Juan Ruiz

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Página di uno dei manoscritti del Libro de buen amor di Juan Ruiz

Juan Ruiz (1283 – 1350), poeta spagnolo.

Il libro del buon amore[modifica]

Incipit[modifica]

Signore Iddio, che i giudei, popolo dannato, | liberasti dal giogo dei potenti faraoni, | Daniele liberasti dal pozzo di Babilonia: | me angosciato libera da questa orrenda prigione.[1]

Citazioni[modifica]

  • Fa molto il denaro, molto bisogna amarlo, | rende l'infame uomo fidato, da rispettare, | fa correre lo zoppo, il muto fa parlare; | chi non ha le mani bene lo riesce a prendere.
  • L'amore ingentilisce l'uomo più indurito | dona leggiadra favella a chi prima è muto | trasforma il pusillanime in un ardito, | l'accidioso tramuta in lesto e acuto.[1]
El amor fas' sotil al ome que es rudo, | fásele fabrar fermoso al que antes era mudo, | al omen que es cobarde, fáselo muy atrevudo, | al peresoso fase ser presto et agudo.
  • L'uomo potente, temuto e riverito, | ciò che non vuol per sé, non faccia agli altri: | presto potrebbe sentir la sua prestanza finire | e ciò per cui gli altri ha fatto soffrire | con la stessa ferocia vedersi restituire.
  • Tutti benediciamo la Vergine Santa | le sue lodi cantiamo | e la sua vita narriamo, | che fu lunga ed importante, | come la storia ci racconta.

Note[modifica]

  1. a b Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X

Bibliografia[modifica]

  • Juan Ruiz, Il libro del buon amore, traduzione di Eugenio Ruggiero, TEA, 1990.

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