Jack Hirschman

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Jack Hirschman nel 2016

Jack Hirschman (1933 – 2021), poeta statunitense.

Citazioni di Jack Hirschman[modifica]

  • Con l’applicazione capillare del microchip dal 1970, con il collasso ideologico del comunismo sovietico e l’impatto del capitalismo globale che ne consegue, come insegnano questi ultimi quindici anni, il consumismo più diffuso e la paradossale polverizzazione della sensibilità hanno cambiato tutte le forme d’arte. Il poeta è in grado di fare luce su questi cambiamenti. Anzi, deve. La poesia oggi è minacciata nella sua essenza, anche se – paradossalmente – ci sono adesso più poeti di ogni altro periodo storico. E la minaccia viene dalla continua spinta alla banalizzazione di ogni forma poetica.[1] 
  • Io sono la creatura che corre lungo le strade | gridando il tuo nome contro lo scherno, | sono il sonno del suicida | e la cataratta di capelli immemorabili, | sono l'attacco di libertà ai duri di cuore | e di poesia ai duri di orecchio. | La solitudine, la grazia, il sorriso | che risponde al tuo sorriso | dalle profondità della biologia | di un travaglio e gioia | a cui solo i battiti del cuore del ditirambo si avvicinano, | solo lo strimpellio dell'anima del cosmo definiscono. || Non siamo in questo mondo | tanto tempo fa | ebbe fine: | il mondo la guerra la guerra mondiale. | Ti tenni per mano | per attraversarlo | la più piccola mano, la più piccola stella. [2]
  • La prima resistenza di una certa importanza, poeticamente parlando, alla rivoluzione tecnologica messa in atto dal capitalismo nei primi anni Settanta fu il movimento hip-hop. Quella forma di poesia orale ha percorso il mondo. Ma, come molte forme di arte collettiva, questo movimento è scaduto nel business, nel mercato. Oggigiorno in America il sogno di un poeta nell’ambiente accademico è di diventare parte del grande business letterario, il che significa celebrità, ricchezza e sicurezza.[1]
  • Oggi siamo consci che non c’è un’avanguardia artistica che sappia esprimere un qualche valore autentico se non si mette al servizio dell’autentica avanguardia, che oggi altro non è che quella dei più bisognosi in ogni società. Non viviamo nel passato. Il tempo dei manifesti DADA è morto e sepolto. In un Occidente "pornopolizzato" ormai, è inutile épater le bourgeois. Il compito che ci aspetta è soffocare il capitalismo in nome di tutti quelli che muoiono di fame e di abbandono, cui la guerra ha devastato e mangiato l’anima. Questo è ciò di cui la poesia autentica dovrebbe occuparsi nel nostro tempo. Nient’altro.[1]
  • Non date retta ai miliardari, lasciate perdere le parole delle destre e dei fascisti. Il mio compito è spiegarvi, farvi capire, che siete già comunisti.[3]

Note[modifica]

  1. a b c Dall'intervista di Adam Vaccaro, traduzione a cura di Claudia Azzola, Intervista a Jack Hirschman, literary.it, 5 novembre 2005.
  2. Da Madre, traduzione di Raffaella Marzano, casadellapoesia.org.
  3. Citato in Dario Ronzoni, Il poeta della beat generation: «Giovani italiani, siete già comunisti. Svegliatevi! E rovesciate il sistema» linkiesta.it, 15 giugno 2018.

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