Leslie Marmon Silko

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Leslie Marmon Silko, nata Leslie Marmon (1948 – vivente), scrittrice nativa americana.

Incipit di Cerimonia[modifica]

Ts'its'tsi'nako, Donna Pensiero
è seduta nella sua stanza
e tutto quello che pensa
appare.
Pensò alle sue sorelle,
Nau'ts'ity'i e I'tets'ity'i,
e insieme crearono l'Universo
questo mondo
e i quattro mondi sottostanti.
Donna-Pensiero, il ragno,
nominò le cose e
mentre le nominava
queste apparivano.
Adesso è seduta nella sua stanza
sta pensando ad una storia
Io vi racconto la storia
che sta pensando.

Citazioni[modifica]

« Indiani, messicani o bianchi, la maggior parte della gente ha paura dei cambiamenti. Pensano che se i loro figli hanno la pelle dello stesso colore, gli occhi dello stesso colore, niente cambierà. - Rise pacatamente. - Sono stupidi. Danno la colpa a noi, a quelli che sono diversi. In questo modo non devono pensare a quello che è successo dentro di loro. » [Leslie Marmon Silko, Cerimonia, Roma, Editori Riuniti, 1981 traduzione di Paola Ludovici, pag.114]

« Credo che in tutte le comunità esistano esseri umani che tengono fermi certi valori diversi o forse più antichi; e c’è sempre conflitto perché se guardi la storia vedi che ci sono sempre quelli che segretamente traggono piacere dalla sofferenza e dalla distruzione. È una cosa che fa parte di noi, di tutti noi. Perciò tutti, continuamente, dobbiamo cercare di conservare questo equilibrio, perché siamo esseri umani e gli esseri umani sono come le forze della natura: troppa acqua è un’inondazione, troppo poca è siccità. E siamo così anche noi. Le arti – musica, teatro, pittura, scultura, poesia – sono un modo per permettere a noi esseri umani di prendere atto di questi impulsi, anche di quelli che nell’esperienza quotidiana potrebbero essere chiamati violenti, distruttivi, criminali, di prenderne atto nell’ambito della performance, o della creazione, per così dire. Questo è il processo di risanamento reciproco, in cui facciamo i conti con la parte di noi che è selvaggia e distruttiva come Madre natura, e che tutti abbiamo dentro di noi; ed è così che restiamo esseri umani, è così che manteniamo la nostra umanità. Quando cominciano a esistere governi, quando cominciano a esistere forme di repressione di questi processi naturali che gli esseri umani hanno creato nel corso del tempo, nelle cerimonie agli dei o alle stagioni, allora succede qualcosa. Perché siamo come gli animali selvaggi, gli uccelli, gli alberi: certi bisogni devono essere riconosciuti, e non parlo solo di cibo e ricovero. Perché se no l’energia repressa si accumula, e allora le persone possono essere usate per altri fini. È quello che succede quando le credenze si istituzionalizzano, in tutte le religioni del mondo, non solo nel cristianesimo; ogni volta che crei un’istituzione, mi sembra che non fai che accumulare le potenti energie distruttive che sono dentro gli esseri umani. È come la costa del mare, la guardi e vedi che è sempre mobile, sempre in trasformazione; così è per gli esseri umani. Non è che qualcuno ti spruzza un po’ d’acqua addosso e poi sei buono per sempre. No: dobbiamo lavorare su noi stessi giorno per giorno, insieme con gli altri, perché dentro di noi abbiamo questa cosa, questa cosa terribile, paurosa – come l’uragano, il terremoto, i vulcani. L’inizio dell’universo – prima scintille, e poi il Big Bang. Noi c’eravamo, eravamo tutti lì, in forme differenti, ma c’eravamo. » [da: Da Laguna al Chiapas: conversazione con Leslie Marmon Silko, Laura Coltelli, Alessandro Portelli (a c.), in: ACOMA, rivista internazionale di Studi Nordamericani, Numero 11, Estate/Autunno 1997 - Anno IV, pp.71-72. http://www.acoma.it/sites/default/files/pdf-articoli/11silkocolteporte.pdf]

Bibliografia[modifica]

  • Leslie Marmon Silko, Cerimonia, traduzione di Paola Ludovici, Editori Riuniti, 1981.

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