Johannes Becher

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Johannes Becher, 1971

Johannes Robert Becher (1891 – 1958), poeta e politico tedesco.

La nuova sintassi[modifica]

  • Girandola di aggettiviche farfalle | Risuona intorno alla muraglia del sostantivo, | Oscilli, oscilli un ponte-participio! | Nel mentre il verbo ardito, stridulo aeroplano, s'avvita su nel cielo, | Danza d'articoli muove a pendolo le gambe. (p. 20)[1]
  • Un giovane poeta s'affanna a connettere soggetti | Trafora il tunnel dell'oggetto... L'imperativo | Scatta in alto. Guizza su fantastiche frasi-paesaggio. (p. 21)[1]
  • E l'azzurro scorre. Irrompono montagne corazzate. | E noi sbocciamo nello splendore di un maggio ultraterreno. (p. 21)[1]

Citazioni su Johannes Becher[modifica]

  • Nell'intento di esprimere, sull'esempio di Marinetti, il ritmo della guerra e di esaltare la tecnica meccanica, i poemi di Becher scritti durante il primo conflitto mondiale, sono pieni di esplosioni, di raffiche di mitragliatrici, di rombi di aeroplani. Sono animati dalla passione della distruzione del linguaggio, dalla "meccanizzazione" del verso. (François Orsini)

Note[modifica]

  1. a b c citato in François Orsini, Drammaturgia europea dell'avanguardia storica: Pirandello, Rosso di San Secondo, Strindberg, Wedekind, Luigi Pellegrini Editore, Cosenza 2005

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