Il Grinch e la favola di Natale!

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Come il Grinch rubò il Natale

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Titolo originale

Dr. Seuss' How the Grinch Stole Christmas!

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1966
Genere animazione, commedia, fantastico, musicale
Regia Chuck Jones, Ben Washam
Soggetto basato su Il Grinch
Sceneggiatura Irv Spector, Bob Ogle
Produttore Chuck Jones, Dr. Seuss
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Note
Le citazioni riportate sono del ridoppiaggio SEDE

Il Grinch e la favola di Natale!, conosciuto anche con il titolo Come il Grinch rubò il Natale, cortometraggio del 1966, regia di Chuck Jones e Ben Washam.

Frasi[modifica]

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  • Tutti i Chi della città di Chistaqua adoravano il Natale mentre il Grinch, che viveva sopra a Chistaqua, non lo poteva sopportare. Il Grinch odiava il Natale e tutte le feste natalizie. Non chiedete perché, non abbiamo altre notizie. Era forse perché le sue scarpe gli eran strette ai piedi? O la testa non era per caso ben avvitata? Forse un motivo c'è per una mente tanto malata. Vediamo un po'. Il suo cuore a quanto pare era di due taglie più piccolo! Ma qualunque sia la ragione, il cuore, le scarpe o il crapone, lui la vigilia di Natale, tutte le vigilie di Natale, se ne stava lì, ricolmo di odio per i Chi che abitavano la città di Chistaqua. Dall'alto della sua caverna, guardando le finestre illuminate, si rodeva il cuore perché tutte le case nella notte di Natale venivano addobbate. (Narratore)
  • Come posso impedire che arrivi ancora il Natale? Come posso fare? Domani, lo so, tutti i bambini di Chistaqua, maschi e femmine della città, saran svegli assai presto per aprire i regali senza pietà! E poi il fracasso! Il fracasso! Il fracasso! Perché una cosa detesto: il fracasso! Il fracasso! Il fracasso! Il fracasso! Il fracasso! E tra versi e gridolini, correranno dappertutto quei bambini! Salteranno con i campanellini alle caviglie legati, soffieranno nei loro tromboni e picchieranno i piatti come disperati! Per non parlare dei corni e, ahimè, dei tamburi! Questi sono ancora più duri! Senza pietà andranno scampanellando e picchiando qua e là! Daran botte ai loro strumenti fracassando i timpani tutti contenti! E fra giochi e frastuoni orrendi calzeranno anche i pattini, quei bambini tremendi! E per finire in bellezza quest'assurdità, eccoli là a suonare il Super Electric Chi Cardio Vox, che l'infarto ti da! Poi tutti i Chi, abitanti della città di Chistaqua, siederanno a tavola e chi li fermerà! Faranno festa! Festa! Festa! Festa! Mangeranno dolci al Chi-ucchiaio e cosciotti di ta-Chi-no! No! Il tacchino proprio, no! Non lo sopporto! Non lo mangerei nemmeno morto! E poi faranno qualche cosa che non posso proprio soffrire! Ogni Chi a Chistaqua, grande e piccino, nella piazza si riunirà e ogni campana a festa suonerà! Incomincio a star male! Con la mano nella mano tutti in coro canteranno le canzoni di Natale! (Grinch)
  • Sei un tipo malvagio, signor Grinch. | Sei davvero un mascalzone. | Sei coccoloso come un cactus, | sei affascinante come un'anguilla, | signor Grinch. | Sei una banana marcia con la buccia nera e untuosa. (Estratto dalla canzone You're a Mean One, Mr. Grinch)
You're a mean one, Mr. Grinch. | You really are a heel. | You're as cuddly as a cactus, | you're as charming as an eel, | Mr. Grinch. | You're a bad banana with a greasy black peel.
  • Sei un tipo disgustoso, signor Grinch. | Hai le termiti nel sorriso. | Hai tutta la tenera dolcezza | di un coccodrillo col mal di mare, signor Grinch. | Se avessi scelta tra voi due prenderei... il coccodrillo col mal di mare! (Estratto dalla canzone You're a Mean One, Mr. Grinch)
You're a foul one, Mister Grinch. | You have termites in your smile. | You have all the tender sweetness | of a seasick crocodile, Mr. Grinch. | Given a choice between the two of you I'd take... the seasick crocodile!
  • Sei un sandwich a tre strati | con crauti e funghi velenosi | condito con salsa di arsenico. (Estratto dalla canzone You're a Mean One, Mr. Grinch)
You're a three-decker sauerkraut | and toadstool sandwich, | with arsenic sauce.
  • E poco prima dell'alba, mentre tutti i Chi erano ancora addormentati, avvolti nei loro sogni beati, il Grinch se ne stava sulla slitta stracolma e scoppiante di doni, fatta di nastri, di dolci, di pacchetti e pacchettoni col povero Max che si trascinava a tentoni! Il Grinch salì a trecento metri sopra la città non provando per nessuno alcuna pietà con il carico stracarico della sua razzia si preparava per la sua ultima follia! (Narratore)
  • Che accadde poi su quell'altura? A Chistaqua si narra che il cuore del Grinch quel giorno crebbe a dismisura. Il Grinch a un tratto del Natale comprese il vero significato e in lui la forza divenne quella di un leone alato. Gli si era finalmente allargato il cuore, uno non lo poteva più fermare! (Narratore)

