Il gioiellino

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Il gioiellino

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Titolo originale

Il gioiellino

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 2011
Genere drammatico
Regia Andrea Molaioli
Sceneggiatura Ludovica Rampoldi, Gabriele Romagnoli, Andrea Molaioli
Produttore Nicola Giuliano
Interpreti e personaggi

Il gioiellino, film italiano del 2011 di Andrea Molaioli con Toni Servillo e Remo Girone.

Frasi[modifica]

  • Let me introduce you to Laura Aliprandi, she's part of our... ehm, come cazzo si dice consiglio d'amministrazione? (Ernesto Botta)
  • Sa, Rockefeller a diciott'anni era un morto di fame. Un giorno trovò una mela per strada, la ripulì e la vendette per cinquanta centesimi. Con quei soldi comprò due mele, per venticinque centesimi ciascuna, e le vendette per un dollaro. Con quello comprò quattro mele e le vendette per due dollari e... a diciannove anni ereditò cento miliardi da sua nonna. (Ernesto Botta)
  • Sai come si dice? Se un imprenditore ha un debito di diecimila euro è un problema suo, se è di centomila euro è un problema della banca, se è di dieci milioni di euro allora il problema è dello Stato. (Amanzio Rastelli)
  • Se i soldi non ci sono, inventiamoceli. (Ernesto Botta)
  • Una volta alle medie copiai un tema da un Bignami e venni scoperto. Mio padre ci rimase malissimo. Sai cosa fece? [...] Non uscì di casa per tre giorni. Capisci? Lui non uscì di casa, perché si vergognava. (Filippo Magnaghi)
  • Vedi Ernestino, questo è quello che m'è sempre piaciuto di te. Tu non porti mai problemi... o se porti un problema, porti anche la soluzione. (Amanzio Rastelli)
  • [Guardando una partita di calcio, poco dopo il grave errore di un giocatore della squadra di Rastelli] Venti miliardi buttati nel cesso! (Ernesto Botta)
  • Zizinho è un pilastro fondamentale, ormai è la bandiera della nostra squadra [...] guardi, scriva "incedibile", con una sola "b" mi raccomando, ché nel sud con le doppie esagerate sempre. (Matteo Rastelli)
  • [All’indirizzo dei giornalisti che lo attendono poco dopo l’arresto] Auguro a voi e alle vostre famiglie una morte lenta e dolorosa. (Ernesto Botta)

Dialoghi[modifica]

  • Amanzio Rastelli: Lo vedi cosa c'è scritto qui? [indica la vecchia insegna di un negozio] Salumificio. Mio nonno aveva un salumificio. [...] E noi oggi cosa produciamo? Latte, yogurt, succhi di frutta, merendine, dolciumi, biscotti. Ho dimenticato qualcosa?
    Filippo Magnaghi: Burro?
    Amanzio Rastelli: Valori! Noi produciamo valori, valori aggiunti... vedi, ho preso un salumificio e guarda cos'è diventato.
  • Amanzio Rastelli: L'azienda è un gioiellino!
    Augusta Rastelli: Di bigiotteria semmai!
    Commercialista: Sua sorella non ha tutti i torti credo, siamo sottocapitalizzati...
    Amanzio Rastelli: Ma è normale, la sfido a trovare una sola azienda nell'agroalimentare che non lo sia!
    Augusta Rastelli: La Kraft non lo è!
    Amanzio Rastelli: Ma sono americani, che ne sanno loro di come si fa il latte?
    Augusta Rastelli: Non lo sanno! Per questo ci offrono settecento miliardi per vendere
    Amanzio Rastelli: L'azienda è lanciatissima, ci stiamo espandendo...
    Augusta Rastelli: Amanzio, il tavolo da gioco si abbandona quando le cose vanno bene! Non ti è ancora entrato in testa? Con il latte non si guadagna, sono trent'anni che te lo ripeto! Il latte non dà marginalità! [ripetuto quattro volte]
  • Laura Aliprandi: Posso fare qualcosa per te?
    Ernesto Botta: Può darmi del lei.
  • Laura Aliprandi: Ho una laurea e un master in merge and acquisition e fino a ieri ero in Morgan Stanley. Non lo dico per impressionarla, ché tanto non servirebbe. Le sto solo chiedendo una possibilità.
    Ernesto Botta: Fusioni e acquisizioni! [...] La prossima volta cerchi di dirlo in italiano. Pensa di esserne in grado?
  • Amanzio Rastelli: Non ti è simpatico Ernestino?
    Laura Aliprandi: Oggi ha cercato di uccidermi.
    Amanzio Rastelli: Ma a parte questo andate d'accordo, no?
  • Finanziere: Buongiorno dottore!
    Ernesto Botta: Siamo mica diventati tutti dottori. Io resto un ragioniere.
  • Laura Aliprandi: Vendi una parte delle tue quote. A cosa ti serve il 51%? Scendi al trentacinque, al trenta [...]
    Amanzio Rastelli: Con il 51% mi sento più tranquillo.
    Laura Aliprandi: Non c'è nessun moderno tycoon che pretenda di avere il 51%...
    Amanzio Rastelli: Tycoon? Io non sono un tycoon, questa è un'azienda italiana e io mi tengo il 51%!
  • [Leggendo un estratto conto truccato da Botta]
    Amanzio Rastelli: Ma come fanno a non accorgersene?
    Ernesto Botta: Nessuno ha la competenza e il coraggio di controllarci.
  • Filippo Magnaghi: Ragioniere! Mi domandavo... se lei avesse un milione di euro, chiederebbe un prestito per comperare una macchina?
    Ernesto Botta: Ma dov’è che li insegnano questi indovinelli? Alla Bocconi?
  • Stefano Rastelli: Chiamo un taxi!
    Amanzio Rastelli [rivolto al suo autista]: Seguilo, quello non sa nemmeno come si chiama un taxi.
  • [Dopo che Amanzio Rastelli ha ammesso l'inesistenza del fondo cassa della Leda]
    Uomo politico: Non vedo alternative al commissariamento del gruppo.
    Amanzio Rastelli: Commissariamento? Ma io ne rimango a capo, vero?

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