Henning Mankell

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Henning Mankell al Gothenbourg Book Fair 2005

Henning Mankell (1948 – 2015), scrittore svedese di romanzi polizieschi.

  • Il concetto di giustizia non significa solo che le persone che commettono reati vengano condannate. Significa anche non arrendersi mai. (Assassino senza volto, Marsilio 2001, p. 357)
  • ...la povertà ha volti diversi. Da noi non c'è abbondanza. Da noi non c'è la libertà di scelta. In Svezia ho avuto la sensazione di intuire quella povertà che ha le sue origini nella mancanza della necessità di lottare per la propria sopravvivenza. Per me quella lotta ha una dimensione religiosa. Non vorrei essere al vostro posto. (Karlis Liepa in I cani di Riga, Marsilio 2007, p. 93)
  • Come molti altri autori, anch'io scrivo per cercare, in un modo o nell'altro, di rendere il mondo più comprensibile. (L'uomo inquieto, Marsilio 2010, p. 557)
  • ...era come una persona impaziente. Come quelle che vivono nelle città, che sembrano sempre avere così tanto da fare da non riuscire a fare altro che preoccuparsi della propria fretta. (La falsa pista, Marsilio 1998, p. 11)
  • Ciò che accade prima non è necessariamente l'inizio. (La falsa pista, Marsilio 1998, p. 302)

Muro di fuoco[modifica]

Incipit[modifica]

Improvvisamente, alla sera, il vento cominciò a perdere di intensità. Poi cessò del tutto.
Era uscito sul balcone. Di giorno, riusciva a intravedere il mare fra una casa e l'altra. Ma ora era circondato dal buio. Di tanto in tanto, portava sul balcone il suo vecchio binocolo da marina inglese e lo usava per guardare le finestre accese nel palazzo di fronte. Ma ogni volta aveva la sgradevole sensazione che qualcuno lo avesse scoperto.
Il ciclo era stellato.
È già autunno, pensò. Forse questa notte gelerà. Anche se sarebbe troppo presto qui in Scania.
Un'auto passò in lontananza. Fu colto da un brivido e tornò all'interno.

Citazioni[modifica]

  • La gente ha l'abitudine di dire che la tecnologia ha reso il mondo più piccolo. È un concetto opinabile. Ma è indubbio che il mio mondo è diventato più grande. Da questa casa alla periferia di Ystad, io posso operare su tutti i mercati del mondo. Posso contattare agenzie per scommesse a Londra o a Roma. Posso chiedere un'opzione alla Borsa di Hong Kong e vendere dollari americani a Giacarta.

Il cinese[modifica]

Incipit[modifica]

Skare, freddo intenso, solstizio d'inverno.
Nei primi giorni di gennaio del 2006 un lupo solitario entra in Svezia dalla Norvegia attraversando il confine a Vauldalen. Un uomo che guidava un gatto delle nevi sostiene di averlo intravisto poco lontano da Fjällnäs ma il lupo scompare nella foresta, verso est, prima che qualcuno riesca a vedere dove stia andando. Nel profondo dell'Österdalarna sono stati ritrovati i resti congelati di un alce, sulla zampe brandelli di carne e non molto di più. Ma è successo due giorni fa. Adesso il lupo ha di nuovo fame ed è in cerca di cibo.

Citazioni[modifica]

  • Birgitta telefonò a Hans Mattsson, il suo capo. Lo informò che dopo la visita di controllo contava di tornare al lavoro.
    «Stiamo annegando» disse Mattson. «O meglio, ci stanno annegando. I tribunali svedesi sono annegati dai tagli. Non avevo mai immaginato che sarei stato testimone di una cosa simile.»
    «Cioè?»
    «Non credevo fosse possibile valutare lo stato di diritto e la democrazia in denaro. Se i tribunali non funzionano non c'è più democrazia. Siamo in ginocchio. La società scricchiola. Sono sinceramente preoccupato.»
    «Purtroppo non posso fare molto per migliorare la situazione. Ma prometto che seguirò i miei processi nel miglior modo possibile.»
    «Sei la benvenuta.» (pag. 317)
  • Che l'essere umano sia un essere razionale era una verità incontestabile per Hong. Solidarietà significa intelligenza e non sentimento. Il mondo a dispetto di tutte le sconfitte si muoveva verso un punto in cui il buonsenso avrebbe vinto. Ma Hong era anche convinta che non ci fosse niente di scontato, che non esistessero leggi della natura applicabili al comportamento degli esseri umani. (pag. 452)
  • Aveva parlato al telefono con Ho due volte. Era rimasta delusa, aveva avuta la sensazione che non volesse raccontarle cosa era successo dopo quella drammatica mattina a Londra. Ma Ho le aveva chiesto di avere pazienza.
    «La verità non è mai semplice» le aveva detto. «È uno dei difetti di voi occidentali credere che sia possibile averla sempre a portata di mano. Non è così. La verità ha bisogno del suo tempo.» (pagg. 567-568)

