corsale)
  • Senza Rasputin non avremmo avuto Lenin. (Aleksandr Fëdorovič Kerenskij)

Note[modifica]

  1. a b Citato in Juliet Mitchell, La condizione della donna (Woman's Estate), traduzione di Giovanna Stefancich, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1972.
  2. Citato in Ivan Buttignon, Compagno Duce. Fatti, personaggi, idee e contraddizioni del fascismo di sinistra, prefazione di Giorgio Galli, Hobby & Work Publishing, Milano, 2010.
  3. Da Opere complete, vol. 12, p. 44; citato in Michail Gorbaciov, La casa comune europea, traduzione a cura della APN Publishing House, Mondadori, Milano, 1989, p. 293. ISBN 88-04-33183-6
  4. Citato in Pitigrilli, L'ombelico di Adamo, Casa Editrice Sonzogno, Milano, 1951.
  5. Citato in Giordano Bruno Guerri, D'Annunzio, Oscar Mondadori, Milano, 2008, pag. 247: «Lo stesso Bombacci nel dicembre 1920 affermò che "il movimento dannunziano è perfettamente e profondamente rivoluzionario. Lo ha detto anche Lenin al Congresso di Mosca". In effetti sembra che Lenin avesse definito D'Annunzio "l'unico rivoluzionario in Italia", ma per bollare l'inettitudine dei socialisti, più che per lodarlo».

Bibliografia[modifica]

  • Lenin, Stato e rivoluzione (Государство и революция, 1917), edizioni Lotta Comunista, Luglio 2003.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]