Mauro Raccasi

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Mauro Raccasi

Mauro Raccasi (1959 — vivente), scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano.

Incipit di alcune opere[modifica]

Codice Haggard[modifica]

(Mar dei Caraibi, 1699)

L’aveva davanti e gli stava simpatico, eppure sapeva che l’avrebbe fatto uccidere.
Tuttavia quello che gli salì dalla strozza non fu rimorso, ma un banale rutto. «Venite avanti signor Cribble.» Indicò con la mano lercia una specie di scranno sdrucito dove far accomodare l’improbabile ospite nella cabina del cassero, mascherando l’ordine da invito. «Non fate la vergine davanti al bordello, sedetevi, vi porto del liquore.»

I Guerrieri dei Fiordi[modifica]

Compatto e pungente come uno sciame d'api del magico regno del ghiaccio di Niflheim. Ecco cosa sembrava quel gelo a Fjalar, il timoniere. Pareva una cosa viva mentre si guardava attorno sul mare nero. Ne aveva viste troppe di tempeste per illudersi: gli restava meno di mezza giornata da sopravvivere. Giornata, rise a quella parola: non era possibile distinguere il giorno dalla notte...

Il Guerriero di Stonehenge[modifica]

Era sicuro che stesse per azzannarlo. Quegli occhietti maligni gli facevano rizzare il pelo tanto quanto la vista dei denti aguzzi snudati come lame.
Il pungolo sulla schiena lo riscosse dalle paure, spronandolo a continuare la corsa. Pochi attimi, giusto il tempo per accorgersi che anche il suo grosso avversario aveva subito la stessa sorte. Una tregua breve, perché si stava riportando sotto. Si guardò indietro, poi a destra e sinistra, nervosamente, fiutando l'aria e facendo fremere i lunghi fili sensibili dei baffi. Il grosso ratto nerastro era sempre più vicino. Era più massiccio e forte di lui, ma meno rapido e più stupido: perdeva tempo inutilmente ad annusare di qua e di là, inseguendo odori e tracce inesistenti tranne che nel suo cervello bacato; finché il pungolo lo riportava sulla retta via. Aveva l'ultima curva innanzi e il suo muso bianco precedeva ancora quello del ratto, entrambi proiettati verso quell'estatico, irresistibile richiamo del profumo di formaggio di pecora in fondo a quella passatoia: pareva un interminabile rettilineo da percorrere di corsa, faticoso quanto un deserto da attraversare per lui che era allo stremo delle forze.

Il regno di Conan[modifica]

"Non c'è più nessuno, Fergus... Nessuno, capisci?!?" Leher, il 'campione' dei Nemed boccheggiò dopo la corsa a perdifiato. Era stravolto; nel freddo intenso l'alito si faceva ghiaccio sulla barba e intorno alla bocca. Le folte pelli di lupo con cui vestiva erano macchiate di sangue rappreso. "Sono stati fatti a pezzi. Con quegli artigli che ha al posto delle mani!" La voce gli tremò per il terrore superstizioso mentre cadeva in ginocchio tremebondo, spossato per la lunga fuga e per la consapevolezza d'essere in salvo. Avvertì ogni energia scivolargli via di dosso. Le braccia gli ricaddero inermi lungo i fianchi e il mento gli toccò il petto. "Non so che creatura è. Nessuno aveva mai visto un mostro nero strappare l'anima ai cadaveri. Deve averne staccato a morsi dei pezzi e poi divorati..."

La Spada del Druido[modifica]

Per il cacciatore il cuore era solo ciò che si divorava dell'animale, crudo e caldo, con ingordigia, per assimilarne il coraggio. Non ci fu rimorso mentre scagliava l'arma contro la scrofa selvatica intenta ad allattare i piccoli.
Dovendo colpire alla schiena, ebbe fortuna: si trovò sottovento. Fu rapido e mortale: la bestia era sdraiata e non riuscì a rialzarsi in tempo per difendersi. Follach poté appoggiare il colpo con tutto il peso del corpo e trafiggere l'animale penetrando il basso del garrese sino a martoriare con la punta la spina dorsale, immobilizzandolo. Non si curò del sangue che schizzava dappertutto imbrattandogli le rozze vesti di pelle di lupo. Ciò che lo crucciava era la punta di lancia ancora piantata nel corpo del cinghiale. L'asta di legno s'era spezzata contro il costato, arenandosi nello spesso strato di grasso e setole. E quella era stata da sempre la sua lancia migliore, bilanciata, tagliente; ricostruire quell'equilibrio sarebbe stato impossibile.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]