Peter Kolosimo

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Peter Kolosimo, pseudonimo di Pier Domenico Colosimo (1922 – 1984), scrittore e giornalista italiano.

Incipit di alcune opere[modifica]

Cittadini delle tenebre[modifica]

Cupo, il castello di Inveray si leva nella notte, sommerso in una colata di bianca luce lunare. All'esterno, un gruppetto di persone seminascoste tra gli alberi fissano lo sbadiglio nero d'una finestra. Aspettano, ed è un'attesa che dura ormai da oltre due ore. Un'attesa spasmodica, in quel paesaggio che sa d'irreale, su cui pare quasi incombere una minaccia sovrumana.
Un'allampanata figura nera, che a volte si confonde con la vegetazione, striscia verso uno strano essere accoccolato a ridosso d'un cespuglio.
"Dovrebbe venire," sussurra. "Questa è proprio la notte buona!".

Non è terrestre[modifica]

C'era una volta un signore chiamato Zebra e detto Horace Reid, che si guadagnava la vita nella Chicago del 1965, leggendo i giornali ed ascoltando la radio, alla ricerca di determinate notizie. Era uno strano tipo di spulciatore, il signor Zebra. I titoli da infarto sulla guerra nel Vietnam e la rovente atmosfera ai confini indocinesi non lo interessavano, nemmeno gli angosciosi interrogativi sul contrastato fidanzamento di Beatrice d'Olanda valevano a dargli un brivido di deliziosa angoscia. In compenso, il nostro amico, sconvolto, s'appellava al cielo per trafiletti del genere:
«Nei pressi d'una cittadina dell'Illinois, il professor Forrestor, della State Normal University, ha localizzato con i suoi allievi della facoltà d'archeologia, un nuovo tumulo indiano risalente a 400 anni fa. Sono stati portati alla luce diversi scheletri, sepolti con armi, monili ed oggetti vari. Si tratta di reperti notevoli, se pur non sensazionali, a cui ha fatto però seguito una scoperta del tutto insolita: quella del corpo d'un pellerossa con un braccio solo, avvinghiato ad un vaso di coccio pieno di pennies che recano impressa la testa d'indiano.

Ombre sulle stelle[modifica]

Nessuno potrà mai dire quando l'uomo cominciò a sognare le stelle. Forse quando si massacrò le mani e i piedi sul primo Olimpo del mondo, ringhiando di furore contro le orde intoccabili che accendevano fuochi di bivacco nel cielo. Forse quando scagliò verso la Luna la prima freccia; e quella freccia, nel magico mondo mongolo, non tornò più sulla Terra.

Bibliografia[modifica]

  • Peter Kolosimo, Ombre sulle Stelle, Sugar Editore, X edizione, ottobre 1970
  • Peter Kolosimo, Cittadini delle tenebre, Mondadori, 1988. ISBN 8804316969
  • Peter Kolosimo, Non è terrestre, Mondadori, 1991. ISBN 8804349816

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