Dialoghi[modifica]

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  • Grinch: E canteranno! E canteranno! E canteranno! Canteranno! Canteranno! Canteranno!
    Narratore: E più il Grinch pensava ai Chi e al Natale, più dall'ira stava male.
    Grinch: Non li posso sopportare! Basta, è ora di intervenire! Sono cinquantatré anni che li sento cantare! Per non parlare del resto! È giunto il momento di farli zittire! E presto!
    Narratore: E così al Grinch venne un'idea. Un'idea disgustosa. Il Grinch ebbe un'idea deliziosamente disgustosa.
    Grinch: So ben io cosa fare!
    Narratore: Proferì bieco il Grinch.
    Grinch: Un vestito e un cappello dovrò preparare.
    Narratore: Soggiunse perfido il Grinch.
    Grinch: Guardate qui che pensata geniale! Con quest'abito il Grinch sembrerà Babbo Natale!
  • Narratore: Tutti i Chi di Chistaqua dormivano tranquilli nella città. La neve tutto copriva, anche il rumore di chi in quel momento passava. Fra le vie e le case appisolate due strane figure giunsero nella piazza inosservate.
    Grinch: Forza con quella scala, forza!
    Narratore: Sibilò piano il Grinch. E salì in un botto sopra il tetto. Poi prese a scendere il camino che per la verità al Grinch andava alquanto strettino. Ma se Babbo Natale lo aveva sempre disceso, anche il Grinch ne sarebbe uscito illeso. Infatti il suo volto spuntò dal camino sopra al quale erano appese le calze di ogni Chi bambino.
    Grinch: Ecco qua! Queste sono le mie prime prede!
    Narratore: Poi strisciò quatto quatto per tutta la casa e giunto all'albero di soppiatto vi salì sopra per razziare ogni cosa: torroni, cioccolatini, pistole, bomboloni, soldatini, carriole, damine, burattini, orsacchiotti, formine, fortini e leprotti! Tutto quanto nei sacchi legato e con grande precisione dal camino sul tetto lanciato!
  • Narratore: Passò poi alla ghiacciaia che svuotò immediatamente. Scomparve pure il tacchino! E volò via anche il budino! Nella ghiacciaia non restò proprio niente e non rimase proprio nulla, neppure la torta di zia Lalla. Tutto quanto venne spinto su, su per il camino e il Grinch disse, con un ghigno malandrino:
    Grinch: Prenderò anche questo pino!
    Narratore: L'alberello il Grinch dal camino tentava di far passare, quando una vocina flebile dalla stanza accanto udì provenire. Si voltò e vide una piccola Chi. Era Cindy Chi Lou di due anni o poco più. La piccola Lou, fissando il Grinch, disse:
    Cindy Chi Lou: Caro Babbo Natale, perché? Perché porti via il mio albero di Natale? Perché?
    Narratore: Ma quel furbastro del Grinch, vi posso garantire, nonostante battesse un po' i denti, non si fece certo intimorire. E rispose senza tanti complimenti:
    Grinch: Oh, vedi, mia piccola fringuella...
    Narratore: Disse il Grinch alla piccina.
