Luigi Maria Epicoco

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Luigi Maria Epicoco (Mesagne, 21 ottobre 1980) è un presbitero, filosofo, teologo e scrittore italiano.

Citazioni di Luigi Maria Epicoco[modifica]

  • A che cosa serve l’amore? A ricordarti che sei amato. Allora, proprio perché sei amato, anche il dolore, anche la cosa più assurda e contraddittoria non è al disotto della tua dignità e tu puoi viverla. Questo fa l’amore: quando uno ti ama non ti educa alla vita, ma ti dice che tu puoi affrontarla, anche se difficile. [1]
  • Mi sono reso conto che la vita oltrepassava i miei ragionamenti. La fede non è spiegazione, è esperienza. Gesù non ci spiega la Croce, ma si stabilisce su di essa.
Je me suis rendu compte que la vie dépassait mes raisonnements. La foi n’est pas explication ; elle est expérience. Jésus ne nous explique pas la Croix, mais il s’établit sur elle.[2]
  • La vita comincia a diventare bella quando comprendi che devi navigare quello che senti, devi saper mettere alla prova le cose che ti porti dentro. A volte la bonaccia o le tempeste che passano all’interno della tua interiorità sono cose che vanno affrontate, ma non sono cose che dicono fino in fondo il nostro destino. Noi non siamo quello che sentiamo, noi stiamo cercando qualcosa al di là di quello che sentiamo, qualcosa al fondo di quello che stiamo provando.[3]
  • Viviamo in un momento storico molto particolare, in cui veniamo educati a concentrarci tantissimo su noi stessi. I miei problemi, i miei bisogni, i miei miei desideri sono i più importanti del mondo. Facciamo di noi stessi un assoluto. Finché non impareremo a decentrarci, non capiremo mai davvero né questa vita né ciò che ci può rendere davvero felici. La maturità della vita umana dovrebbe consistere nell’imparare in maniera sana a decentrarci. In questo egocentrismo tutto è sempre insoddisfazione. Quando desidero fortemente qualcosa, penso che nel momento in cui l’avrò ottenuta sarò felice; e invece succede esattamente questo: ho fatto di tutto pur di avere quel qualcosa e quando quel qualcosa è dentro la mia vita, continuo a non essere felice e quindi devo puntare sempre in alto. È un vuoto che non si riesce mai a riempire, quello degli egocentrici: è il vuoto di chi si è concentrato su se stesso, di chi ha reso se stesso un assoluto. È una vita tremenda, un inferno, perché si avverte la propria felicità e non si riesce mai ad appagare questo bisogno, tanto da assumere un atteggiamento compulsivo nei confronti della vita.[4]
  • Quando si pensa ad un dogma [...] si assume l'atteggiamento di chi si arrampica sulla cima di una montagna e ad un tratto vede l'immenso orizzonte davanti a sé. Non c'è da capire nel senso stretto di analizzare, c'è da constatare, da contemplare. I dogmi non negano la ragione, le chiedono solo di iniziare in silenzio, contemplando il panorama di una verità immensa, troppo grande per qualsiasi nostra unità di misura. Chi crede non ha paura di questa vertigine, anzi ne prova un intimo piacere misto a gratitudine.[5]

Note[modifica]

  1. Intervento di Luigi Maria Epicoco nel programma Nemo - Nessuno escluso, il 2 novembre 2016.
  2. Articolo-intervista a Luigi Maria Epicoco di Théophane Leroux su Famille Chrétienne.
  3. Luigi Maria Epicoco, L'amore che decide. Due meditazioni in un tempo di indecisione, Todi, Tau editrice, 2018, p. 20.
  4. Luigi Maria Epicoco, Quello che sei per me. Parole sull'intimità, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2017, pp. 60-61.
  5. Luigi Maria Epicoco, L'Immacolata perfezione. Sentieri in preparazione alla festa dell'Immacolata, Todi, Tau Editrice, 2010, p.57.

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