Lynda S. Robinson

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Lynda Suzanne Robinson (1951 — vivente), scrittrice statunitense.

Incipit di alcune opere[modifica]

Le indagini del principe Meren alla corte di Tutankhamon[modifica]

L'ombra di Anubi[modifica]

Poiché sette salme erano pronte per essere estratte dal natron, il sacerdote Raneb era ansioso di assicurarsi che la sua cliente fosse la prima a essere avvolta nelle bende. Il vedovo della principessa Shapu gli aveva fornito un vaso in bronzo affinché l'imbalsamazione della moglie risultasse perfetta. Raneb sapeva bene quanto diventavano trascurati i bendatori dopo avere trascorso tutto il giorno ad avvolgere i cadaveri nel lino impregnato di resina, perciò la principessa Shapu doveva essere la prima.
Nel condurre il suo gruppo di portatori d'acqua, di bendatori e d'imbalsamatori, Raneb percorse una via fiancheggiata da cumuli di natron, il sale che veniva usato per essiccare le salme. In lontananza, i sacerdoti e gli operai si recavano ai fabbricati in cui i defunti attendevano di essere immersi nel natron e nell'acqua.

Il respiro di Amon[modifica]

Il sacerdote Unas, puro e servo del dio, era in ritardo. L'ultima luce dorata dei raggi del dio sole incendiava l'intarsio d'oro e d'argento sulla superficie del gigantesco pilone esterno, quando Unas entrò furtivamente nel tempio di Amon. Sentendosi ancora più insignificante di quanto si sentisse di solito, ascoltò il rumore echeggiante dei propri passi sul lastrico. Alzò lo sguardo, ma il tempio era talmente alto che il soffitto era invisibile nell'oscurità.
Il rituale della sera era terminato. Da qualche tempo, ormai, coloro che non dimoravano nel tempio erano usciti l'uno dopo l'altro dalla porta del dio. Sono forse l'unico rimasto? si domandò Unas, il quale odiava restare solo nel tempio dopo il tramonto. Tuttavia doveva lasciare la lista degli artigiani reali dove l'indomani avrebbe potuto recuperarla rapidamente.
Come una formica che corresse fra le zampe di un elefante, Unas proseguì a passo veloce, addentrandosi sempre più nell'oscurità del tempio, oltre gli obelischi laminati di elettro e i piloni. Prima di giungere al santuario svoltò a destra, per poi serpeggiare in un bosco di statue dedicate ai re e ai grandi sacerdoti. Non riusciva più neppure a udire le voci lontane dei colleghi che uscivano dal tempio per tornare a casa.

Il papiro spezzato[modifica]

In verità, Kysen avrebbe preferito non recarsi affatto nella città degli eretici, abbandonata e infestata dagli spettri. Tuttavia, quale figlio dell'Egitto avrebbe mai osato opporsi alla volontà del dio incarnato, il Figlio del Sole, Tutankhamon? Recatosi alla murata del bastimento che lo aveva trasportato all'Orizzonte di Aten, Kysen si sporse a osservare l'acqua, ascoltando lo sciabordio.
Lo scriba che stava redigendo la sua lettera smise di scrivere e per un poco rimase pazientemente in attesa, giocherellando con il calamo vegetale. Poi, giacché Kysen non si riavvicinava per riprendere la dettatura, si mosse, inquieto: «Qualcosa non va, signore?»

La divoratrice di anime[modifica]

La belva fiutava l'oscurità. Nel paese dei vivi, la notte era una debole imitazione del vuoto di ossidiana che possedeva la sua tana, eppure poteva fiutarne il buio. Sollevando il muso ruvido e sporgente, inalò la commistione di odori: le acque del Nilo, la melma e i rifiuti del porto vicino, il puzzo fievole dello sterco misto a quelli del pesce e del fumi di mille fuochi morenti.
Di scatto il muso si girò alle note di un flauto e a una risata ebbra, stridula, che provenivano da una birreria. Un artiglio lungo e ricurvo, affilato come la lama di un chirurgo, graffiò un muro di mattoni screpolati. All'improvvisa comparsa della luce, il mostro si ritirò furtivamente nell'ombra protettrice di un vicolo. Con gli occhi dalle pupille spadiformi, osservò alcuni vivi che si avvicinavano e trasalì al rapido chiacchierio gutturale. Erano stranieri, indossavano indumenti di lana, sporchi, e puzzavano di birra e di sesso. Portando la fiaccola che con la sua luce aveva ferito gli occhi della belva, gli uomini barcollanti passarono oltre, quindi svoltarono nella strada principale, scomparendo dalla vista.

Il bevitore di sangue[modifica]

Se le guardie l'avessero catturata, la fanciulla sarebbe stata ricondotta a palazzo e frustrata.
La fune in fibre di palma le scorticò le mani mentre scendeva, aiutandosi con i piedi nudi che producevano rumori attutiti nell'urtare il muro di mattoni. Si lasciò infine cadere al suolo dietro un sicomoro. Nelle ombre della notte le guardie non avrebbero visto la fune penzolare dietro l'albero.
Quando la ghiaia scricchiolò sotto il peso di una passo pesante, la fanciulla si accoccolò alla base dell'albero, il petto contratto per l'angoscia. Era Mahu, una guardia reale, che non amava i bambini e che quindi non avrebbe taciuto la scoperta di una piccola intrusa. Se l'avesse trovata, l'avrebbe condotta al cospetto della regina e poi si sarebbe divertito a riferire a tutto il palazzo che la figlia del fratello della regina aveva cercato di scappare come una delinquella plebea.

Sterminatore di dei[modifica]

L'oca di nome Bella si addentrò lentamente, a passi strascicati, nella foresta di gambe che le sbarrava il cammino, fissando il suolo duro con occhi miopi, alla ricerca di qualche eventuale grillo. Intorno a lei, nella brezza fresca della tarda sera, i servi spettegolavano nel cortile della cucina. Incurante della musica di liuto, arpa e flauto che proveniva dalla casa, Bella non interruppe la propria ricerca neppure quando incontrò una falange di piedi. Dall'alto giungeva il mormorio delle donne che chiacchieravano e ridevano.
Con la piccola testa piatta china al suolo, Bella avanzò di un passo e beccò le dita di un piede nudo, poi senza sollevare gli occhi piccoli e lucenti del terreno dinanzi a sé, mosse altri due passi ondeggianti, individuò un altro paio di piedi e li colpì ripetutamente. I danzatori si scostarono.

Note[modifica]


Bibliografia[modifica]

  • Lynda S. Robinson, L'ombra di Anubi, traduzione di A. Zabini, TEA, 1994. ISBN 8850201885
  • Lynda S. Robinson, Il respiro di Amon, traduzione di A. Zabini, TEA, 1995. ISBN 8850201893
  • Lynda S. Robinson, Il papiro spezzato, traduzione di A. Zabini, TEA, 1996. ISBN 885020311X
  • Lynda S. Robinson, La divoratrice di anime, traduzione di A. Zabini, TEA, 1997. ISBN 8850204892
  • Lynda S. Robinson, Il bevitore di sangue, traduzione di A. Zabini, TEA, 1998. ISBN 8850207417
  • Lynda S. Robinson, Sterminatore di dei, traduzione di A. Zabini, TEA, 2001. ISBN 8850211856

Altri progetti[modifica]