Narrazione critico-storica della Reliquia preziosissima del santissimo Prepuzio di N.S. Gesù Cristo

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Narrazione critico-storica della Reliquia preziosissima del santissimo Prepuzio di N.S. Gesù Cristo, testo anonimo del XVIII secolo.

Incipit[modifica]

Qual fosse sempre mai nel cuor de' Cattolici l'affetto, e quale della fervida lor Pietà la riverenza, e la stima verso i Cadaveri de' Santi, o loro Reliquie, lo mostrano e l'impegno della Chiesa nel l'opporsi agl'Isaurici, ed ai Copronimi, e le Urne preziose, entro cui conservansi, e la rarità delle gemme, che in gran copia le adornano. In qual alto credito sien poi soprattutto rimasti que' Sagri Pegni, che nel tenero amor suo verso noi degnossi lasciarci il gran Santo de' Santi nostro unico mediatore Gesù Cristo, testimoni ne' sono i lunghi, e disastrosi Pellegrinaggi, e che da climi ancor lontani persone d'ogni grado alla giornata per venerarli intraprendono, Che però si crede privilegiata quella Nazione, favorita quella Città, Terra, o Castello, cui toccò in sorte l'avere ne' suoi Tempi qualche piccolissima porzione di simili adorate Reliquie, e fu impegno de' Nazionali applicare le penne de' più eruditi a farne lor vanto, a pubblicarne l'antichità del possesso, e difenderlo ancor, se d'uopo fosse, dalla taccia d'insussistente, e da chi venisse in preterizione d'arrogarlo a se proprio.

Citazioni[modifica]

  • Prima che m'impegni nell'Istorica narrazione di questa Venerabilissima Reliquia, è necessario provare, che l'esistenza di quella in questa Terra niente ripugna all'integrità della Resurrezione di Gesù Cristo; cosicché possa essere qui rimasta l'adorata Membrana, ed egli glorioso, ed intero sia volato al Cielo. (p. 8)
  • Qualunque di queste tre Sentenze si abbracci, a noi poco rileva, interessati, come siamo, soltanto ad asserire, che non si può negare l'esistenza del Sagrosanto Prepuzio in Calcata, in qualunque maniera poi debba teologicamente spiegarsi una tale esistenza. (p. 9)
  • Volendo però Iddio misericordiosissimo ricompensare la pietà di Carlo Magno, Lui prescelse per fortunato possessore di questa insigne Reliquia. Ma siccome la calamità de' tempi l'avea fatte rimaner sepolte nell'oscurità, un'Angelo fu spedito apposta dal Cielo per portare a quel degno Principe un sì bel dono. (p. 10)
  • Quando il Sacerdote presente consigliolle d'applicare a quell'opera le mani della buona Verginella Clarice, e nell'aver aderito al consiglio le nobili Matrone, l'effetto vinse l'aspettazione. Sciolse felicemente Clarice il Gruppo, lo sviluppò, e separatone il Santissimo Prepuzio, lo depose in un Bacile d'argento. (E qual'altre mani, se non quelle di una Verginella innocente aveano potuto toccare quel fragmento adorato, reciso da un Corpo impastato di Virgineo sangue, nel purissimo Seno di Maria?) Era il Santo Prepuzio denso, e crespo in figura d'un Cece rosso, la fragranza, che trasfuse, durò due giorni nelle mani di Clarice, e della Madre. (p. 15)
  • Si ecciti dunque ogni Fedele ad un tenero affetto per un così segnalato benefizio; e se ci muove a divozione qualunque piccola spoglia de' Santi, come non dovrem noi disfarci in lagrime di tenerezza, e di gioja, e correre all'adorazione di questa preziosa membrana? (p. 18)

Bibliografia[modifica]