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Hans-Ulrich Rudel

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Le Fronde di Quercia in Oro con Brillanti e Spade sulla Croce di Cavaliere della Croce di Ferro con cui è stato decorato Hans-Ulrich Rudel

Hans-Ulrich Rudel (1916 – 1982), pilota militare tedesco.

Il pilota di ferro

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DALL'OMBRELLO ALLO STUKA
Nel 1924 ho otto anni e vivo con la mia famiglia nella casa parrocchiale di Seiferdau, in Slesia, dove mio padre è pastore protestante.
Una domenica, il babbo e la mamma vanno ad assistere ad una «giornata dell'ala» all'aeroporto di Scheweidnitz, e vi conducono le mie sorelle. Io devo rimanere a casa. È facile immaginare la mia disperazione e poi al ritorno loro, il fuoco di fila delle mie domande. Le bambine mi raccontano quanto hanno visto; ma quel che mi colpisce è la descrizione di un uomo che attaccato ad un paracadute, s'è lasciato cadere da un aeroplano giungendo a terra sano e salvo. Le costringo a disegnarmi il paracadute, poi riesco a farmi cucire da mia madre, con gli scampoli, una piccola calotta. Vi attacco sotto un sassolino e quando, dopo averlo lanciato in aria, lo vedo discendere lentamente, sono il bambino più felice di questo mondo.

Citazioni

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  • Nel mese di novembre riesco a distruggere il mio centesimo carro armato con lo Stuka-cannone; contemporaneamente un radiogramma mi annuncia che il Führer mi ha concesso le «Fronde di Quercia con Spade» sulla Croce di Cavaliere, e debbo recarmi al GQG nella Prussia Orientale per riceverle dalle sue mani. (p. 147)
  • Il vecchio motto degli Stuka è valido in ogni occasione: «Non far nulla se non sei allenato a farlo!» (p. 244)
  • Tutti mi guardano, e questi sguardi mi rendono nervoso: il Führer se ne accorge, ma seguita a fissarmi senza dir parola; poi mi stringe la mano portandomi i suoi rallegramenti per i risultati dei miei voli.
    Mi dice che ha deciso di conferirmi la più alta decorazione militare: le Fronde di Quercia in Oro con Brillanti e Spade sulla Croce di Cavaliere della Croce di Ferro. E mi promuove al grado di colonnello. (p. 251)

Bibliografia

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  • Hans-Ulrich Rudel, Il pilota di ferro, traduzione di Corrado Ricci, Longanesi & C., Milano 1956.

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