Incipit di alcune opere[modifica]

Assassino senza volto[modifica]

Ha dimenticato qualcosa. Appena si sveglia lo sa con sicurezza. Qualcosa che ha sognato durante la notte. Qualcosa che dovrebbe ricordare.
Si sforza di ricordare. Ma il sonno è come un buco nero. Un pozzo che non rivela niente di ciò che contiene.
Eppure non ho sognato i tori, pensa. Se fosse stato così sarei fradicio di sudore, come se mi fossi svegliato per la febbre nel pieno della notte. E questa notte, i tori mi hanno lasciato in pace.
Rimane disteso al buio e ascolta. Il respiro di sua moglie è appena percettibile e deve sforzarsi per captarne il suono.

Delitto di mezza estate[modifica]

La pioggia smise di cadere poco dopo le cinque.
L'uomo rannicchiato vicino al grosso tronco iniziò a togliersi lentamente la giacca a vento. La pioggia che era caduta per poco più di mezz'ora non era stata intensa. Ma l'uomo si rese conto che l'umidità era penetrata nei suoi indumenti. Si sentì preso da una rabbia improvvisa. Non voleva prendere un raffreddore. Non in quel momento, non in piena estate.
Posò la giacca e si alzò. Le gambe gli si erano irrigidite. Iniziò a dondolarsi avanti e indietro lentamente per permettere al sangue di rifluire. Allo stesso tempo continuò a guardarsi intorno.

I cani di Riga[modifica]

La neve iniziò a cadere poco dopo le dieci del mattino.
L'uomo al timone nella cabina del battello da pesca imprecò ad alta voce. Sapeva dal bollettino meteo di un'ora prima che era prevista neve, ma aveva sperato di avvistare la costa svedese prima che la tempesta avesse inizio. Maledizione, se ieri sera non avessi perso tempo a Hiddensee, pensò, a quest'ora avrei già avvistato Ystad e avrei potuto fare rotta a est, adesso invece siamo ad almeno sette miglia dalla costa e se la neve aumenta d'intensità, sarò costretto ad alare e aspettare una visibilità migliore.

Il cervello di Kennedy[modifica]

La catastrofe arrivò in autunno e si abbatté su di lei senza preavviso. Non fece vedere la sua ombra, si mosse senza fare rumore. Lei non avrebbe mai sospettato tutto quello che stava per accaderle.
Fu come se qualcuno le avesse teso un'imboscata in un vicolo buio. Per la verità, era stata costretta a lasciare le rovine e a entrare in una realtà di cui non si era mai curata. Era stata scagliata con violenza in un mondo in cui nessuno si interessava alle tombe greche dell'Età del bronzo.

L'uomo che sorrideva[modifica]

La nebbia.
La nebbia è come un animale da preda che si muove silenziosamente, pensò.
Non riuscirò mai ad abituarmi. E questo anche se ho vissuto tutta la mia vita nella Scania dove la nebbia circonda costantemente le persone e le rende invisibili.

L'uomo inquieto[modifica]

Al compimento del cinquantacinquesimo anno, Kurt Wallander, con sua grande sorpresa, riuscì a realizzare un sogno che aveva portato dentro di sé per molto tempo. Fin da quando quindici anni prima aveva divorziato da Mona, aveva pensato che avrebbe dovuto lasciare Mariagatan, dov'era assediato da troppi ricordi penosi, per andare a vivere in campagna. Quando la sera tornava a casa dopo una giornata di lavoro mai pienamente soddisfacente, non poteva fare a meno di pensare che in quell'appartamento aveva vissuto con una famiglia. Aveva la sgradevole sensazione che perfino i mobili, abbandonati per tutta la giornata, lo rimproverassero sommessamente.

