Liza Marklund

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search
Liza Marklund, novembre 2008

Eva Elisabeth "Liza" Marklund (1962 – vivente), scrittrice svedese.

Incipit di alcune opere[modifica]

Freddo Sud[modifica]

La notte era nera come la pece. Intravedeva gli aranci lungo la via sotto forma di ombre scure ai margini del campo visivo. Tre ispide teste di gatto spuntarono da un cassonetto delle immondizie e la luce degli abbaglianti si rifletté nei loro occhi trasformandoli in fantasmi.
Sebbene la pioggia fosse cessata, l'asfalto era ancora bagnato e lucido e fagocitava la luce dei pochi lampioni. Dal finestrino laterale abbassato sentiva l'attrito bagnato delle gomme sul fondo stradale, lo stridio dei grilli, il vento che faceva frusciare le palme. L'aria che entrava era fredda d'umidità.
Più silenzio di così non si poteva.

Studio Sex[modifica]

La prima cosa che vide furono le mutandine, appese a un cespuglio. Ondeggiavano in maniera appena percettibile, risaltando, rosa salmone, sullo sfondo del verde rigoglioso. La reazione immediata della donna fu di rabbia. Possibile che questi giovani non mostrassero nessun rispetto! Nemmeno i morti potevano più riposare in pace.
S'immerse in amare riflessioni sulla decadenza della società mentre il cane proseguiva annusando curioso lungo la recinzione di ferro. Lo seguì per tutto il lato meridionale del cimitero, girando intorno alla piccola macchia di alberelli, e fu allora che scorse una delle due gambe. L'indignazione aumentò ulteriormente. Che sfacciataggine! Le vedeva, quelle, quando passeggiavano sui marciapiedi, di sera, con i loro abitini leggeri e le voci squillanti, tutte prese ad adescare gli uomini. Il fatto che facesse caldo non era una scusa sufficiente.

Bibliografia[modifica]

  • Liza Marklund, Freddo Sud, traduzione di Laura Cangemi, Marsilio, 2011. ISBN 978883170895
  • Liza Marklund, Studio Sex, traduzione di Laura Cangemi, Mondadori, 2004.

Altri progetti[modifica]