Jeff Lindsay

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Jeff Lindsay

Jeff Lindsay, pseudonimo di Jeffry P. Freundlich (1952 – vivente), scrittore statunitense.

  • Da vicino potevo dire che, in effetti, non ero io. Non proprio. Gli fui grato di questa rivelazione. Urrà, è qualcun altro. Non sono ancora completamente pazzo. Seriamente antisociale, certo, e sporadicamente un po' omicida. Ma non pazzo. C'era un altro e non ero io. Lunga vita al mio cervello. (da La mano sinistra di Dio, cap. 26)
  • E che ne dite del Demone Dexter in pantaloncini di madras che fissa inebetito la Torre Eiffel, o che trangugia cafè au lait davanti all'Arco di Trionfo? [Dexter di fronte alla prospettiva di una luna di miele a Parigi] (da Dexter, l'oscuro)
  • Quando si vive in una torre glaciale fatta di logica si cerca sempre una base solida per le proprie azioni. Si tende ad ignorare lo stridore irrazionale e irragionevole delle voci musicali che ti spronano dal fondo del cervello, per quanto si facciano insistenti sotto la luce della luna. (da La mano sinistra di Dio, p. 281)

Incipit di alcune opere[modifica]

La mano sinistra di Dio[modifica]

Luna. Luna grandiosa. Luna piena, paffuta, rossa, che illuminava la notte come fosse giorno, che diffondeva la sua luce dappertutto e portava gioia, gioia, gioia. E con essa le grida a squarciagola della notte tropicale, il soffio selvatico e dolce del vento tra i peli delle braccia, il gemito vacuo delle stelle, il muggito a denti stretti del riflesso sull'acqua.

Il nostro caro Dexter[modifica]

C'è di nuovo quella luna, che galleggia bassa e paffuta nella notte tropicale. Il suo richiamo solca il cielo opaco fino alle orecchie frementi di quella cara vecchia presenza nell'ombra: il Passeggero Oscuro, rannicchiato comodo comodo sul sedile posteriore della Dodge dell'ipotetica anima di Dexter.
Quella luna canaglia e luciferina, tentatrice e sbruffona, la cui voce cala dal cielo deserto fino nel cuore cupo dei mostri notturni, richiamandolo dai loro gioiosi campi da gioco. Cerca proprio quel mostro, quello dietro l'oleandro, con il corpo striato dai raggi lunari che filtrano attraverso le foglie, quello che attende eccitato il momento propizio per balzare dalle tenebre. Ecco il Deviato Dexter, in ascolto dei temibili sibilanti sussurri che penetrano incessanti i miei luoghi oscuri.

Voci correlate[modifica]

Bibliografia[modifica]

  • Jeff Lindsay, Il nostro caro Dexter, traduzione di Cristiana Astori, Sonzogno, 2007. ISBN 8845413829
  • Jeff Lindsay, La mano sinistra di Dio, traduzione di Andrea Carlo Cappi, Sonzogno, 2005. ISBN 8845412474
  • Jeff Lindsay, Dexter l'oscuro, collana Il Giallo Mondadori, Mondadori, 2010.

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]