Jacinto Benavente

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Jacinto Benavente

Jacinto Benavente (1866 – 1954), drammaturgo spagnolo.

Medaglia del Premio Nobel
Per la letteratura (1922)

Citazioni di Jacinto Benavente[modifica]

  • Ciò che meno importa a una donna è che agli uomini piaccia il suo vestito; lei lo indossa per le altre donne, e l'invidia di queste è il consenso che più la ripaga.[1]
  • Dinanzi a qualsiasi disgrazia che ci affligge, ci meravigliamo sempre di soffrire meno di quanto, a nostro giudizio, avremmo dovuto.[1]
  • È una buona scusa per quelli che non riescono a governare la propria casa o i popoli, dire che sono ingovernabili.[1]
  • Gli amori sono come i bambini appena nati: fino a che non piangono non si sa se vivono.
Los amores son como los niños recién nacidos; hasta que lloran no se saben si viven.[2]
  • Il male che facciamo è sempre più triste del male che ci fanno.[1]
  • Il perdono presuppone sempre un po' di oblio, un po' di disprezzo e molta convenienza.[3]
  • In bocca al bugiardo anche la verità è sospetta.[1]
  • La disciplina consiste in un imbecille che si fa obbedire da altri più intelligenti di lui.[1]
  • La felicità è meglio immaginarla che possederla.
La felicidad, es mejor imaginarla que tenerla.[4]
  • Molti pensano che avere talento sia una fortuna; a nessuno viene in mente che la fortuna possa essere questione di talento.
Todos creen que tener talento es cuestión de suerte; nadie piensa que la suerte puede ser cuestión de talento.[5]
  • Ogni dolore è grande per un cuore piccino.
Toda pena es grande para un corazón pequeño.[6]
  • Quella secondo cui il denaro non può dare la felicità è una voce messa in giro dai ricchi perché i poveri non li invidino troppo.
Eso de que el dinero no da la felicidad son voces que hacen correr los ricos para que no los envidien demasiado los pobres.[7]
  • Talvolta si cerca di apparire migliori di quello che si è. Altre volte si procura di sembrare peggiori. Ipocrisia per ipocrisia, preferisco la seconda.[8][1]
  • Tutto il denaro è macchiato da un peccato originale, e l'unico modo per redimersi è consumarlo.[1]

Note[modifica]

  1. a b c d e f g h Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X
  2. Da La comida de las fieras. Citato in Eduardo Palomo Triguero, Cita-logía, Editorial Punto Rojo Libros, S.L., p. 40. ISBN 978-84-16068-10-4
  3. Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013.
  4. Citato in Esteban Mirol, Puedo ser feliz despues de los 60? / Can I be happy after 60?, Editorial Bonum, 2004, p. 58. ISBN 950507686X, 9789505076864
  5. Da Obras completas: con una nota preliminar, Vol. 11, 4 ed., Editorial Aguilar, 1950, p. 386.
  6. Da Lettere di donne. Citato in Antoni Bolinches, Mil pessics de saviesa: antologia de citacions que inviten a pensar, Barcelona, Mina, 2005. ISBN 8496499340
  7. Citato in Eduardo Palomo Triguero, Cita-logía, Editorial Punto Rojo Libros, S.L., p. 98. ISBN 978-84-16068-10-4
  8. Da La virtud sospechosa.

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