Isoroku Yamamoto

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Isoroku Yamamoto

Isoroku Yamamoto (1884 – 1943), ammiraglio giapponese.

Citazioni di Isoroku Yamamoto[modifica]

  • Se dovessero scoppiare le ostilità tra il Giappone e gli Stati Uniti, non basterebbe che noi prendessimo Guam e le Filippine, e nemmeno le Hawaii e San Francisco. Perché la vittoria sia certa, noi dovremmo marciare fino a Washington e dettare i termini di pace dalla Casa Bianca. Mi domando se i nostri politici, tra i quali gli argomenti da salotto sulla guerra vengono sbandierati con disinvoltura nel nome della politica di stato, abbiano fiducia nel risultato finale e siano pronti a compiere i sacrifici necessari.[1]
  • Un militare può vantarsi a stento di avere "abbattuto un uomo che dorme"; è più un motivo di vergogna, semplicemente, per quello abbattuto. Io piuttosto vorrei che lei faccia la sua valutazione dopo aver visto cosa fa il nemico, poiché è certo che, arrabbiato e oltraggiato, egli lancerà presto un determinato contrattacco.[2]
  • Nei primi sei o dodici mesi di una guerra contro gli Stati Uniti e la Gran Bretagna io correrò veloce e otterrò vittoria su vittoria. Dopo però, se la guerra dovesse continuare ulteriormente, non ho alcuna aspettativa di successo.[3]
  • Il serpente più feroce può essere sconfitto da un nugolo di formiche.[4]

Attribuite[modifica]

  • Temo che tutto ciò che abbiamo fatto sia aver svegliato un gigante che dormiva e averlo riempito di una terribile determinazione.[5]
  • Non si possono invadere gli Stati Uniti continentali: ci sarebbe un cecchino dietro ogni filo d'erba.[6]

Note[modifica]

  1. Come riportato in At Dawn We Slept (1981) di Gordon W. Prange; questo passaggio è stato scritto in una lettera indirizzata a Ryoichi Sasakawa prima dell'attacco a Pearl Harbor. A parte l'ultima frase, la citazione in America venne presa fuori dal contesto e quindi interpretata come un'evidenza che il Giappone volesse conquistare l'intera nazione statunitense. La parte omessa mostrò il consiglio di Yamamoto sulla prudenza riguardo una guerra che il Giappone avrebbe pagato a caro prezzo.
  2. Risposta fatta a Ogata Taketora, il direttore generale dell'Asahi Shimbun (9 Gennaio 1942) come citato nel libro The Reluctant Admiral (1979) di Hiroyuki Agawa.
  3. Dichiarazione al gabinetto del ministro Shigeharu Matsumoto e al primo ministro giapponese Fumimaro Konoe, come riportato nel libro Eagle Against the Sun: The American War With Japan (1985) di Ronald Spector. Questa frase si dimostrerà profetica: precisamente sei mesi dopo l'attacco a Pearl Harbor, la marina giapponese soffrirà una pesante sconfitta nella battaglia delle Midway, da cui non si riprenderà più.
  4. Dichiarazione in opposizione al progetto di costruzione della nave da battaglia classe Yamato, come riportato in Scraps of paper: the disarmament treaties between the world wars (1989) di Harlow A. Hyde. Con questa frase Yamamoto sottintende che anche le navi più potenti possono essere affondate da un enorme flotta di portaerei. Questa affermazione si rivelerà profetica allorché sia la Yamato che la Musashi verranno affondate da dei travolgenti attacchi aerei.
  5. Affermazione fatta dopo l'attacco su Pearl Harbor come riportato dal film Tora! Tora! Tora!: questa è la citazione più celebre attribuita a Yamamoto. Benché questo sia un pensiero che ben riassume il suo sentimento, non è mai stata trovata una fonte autorevole per questa frase. William Safire scrisse che non ci sono prove documentate a supporto di questa citazione. Safire's Political Dictionary, pagina 666.
  6. È stato dichiarato che questa attribuzione sia "indimostrata e quasi certamente falsa, nonostante sia stata ripetuta centinaia di volte su Internet. Non esistono registrazioni che riportino questa frase del comandante in capo della flotta giapponese in tempo di guerra.", stando a Brooks Jackson in "Misquoting Yamamoto" su Factcheck.org (11 Maggio 2009), il quale cita Donald M. Goldstein, talvolta chiamato "il decano degli storici su Pearl Harbor", che scrisse "non l'ho mai adocchiata in uno scritto. È stata attribuita ai file Prange (i file di Gordon W. Prange, capo storico sullo staff del generale Douglas MacArthur), ma nessuno l'ha mai vista o ha mai citato da dove sia stata presa."

Voci correlate[modifica]

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