Julio Ramón Ribeyro

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Julio Ramón Ribeyro

Julio Ramòn Ribeyro (1929 – 1994), scrittore peruviano.

Incipit di alcune opere[modifica]

Gli avvoltoi senza piume[modifica]

Alle sei del mattino la città si alza in punta di piedi e comincia a muovere i primi passi. Una nebbia sottile dissolve il contorno degli oggetti e crea come un'atmosfera incantata. Le persone che attraversano la città a quest'ora sembrano esser fatte di un'altra sostanza a appartenere a un ordine biologico spettrale. Le beghine si trascinano faticosamente fino ai portali delle chiese che le inghiottono. I nottambuli, macerati dalla notte, tornano a casa avvolti nelle sciarpe e nella loro malinconia. Gli spazzini cominciano lungo la avenida Pardo la loro lugubre passeggiata, armati di scope e di carretti. A quest'ora si vedono anche operai dirigersi al tram, polizziotti che sbadigliano contro gli alberi, strilloni illividiti dal freddo, cameriere che mettono fuori i bidoni della spazzatura. A quest'ora, infine, come per un misterioso accordo, compaiono gli avvoltoi senza piume.

I genietti della domenica[modifica]

Perché fa caldo, perché le macchine dell'ufficio scrivono, sommano, sottraggono e moltiplicano senza sosta, perché è passato in autobus per tre anni di seguito davanti a quella orribile casa di Avenida Arequipa, per tre anni quattro volte al giorno, il che, senza contare i giorni festivi e le vacanze, fa tremila e seicento volte, perché ha visto per la strada quel vecchio con il naso tumefatto come una melanzana viola e poi quel tizio che in un angolo gli ha puntato il moncherino sulla faccia e gli ha chiesto un sol per comprare qualcosa da mangiare, perché in fin dei conti è il 31 dicembre, e si annoia e ha sete, un po' per tutte queste cose insieme Ludo lascia perdere l'istanza di pignoramento che sta scrivendo e lancia un sonoro gemito, che deve avere qualcosa di simile a quello che emettono gli impiccati, gli squartati. Un centinaio di teste, per lo più calve, si girano a guardarlo e, poco avvezzi quali sono alle novità, tornano a concentrarsi sui loro scrittoi. Ludo strappa l'istanza e, al suo posto, scrive una lettera di dimissioni. Il capo cerca di dissuaderlo con melliflue argomentazioni ma, verso sera, Ludo si lascia per sempre alle spalle la Grande Impresa, dove ha sudato e sbadigliato per tre anni consecutivi nel fiore della gioventù.

Bibliografia[modifica]

  • Julio Ramón Ribeyro, Gli avvoltoi senza piume, I Racconti di Repubblica.
  • Julio Ramón Ribeyro, I genietti della domenica, traduzione di Nicoletta Santoni, La Nuova Frontiera, 2011. ISBN 9788883731563

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