La falsa pista[modifica]

Poco prima dell'alba Pedro Santana fu svegliato dal fumo della lampada a petrolio.
Quando apri gli occhi, dapprima non capì dove si trovasse. Era stato strappato da un sogno che non voleva perdere. Stava attraversando uno strano terreno roccioso dove l'aria era molto rarefatta e aveva avuto l'impressione che tutti i ricordi fossero sul punto di lasciarlo. Il fumo della lampada a petrolio era penetrato nel suo subconscio come un remoto odore di cenere vulcanica. Improvvisamente però c'era anche qualcos'altro: il suono di un essere umano che soffriva. E allora il sogno si era spezzato ed era stato obbligato a tornare nella camera buia dove aveva passato sei giorni e sei notti dormendo non più di qualche minuto alla volta.

La leonessa bianca[modifica]

Sudafrica 1918

Nel tardo pomeriggio del 21 aprile 1918, tre uomini si incontrarono in un modesto caffè nel quartiere di Kensington a Johannesburg. Tutti e tre erano giovani. Werner van der Merwe, il più giovane, aveva appena compiuto diciannove anni. Il più vecchio, Henning Klopper, ne aveva ventidue. Il terzo uomo, Hans du Pleiss, avrebbe compiuto ventidue anni dopo qualche settimana. Si erano incontrati proprio quel giorno per decidere come avrebbero celebrato il suo compleanno. Nessuno dei tre aveva la ben che minima idea che quel loro incontro in un bar di Kensington avrebbe avuto un'importanza storica. Infatti, quel pomeriggio, nessuno dei tre parlò della festa di compleanno. Neppure Henning Klopper, che fu quello che avanzò la proposta che, a lungo termine, avrebbe cambiato l'intera società sudafricana, si rendeva conto della portata o delle conseguenze che i suoi pensieri ancora incompleti avrebbero avuto.

Prima del gelo[modifica]

Nel suo cervello i pensieri erano come una pioggia di faville roventi, un dolore quasi intollerabile. Doveva cercare di stare calmo, capire da dove nasceva quella sofferenza. Trovò subito la risposta. Nasceva dalla paura. La paura che Jim liberasse i cani e li sguinzagliasse sulle sue tracce, come se fosse stato un capo di selvaggina spaventato e in fuga. Lo terrorizzavano più di ogni altra cosa, i cani di Jim. Per tutta la lunga notte fra il 18 e il 19 novembre, quando non ebbe più la forza di correre e si nascose dietro il tronco imputridito di un albero abbattuto dal vento, gli parve di sentirli che si avvicinavano.

Bibliografia[modifica]

  • Henning Mankell, Assassino senza volto, traduzione di Giorgio Puleo, Marsilio, 2010. ISBN 9788831706391
  • Henning Mankell, Delitto di mezza estate, traduzione di Giorgio Puleo, Marsilio, ISBN 8831784846
  • Henning Mankell, I cani di Riga, traduzione di Giorgio Puleo, Marsilio, 2007. ISBN 9788831793063
  • Henning Mankell, Il cervello di Kennedy, traduzione di Barbara Fagnoni, Mondadori, 2009. ISBN 9788804581420
  • Henning Mankell, Il cinese, traduzione di Giorgio Puleo, Marsilio Editori, Padova, 2009. ISBN 978-88-317-9787-0
  • Henning Mankell, L'uomo che sorrideva, traduzione di Giorgio Puleo, Marsilio, 2008. ISBN 9788831795791
  • Henning Mankell, L'uomo inquieto, traduzione di Giorgio Puleo, Marsilio, 2010. ISBN 9788831707282
  • Henning Mankell, La falsa pista, traduzione di Giorgio Puleo, Marsilio, 2009. ISBN 978883179743
  • Henning Mankell, La leonessa bianca, traduzione di Giorgio Puleo, Marsilio, 2008. ISBN 978883179505
  • Henning Mankell, Muro di fuoco. Le inchieste del commissario Kurt Wallander, traduzione di Giorgio Puleo, Marsilio Editori, Padova, 2005. ISBN 8831772139
  • Henning Mankell, Prima del gelo, traduzione di Carmen Giorgetti Cima, Mondadori, 2007. ISBN 9788804566106

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]