Jon Krakauer

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Jon Krakauer (1954 – vivente), scrittore statunitense.

Nelle terre estreme[modifica]

Incipit[modifica]

Jim Gallien aveva lasciato Fairbanks da circa sei chilometri, quando sul ciglio della strada scorse un ragazzo col pollice alzato, tutto tremante nella neve di una grigia alba d'Alaska. Sembrava piuttosto giovane: diciotto, diciannove anni al massimo. Dallo zaino gli sporgeva un fucile, ma tutto sommato aveva un'aria amichevole e nel quarantanovesimo Stato non è certo un autostoppista con un Remington semiautomatico a spaventare un conducente. Gallien accostò e invitò il ragazzo a salire.

Citazioni[modifica]

  • Come sempre mi sorprese costatare quanto fosse facile andarsene via, e quanto ci si sentisse bene nel farlo. (p. 179)
  • Il mondo d'improvviso si riempiva di possibilità.
  • La vita pulsava a un ritmo superiore e il mondo si faceva reale.
  • C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace nello spirito,ma in realtà per l'animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l'avventura. La gioia di vivere deriva dall'incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell'avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso.
  • Non fissarti in un posto, muoviti, sii nomade, conquistati ogni giorno un nuovo orizzonte.
  • Da giovane è facile credere che ciò che desideri sia ciò che meriti, è facile convincersi che se davvero vuoi qualcosa, è tuo sacrosanto diritto ottenerla.
  • Si accorsero allora che solo la vita simile alla vita di chi ci circonda, la vita che si immerge nella vita senza lasciar segno, è vera vita, che la felicità isolata non è felicita. [...] Era questo ciò che amareggiava più di ogni altra cosa. Scrisse: «Felicità è vera soltanto se condivisa».

Incipit di Aria sottile[modifica]

A cavalcioni sul tetto del mondo, con un piede in Cina e l'altro in Nepal, ripulii la maschera d'ossigeno dal ghiaccio e, sollevando una spalla per ripararmi dal vento, abbassai lo sguardo inebetito sull'immensa distesa del Tibet. Avevo fantasticato tanto su quel momento e sull'ondata di emozioni che lo avrebbe accompagnato; e ora che finalmente ero lì in piedi sulla cima del monte Everest, non riuscivo a radunare energie sufficienti per concentrarmi.

Bibliografia[modifica]

  • Jon Krakauer, Aria Sottile, traduzione di Lidia Perria, Corbaccio, 1998. ISBN 88-7972-268-9
  • Jon Krakauer, Nelle terre estreme, traduzione di L. Ferrari, S. Zung, Rizzoli, 1999. ISBN 8817845175

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