Henri Charrière

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Henri Charrière (1906 – 1973), criminale e scrittore francese.

Papillon[modifica]

Epigrafe[modifica]

Al popolo venezolano,
ai suoi umili pescatori del golfo de Paria,
a quanti, intellettuali, militari
e altri mi hanno dato la possibilità di rivivere,

a Rita, mia moglie, e mia migliore amica.

Incipit[modifica]

La sberla è stata così forte che ho potuto tirarmi su solo dopo tredici anni. Non era, in realtà, uno schiaffo da ridere, e per tirarmelo ci si erano messi in molti.

Explicit[modifica]

Ma, intendiamoci, non si rifà una vita come si ricuce un bottone. E se oggi, venticinque anni dopo, sono sposato, ho una figlia, sono felice a Caracas, come cittadino venezolano, è stato dopo essere passato attraverso molte altre avventure, successi e fallimenti, ma come uomo libero e cittadino onesto. Forse un giorno racconterò queste cose, e anche altre storie poco comuni che non ho avuto modo di mettere qui.

Banco[modifica]

Incipit[modifica]

«Buona fortuna, Francès! Da questo momento, siete liberi. Adios!»
L'ufficiale del bagno penale di El Dorado ci volta le spalle dopo averci fatto un cenno con la mano.
Ed è stato così, semplicemente, che ho lasciato le catene che mi trascinavo dietro da tredici anni. A braccetto con Piccolino, facciamo qualche passo per il ripido sentiero che, dalla riva del fiume dove l'ufficiale ci ha lasciati, sale al villaggio di El Dorado. E nella mia vecchia casa spagnola, nel 1971, esattamente la notte del 18 agosto, mi rivedo con incredibile precisione su quel sentiero di ciottoli, e non solo risuona al mio orecchio la voce dell'ufficiale nello stesso modo grave e chiaro, ma compio lo stesso gesto di ventisette anni fa: giro la testa.

Citazioni[modifica]

  • È bella Caracas, maestosa, con le case coloniali a un piano, circondata dai monti Avila, estesa in tutta la sua lunghezza nella valle. Situata a novecento metri d'altezza, gode di una eterna primavera, né troppo calda né troppo fredda. [...] Dovunque, uomini di ogni colore, senza alcun complesso di razza, dal più chiaro al più scuro. Tutti, dal nero al color mattone, al bianco più puro, tutta quella popolazione variopinta, vive, a guardarla nei primi momenti, nella gioia più eccitante. (V)

Explicit[modifica]

Ed è stato per questo [la vita d'avventura] che, dopo il banco del mio libro, anziché rimanere lì in ansia e acquistarmi la baracchetta per la pensione, ho fatto un film dove ho giocato molto, e ci ho molto perduto, Popsy-Pop.
Autore, soggettista, attore, era ancora una volta per il piacere di vincere o di perdere, di avere sensazioni intense. Le sensazioni, le ho avute, ma questa volta m'è andata buca. Il banco l'ho perduto.
Per fortuna, ce ne sono altri, da giocare. È certo che, un giorno o l'altro, mi butto dentro a qualcosa. Quale? Importa poco, è così meravigliosa, la vita!
Arrivederci.

Papillon
Fuengirola, agosto 1971
Caracas, febbraio 1972

Bibliografia[modifica]

  • Henri Charrière, Papillon, traduzione di Danilo Montaldi, Mondadori, Milano, 1970.
  • Henri Charrière, Banco, traduzione di Danilo Montaldi, Mondadori, Milano, 1973.

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