    Grinch: Questa lampadina è un po' bruciatella. Se la porto con me nell'officina la riparo alla svelta entro domattina. Non vuoi che il tuo bell'albero adornato sia di luce illuminato?
    Narratore: Alcuni leggeri buffetti diede poi alla piccola Cindy Chi Lou che rispedì a letto con un bicchiere d'acqua e niente più. Non appena la piccola fu nel suo lettino quel bel tomo del Grinch s'apprestò a risalire con l'albero su per il camino e non contento ancora di ciò che aveva fatto, l'indegno prese anche l'ultimo pezzo di legno. Quelle stanze ormai spoglie eran come un albero senza foglie. Di una piccola briciolina rimasta per sbaglio sul pavimento, be', nemmeno un topolino avrebbe avuto il sopravvento. E lo stesso il perfido Grinch fece con le altre case, tutte spogliate dagli addobbi e dalle loro cose.
  • Grinch: I Chi sono gabbati!
    Narratore: Canticchiava felice.
    Grinch: Ah, finalmente, che pace! Non avranno il Natale! Canto di gioia! Sono felice! Meno male! Al loro risveglio io so che faranno: con la bocca asciutta tutti quanti resteranno e piangendo lacrime amare diranno "Buuu"! Adorò sentire niente più!
    Narratore: Si fermò e portando all'orecchio la mano un rumore avvertì molto lontano. Impercettibile lo udiva, ma pian piano sempre meglio lo sentiva. [...] Ma quelli che udiva non eran lamenti, parevan piuttosto dei cori contenti! E tutti gli abitanti di Chistaqua anche senza regali avevan nel cuore la felicità. Il Grinch non aveva impedito al Natale di arrivare, il Natale era qui. Si poteva vedere dentro a ogni cuore. E il Grinch con i piedi piantati nel ghiaccio, con una smorfia fu soltanto capace di chiedersi "Ora che faccio?"
    Grinch: Com'è possibile un Natale senza regali? Questi sono tutti fuori! Non hanno nemmeno l'albero! Neanche un torroncino, neanche una caramella, neanche un nastrino!
    Narratore: Il perfido Grinch sembrava confuso, anche il cervello gli si era fuso. Ma come ad un tratto riprese a pensare. Qualcosa nella mente gli cominciò a balenare. Forse il Natale non si compra ai grandi magazzini. "Vuoi vedere" pensò "che il Natale è qualcosa di più?"

Explicit[modifica]

Arrivato sulla piazza di Chistaqua restituì i regali a tutti i Chi che erano là: torroni, cioccolatini, pistole, bomboloni, soldatini, carriole, damine, burattini orsacchiotti, formine, fortini e i leprotti. Restituì tutto quanto, anche il cibo per il banchetto. E fu lo stesso Grinch a tagliare il tacchetto... pardon, il tacchino. Benvenuto Natale, porta la tua gioia ad ogni Chi in ogni paese e in ogni città, anche quelli che non stanno a Chistaqua. Natale è sempre Natale in ogni luogo e in ogni dove. Natale sarà sempre Natale se nelle nostre menti e nel nostro cuore ad ogni Chi sapremo donare amore. (Narratore)

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