Nicholas Negroponte

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Nicholas Negroponte (a destra) con Mary Lou Jepsen (a destra) ed Alan Kay (al centro)

Nicholas Negroponte (1943 – vivente), informatico statunitense.

  • È internet il vero promotore di pace, anzi, come dico da sempre è "un'arma di educazione alla pace", perché ha più voce in assoluto sulla pace lui che qualsiasi altro, tutti leggono internet! […] [Internet] merita il Nobel molto di più del presidente Usa, di cui resto un convinto sostenitore ma che di pacifico non ha fatto nulla, anzi, pensiamo alla contraddizione di aver inviato nuove truppe in Afghanistan: dovevano giudicare dopo la sua presidenza, non prima. (citato in corriere.it, 14 gennaio 2010)
  • Credo che nel prossimo futuro la capacità di intrattenimento dei capi di abbigliamento genererà il vero valore aggiunto per il consumatore. (da Corriere della sera, 25 gennaio 2006)
  • Credo che quel che è successo sia molto importante e poteva accadere solo in America. Inoltre non sarebbe potuto accadere senza Internet perché è stato il web a fornire la capillarità necessaria. YouTube da solo ha giocato un enorme ruolo. Piace dire che Kennedy fu eletto grazie alla televisione. Se è così, allora Obama è stato eletto grazie a YouTube. (da la Repubblica, 6 novembre 2008)
  • In Italia cambieranno i rapporti tra studenti e scuola. In pochi anni i ragazzi faranno grandi progressi in termini di creatività. (da Corriere della sera, 18 luglio 2002)
  • Ogni problema globale ha una soluzione che viene dall'educazione. E in molti casi la soluzione è l'educazione stessa. Se si possono dare laptop connessi a Internet alle scuole di tutti i Paesi, si possono migliorare le condizioni di vita. L'educazione è il mio modo di combattere il terrorismo. (da Corriere della sera, 3 ottobre 2005)
  • Wikipedia è ormai estremamente affidabile, e ha fatto passi da gigante in questo senso negli ultimi anni. Diciamo che ha avviato un circuito virtuoso che la porta a migliorare costantemente, e questo è il punto chiave. È un selfcorrecting medium, uno strumento in cui tutti intervengono per inserire e precisare continuamente i contenuti, dove si dimostra al suo meglio l'intelligenza collettiva, in tutti e due i sensi della parola. (Intervista al Corriere della Sera, 8 febbraio 2010)

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