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Mariano d'Ayala

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Mariano d'Ayala

Mariano d'Ayala (1808 – 1877), militare, politico e scrittore italiano.

Citazioni di Mariano d'Ayala

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  • [Sulla Scuola militare "Nunziatella"] E siccome in tutte le umane cose i fatti colpiscono meglio di ogni teorica da cui quelli provengono, basta il dire che con le norme dal Parisi sapientemente dettate in quanto agli studî, si vide uscire da quelle mura il più bel fiore di nobili giovanetti, i quali bene avvezzi ad ogni maniera di dottrina venian poco di poi in fama di valorosi. (da Napoli militare, Stamperia dell'Iride, Napoli, 1847, p. 97)

Le vite de' più celebri capitani e soldati napoletani

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  • [Giuseppe Parisi] Affettuoso fratello, rispettoso marito, adorabile padre ed uomo generoso, ei fu dotto senza superbia, potente senza abuso, spiritoso senza affettazione, benefico senza pretensioni, religioso senza ippocrisia. (pp. 209-210)
  • Giuseppe Fonseca bene potea dirsi bell'uomo: persona alta, dignitoso sussiego, formosissime fattezze. Avea bianche le carni, il pelo biondo, soave la guardatura dagli occhi cerulei, non rotondo ma lunghetto il viso: piccole eran le forme della bocca del naso del mento delle mani. Tolse due volte donna: una Vignales, la cui sorella disposato avea il general Parisi, e Rachela Pingeta; ma ma non dall'una né dall'altra ebbesi conforto di figliuoli. Di pari consenso alla venustà del suo corpo, la bellezza dell'anima meravigliosamente rispondeva. (pp. 417-418)
  • [Giuseppe Fonseca] Laborioso costante frugale temperante generoso, ei sentiva esser nero delitto nel tempio sagro della patria il proprio vantaggio, passione indecorosa l'avida sete de' guadagni, brutta macchia l'orgoglio nella prosperità e nell'infortunio la fiacchezza, e imperdonabil peccato tradire il re e la patria, non pure col cangiar di stendardo ma col nascondere infoscare e vilipendere il vero per vigliaccheria per timore o per intenti freddamente calcolati. (p. 418)

Citazioni su Mariano d'Ayala

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  • A non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (Alessandro D'Ancona)

Bibliografia

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Altri progetti

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