James White

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James White (1928 – 1999), scrittore irlandese.

Incipit di alcune opere[modifica]

Incontro nell'abisso[modifica]

Dallo spazio, la Terra appariva come un mondo splendido e sereno, in orbita attorno a un sole giovane e relativamente freddo. Le grandi calotte glaciali, le impressionanti distese oceaniche e il tappeto di un candore accecante degli strati di nubi erano offuscati sia dalla distanza sia dalla foschia atmosferica, cosicché la Terra aveva l'aria di un pianeta di notevole bellezza e quiete. Sarebbe occorso un telescopio di potenza e definizioni fantastiche per individuare chiaramente le minuscole scintille che comparivano nell'emisfero notturno, scintille causate da navi silurate o da città bombardate e in fiamme. E nell'emisfero illuminato, le turbolenze provocate dall'imperversare della Seconda Guerra Mondiale, erano anch'esse di dimensioni troppo ridotte per potersi notare a distanze interstellari.

L'astronave del massacro[modifica]

Tutto cominciò con un piccolo graffio sull'immagine di certe nuvole stellari nel Sagittario, la cui presenza venne attribuita alla poca cautela usata nel maneggiare la foto o a un difetto di sviluppo. Ma una seconda foto della stessa zona mostrò un graffio identico, che cominciava nel punto in cui finiva l'altro e proseguiva con una linea inconfondibile curva, indice di uno spostamento di traiettoria, e quindi non attribuibile a un corpo celeste naturale.
Immediatamente, tutti gli apparecchi destinati alle rilevazioni vennero puntati in quella direzione.

Vita con gli automi[modifica]

Per Ross, il risveglio fu un lento disgelo. A poco a poco in lui si accese un centro di calore e si rianimarono i canali della percezione e della memoria da tempo inutilizzati. Per un po' seppe soltanto di essere qualcuno e di avere molto freddo, poi cominciò a ricordare altri gelidi risvegli e gli incubi che li seguivano. La ragione gli disse che non era così, che gli incubi precedono, non seguono il risveglio, ma la memoria gli ripeteva il contrario. Il dubbio era talmente angoscioso che, se gli fosse stato possibile, Ross si sarebbe messo a sudare di paura.

Bibliografia[modifica]

  • James White, Incontro nell'abisso, traduzione di Piero Anselmi, Mondadori, 1985.
  • James White, L'astronave del massacro, traduzione di Mario Galli, in "Millemondiestate", Mondadori, 1996.
  • James White, Vita con gli automi, traduzione di Bianca Russo, Mondadori, 1974.

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Opere[modifica]