Guido Cervo

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search

Guido Cervo (1952 – vivente), scrittore italiano.

Il segno di Attila[modifica]

Incipit[modifica]

Il sole tramontava quando Blamber e i suoi amici, sbucando a cavallo dal toruoso sentiero che avevano seguito attraverso il bosco, giunsero in vista della casupola di Audbert, il marcomanno. Dietro di loro, conducendo per la cavezza un mulo gravato da una soma ingombrante, sopraggiunse anche il giovane Kaiùk. Appena Balamber trasse a sé le redini del suo cavallo, anche gli altri si arrestarono, affiancando e scrutando come lui nell'ampia radura. I loro occhi attenti esplorarono senza fretta il piccolo regno del marcomanno: la fattoria, col pollame che razzolava sull'aia, il fienile cadente ma rigonfio, la stalla e il porcile, appoggiati all'edificio principale; più oltre, il campo dell'ortaglia e, alquanto più esteso, il terreno a seminato, dove uno spaventapasseri coperto di stracci vigilava in solitudine sui solchi dove presto sarebbe germogliato il frumento. Tutto era silenzio.

Citazioni[modifica]

  • La colpa è tutta di questi maledetti diaconi. Non fanno che seminare esitazione e paura. Puah! Le loro chiacchiere su un dio che valeva così poco da farsi mettere sulla croce stordiscono le nostre donne e rimbecilliscono i giovani... (p. 47)

L'onore di Roma[modifica]

Incipit[modifica]

I quindici delegati in attesa nell'atrio del palazzo Pretorio. esauriti ormai gli argomenti di conversazione, cominciavano a innervosirsi per la lunga, umiliante anticamera che veniva loro imposta. Nondimeno, nessuno di loro voleva apparire incapace di autocontrollo: si scambiavano occhiate cariche di irritazione, ma rimanevano seduti in atteggiamento dignitoso sulle lunghe panche di travertino che si appoggiavano ai muri. Poiché il cielo era coperto, la finestra a tre archi illuminava di una luce opaca e triste quella sala quadrata dall'alto soffitto, sulle cui pareti l'intonaco color ocra, in più punti ampiamente scrostato, lasciava emergere avanzi di strati precedenti e addirittura i mattoni e la malta usati due secoli prima per la costruzione.

Citazioni[modifica]

  • Se le cose stessero come dici tu, tutto il sapere di questo mondo, tutto il tuo sapere, non servirebbe a niente, o sbaglio? (p. 151)
  • Non è detto che ciò che crediamo vero in base a ciò che vediamo o tocchiamo corrisponda alla realtà. (p. 152)

Incipit di alcune opere[modifica]

Il centurione di Augusto[modifica]

Il pallido sole settembrino, che sembrava levarsi con reticenza da dietro le colline, dava inizio al nuovo giorno proiettando una fiacca luce perlacea sull'accampamento ancora addormentato. Sulle torri erette a guardia delle porte e lungo il perimetro segnato dalla palizzata, le sentinelle si stiracchiavano, assistendo al lento emergere del paesaggio circostante dall'oscurità notturna e seguendo con sguardo assonnato l'avanzare lungo il Decumano dell'ultima ronda, avviata verso il centro del campo: passi cadenzati sul suolo sterrato, che meglio di ogni altro suono annunciavano la fine del riposo notturno. Quando quei legionari si fermarono all'altezza del Pretorio, le trombe suonarono la sveglia, e in breve tempo tutto l'accampamento si animò. Destati bruscamente, spronati dalle grida rauche degli optiones, i soldati cominciarono a uscire dalle tende e presero ad allinearsi davanti ai centurioni in attesa.

L'aquila sul Nilo[modifica]

Agosto volgeva al termine. Esauriti i festeggiamenti e gli esorcismi dei Volcanalia, l'opulenta estate romana declinava senza fretta verso l'abbraccio dell'autunno ormai non lontano, ma regalava ancora ai superbi quiriti giornate torride e abbaglianti, senza concedere loro nemmeno il sollievo dell'impertinente brezza che, per solito, spirava da ponente sulla città verso il tramonto. L'assenza di vento provocava un ristagno dei miasmi che da innumerevoli, pestifere fonti si levavano ad ammorbare l'aria, cosicché il tanfo generato dal caotico brulicare sui sette colli di quasi un milione di individui aveva raggiunto ormai i limiti della sopportabilità.

Bibliografia[modifica]

  • Guido Cervo, Il centurione di Augusto, Piemme, 2010. ISBN 9788856612561
  • Guido Cervo, Il segno di Attila, Edizioni PIEMME, Casale Monferrato, 2007.
  • Guido Cervo, L'aquila sul Nilo, Piemme, 2010. ISBN 9788856614619
  • Guido Cervo, L'onore di Roma, Edizioni PIEMME, Casale Monferrato, 2006.

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]