Mario Rinaldi

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Mario Rinaldi (1903 – 1985), critico musicale, saggista e giornalista italiano.

Una lezione da un disco[modifica]

Incipit[modifica]

Quando si sarà compreso che cosa vuol significare, nella carriera prodigiosa di Giuseppe Verdi la creazione del "Falstaff", allora le dolorose vicende che viviamo nei riguardi della creazione di opere musicali, potranno anche subire una svolta. Si ha un bel dire, anche se è vero, che Giuseppe Verdi compose la sua ultima opera, ispirata al teatro di William Shakespeare e preparatagli a libretto da Arrigo Boito, "per divertirsi".

Citazioni[modifica]

  • Verdi, componendo il suo grandissimo capolavoro, assolutamente perfetto in ogni sua parte, deve anche aver pensato a qualche altra cosa: a fornire un modello di opera brillante che sarebbe riuscito utile alle generazioni future.
  • Il "Falstaff" è veramente qualche cosa di nuovo, di inatteso, è veramente un modello creativo.
  • [Igor' Fëdorovič Stravinskij] [...] Dirà che il "Falstaff" è opera perfetta in ogni suo elemento. Strawinsky, da vero Petruska, mutava spesso di umore e di idee, ma alla fine trovava sempre il pensiero giusto, come accadde poco dopo aver fatto la prima affermazione, allorché asserì che "Falstaff" era senz'altro un capolavoro assoluto.
  • [Arturo Toscanini] Il direttore d'orchestra difendeva a spada tratta la sua esecuzione, tanto è vero che un giorno, dopo aver ascoltato gli interpreti che egli aveva istruito, esclamò tutto fiero: «Questo è il vero Falstaff, non quello del Colòn. Finalmente!» E tutto soddisfatto trasferì nel piccolo teatro di Busseto la sua interpretazione (1926) della quale rimase così soddisfatto che – allorché si aprì la Piccola Scala – sognava di dare là, ancora, l'opera prediletta.
  • Toscanini teneva molto alla perfezione dell'esecuzione e anche alla bontà degli strumenti, tanto è vero che una volta, cercando le parole adatte a fare una severa osservazione a un'orchestra straniera, si arrabbiò per non riuscire a trovarle e si dete perfino uno schiaffo da se stesso. Poi condannò tutti con queste parole: «Cattivi suonatori... cattivi strumenti!»

[Mario Rinaldi, Una lezione da un disco, La Fiera Letteraria, n. 17, aprile 1973]