Kuki Shūzō

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Kuki Shūzō (1888 – 1941), filosofo, poeta e scrittore giapponese.

La struttura dell'iki.[modifica]

  • Nelle lingue europee vi sono parole soltanto simili a iki, ma non vi si può trovare l'esatto equivalente. Nulla impedisce allora di considerare l'iki una evidente automanifestazione del modo d'essere specifico della cultura orientale […] (p. 49)
  • […] il primo attributo dell' iki è la «seduzione» dell'altro sesso. Che il rapporto fra i sessi costituisca l'essere originario dell'iki si deduce dal fatto che ikigoto (faccenda iki) è sinonimo di irogoto (faccenda erotica). E quando si dice ikina hanashi (storia iki) si fa riferimento a una relazione sessuale. (p. 53)
  • Se abbiamo definito l'iki come un fenomeno di coscienza ricco di qualità, come «seduzione» che si realizza ontologicamente grazie all'ideale etico del Bushidô e all'Irrealtà buddhista, non potremo forse dire che è «attrattiva erotica (seduzione) capace di sprezzatura (rinuncia) e dotata di tensione (energia spirituale)»? (p. 64)
  • La provocazione erotica delle Sirene «che si dondolano sui bianchi rami dei pioppi» e le sfrenatezze delle Baccanti «che tanto piacciono ai loro amici Satiri ossia la seduzione di stile occidentale che dà spettacolo di sé ancheggiando nella platealità del reale, è quanto di più distante vi sia dall'iki. Il quale all'altro sesso rivolge appena un cenno allusivo. (p. 86)
Una stampa giapponese di Utamaro
  • Anche sollevare un lembo del chimono con la mano è espressione dell'iki. Il « mostrar di sfuggita, a tempo col passo, lo scarlatto della fascia che cinge i fianchi, e il giallino della cintura in crespo di seta che chiude il sottochimono» e «la bellezza del primo passo che fa balenare gli indumenti intimi di crespo di seta rossa fra il candore di neve della pelle e il bianco della vestaglia di cotone» sono certamente in armonia con il carattere iki. (p. 92)
  • Se per oggettivarsi nelle arti decorative l' iki dispone di due risorse, forma e colore, verranno usate, come forma, le rette parallele, per esprimere la dualità che è causa materiale dell' iki, e come colore si sceglierà per lo più una tonalità cupa a debole saturazione, oppure una fredda, per esprimere la tensione ideale e l'Irrealtà che sono cause formali dell'iki. (p. 112)
  • […] nelle parti in cui si richiede una certa eleganza, l'architettura iki mostra spesso caratteri simili a quelli della decorazione iki. Tende, per esempio, a evitare il più possibile le linee curve. Non si può neanche immaginare che sia iki una stanza circolare o un soffitto rotondo. L'architettura iki non apprezza le curve delle finestre ovali o a corolla. E preferisce le forme squadrate a quelle arcuate anche per i trafori ornamentali che abbelliscono la parte superiore (ranma) delle porte scorrevoli interne. Ma su questo punto è un po' più indulgente della decorazione, che è indipendente e astratta. (p. 116)

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