Jurij Nikolaevič Tynjanov

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Jurij Nikolaevič Tynjanov

Jurij Nikolaevič Tynjanov (1894 – 1943), scrittore e critico letterario russo.

Citazioni di Jurij Nikolaevič Tynjanov[modifica]

  • Infondata è l'idea stessa che tutta la vita è documentata [...] mi sono rivolto ai documenti per scoprire che mentono come gli uomini.[1]
  • La forza di Esenin stava nel tono emotivo della sua lirica. Un'emozione poetica ingenua, ancestrale, e perciò straordinariamente vitale.[2]

Il sottotenente Summenzionato[modifica]

Incipit[modifica]

L'imperatore Pavel stava sonnecchiando accanto ad una finestra spalancata. Nelle ore pomeridiane, allorché il corpo combatte pigramente col cibo, era interdetto qualsivoglia turbamento della quiete. Pavel Petrovič sonnecchiava, assiso su di un alto seggio, riparato a tergo e ai lati da un paravento di vetro. Stava sognando il suo abituale sogno pomeridiano.

Citazioni[modifica]

  • Lo scritturale del reggimento [...] aveva commesso due errori: aveva scritto che il tenente Sinjuchaev era morto, sol perché veniva immediatamente dopo il defunto maggiore Sokolov; inoltre aveva scritto una vera assurdità: invece di "i sottotenenti summenzionati Stiven, Rybin e Azančeev vengono destinati", aveva scritto "i sottotenent Summenzionato, Stiven, Rybin e Azančeev vengono destinati". (p. 17)
  • Gli uomini odoravano di vento, le donne di fumo. Il tenente non guardava le persone in faccia, le distingueva unicamente dall’odore. (p. 55)
  • Così fu sepolto il generale Summenzionato, dopo aver realizzato tutto ciò che è possibile realizzare nella vita, ed aver avuto a sazietà: gioventù e amorose avventure, castigo corporale e deportazione, anni di servizio e una famiglia, l'improvviso favore dell’imperatore e l'invidia dei cortigiani. Il suo nome figura nel «Necrologio di San Pietroburgo», e qualche storico lo menziona di sfuggita. Nel «Necrologio di San Pietroburgo» non s’incontra, invece, il nome del defunto tenente Sinjuchaev. Egli scomparve senza lasciare traccia, si disfece in briciole, in polvere, come se non fosse mai esistito. (pp. 62-63)

Explicit[modifica]

Nel marzo dello stesso anno in cui era spirato il generale Summenzionato, Pavel Petrovič morì — secondo il comunicato ufficiale — per un colpo apoplettico...

Citazioni su Jurij Nikolaevič Tynjanov[modifica]

  • Tynjanov è stato un grandissimo critico della letteratura. Se per uno studioso si può utilizzare l’aggettivo “geniale”, lui lo fu effettivamente. Ma nell’ultimo periodo della sua vita aveva perso la fiducia nelle possibilità della scienza. Sapeva bene che la vita non può riflettersi appieno nei documenti, che le carte ci forniscono solo frammenti parziali d’esistenza e che le testimonianze scritte non si possono fabbricare. E proprio per questo decise che l'opera artistica può esprimere molto meglio la verità. E che si può inventare quello che, secondo lui, sarebbe dovuto essere. Ma si tratta di una strada pericolosa, perfino per un individuo geniale come lui. E così Tynjanov si convinse che Puškin fosse innamorato della moglie di Karamzin. (Jurij Michajlovič Lotman)

Note[modifica]

  1. Citato in Elena Agassi-Rossi e Viktor Zaslavsky, Togliatti e Stalin, Il Mulino, Bologna, 1997, pp. 13-14. ISBN 88-15-06199-1
  2. Citato in Elvira Watala, Wiktor Woroszylski, Vita di Sergej Esenin, traduzione dal polacco di Vera Petrella, Vallecchi Editore, Firenze, 1980, p. 448.

Bibliografia[modifica]

  • J.N. Tynjanov, Il sottotenente Summenzionato, a cura di Victor Zaslavsky, traduzione di Renzo Oliva e Giuliana Raspi, Sellerio, Palermo, 1986.

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