Miklós Radnóti

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Miklós Radnóti (1909 – 1944) poeta e traduttore ungherese.

Citazioni di Miklós Radnóti[modifica]

  • Algido è quest'inverno arso di guerre: | e l'anima già debole a resistere | si prepara a piegarsi alla violenza. || Pensiamo all'estate! Quando metteranno fronde | i nostri boschi: bello sarà camminarvi | mentre nel denso profumo dei nostri giardini | s'impiglierà tra le rame la noce che sta per cadere. || Pensiamo al finire delle sere dorate: in mezzo | al rimbalzare delle palle strilleranno | matassa aggrovigliata le torme dei bambini: | sventaglianti criniere, i lucenti cavalli || si lanceranno là verso il tramonto | e sulla nostra testa sarà tutta | un cinguettio di rondini la bruna grondaia. || Sarà così? Sarà così! Perché alfine | dovrà esserci la pace. | Oh resisti, anima, fino ad allora: difenditi. (da Inno alla pace[1])
  • Hai freddo? Aspetta, ti copro col cielo, | sui tuoi capelli poggia il mazzo delle stelle | ricamate ed io soffio una luna | sopra i tuoi occhi. (da Poesia d'amore nel giorno dell'Immacolata[2])
  • Sei prato odorante di terra, è semplice il tuo ansare | come il respiro d'amore d'un contadino, e il tuo corpo | reca la forza maligna della terra materna. | Ma talvolta risuona la campana della tua brama | sotto la torre dell'oscurità ansimante. | Cade su di me il tuo amore, volteggia | come foglia di castagno che cade. Anche ora, | sul trasparente mattino della tristezza | tu sei la terra, il corpo, il sangue, | e fuor di te ogni cosa è giuoco soltanto. (dai Salmi della devozione, 8[3])
  • Sopra di te c'è un ramo di melo: | cadono i petali sulla tua bocca: | altri volteggiano lenti cadendo | sui tuoi capelli, sopra i tuoi occhi. || Tutto il giorno io guardo la tua bocca, | sopra i tuoi occhi si chinano i rami: | sui loro stami trascorre la luce, | radiosità che sparisce tra i baci. (da Canto floreale[4])

Note[modifica]

  1. In Lirici ungheresi, scelti e tradotti da Folco Tempesti, con introduzione e note, Vallecchi Editore, Firenze, 1950, p. 348.
  2. In Poeti ungheresi del '900, a cura di Umberto Albini, ERI, Torino, 1976, p. 95.
  3. In Lirica ungherese del '900, introduzione e traduzione di Paolo Santarcangeli, Guanda, Parma, 1962, p. 99.
  4. In Lirici ungheresi, scelti e tradotti da Folco Tempesti, con introduzione e note, Vallecchi Editore, Firenze, 1950, p. 346.

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