Osvaldo Cavandoli

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Osvaldo Cavandoli

Osvaldo Cavandoli (1920 – 2007), animatore e autore di fumetti italiano.

  • Non amavo i personaggi molto complessi perché la tecnica dell'animazione richiede una media di sette disegni al secondo.[1]
  • Ho cercato di semplificare perché amavo molto fare del bel movimento rispetto al disegno fine a se stesso. Per cui ho cominciato a provare un qualcosa che mi permettesse di esprimermi con velocità.[1]
  • All'inizio lavoravo come disegnatore tecnico ed avevo un po' la passione per il disegno, senza però aver fatto alcuna scuola, ed iniziai col disegno industriale.[1]
  • Facevo le caricature dei colleghi e quando arrivava il capoufficio le chiudevo nel cassetto.[1]
  • Finita la guerra, ed iniziata la miseria, visto che Pagot aveva ristretto il personale, sono uscito dallo studio ed ho cominciato a vedere di lavorare da solo.[1]
  • I pupazzi erano anche notevolmente alti – circa un sesto dal vero ed articolati a filo di piombo, coperti con della gomma piuma, mentre le teste, scolpite in legno, erano agganciate con dei magneti permanenti, incastrati nella scultura; gli occhi di metallo si muovevano e le bocche si applicavano... Era un lavoro duro.[1]

Citazioni su Osvaldo Cavandoli[modifica]

  • Si dice che fumettisti e animatori altro non siano che attori frustrati che, in mancanza di mezzi adeguati, danno sfogo alla loro repressa voglia di protagonismo attraverso il disegno. Nulla fu mai più falso nel caso di Osvaldo Cavandoli in arte "Cava", che nella vita di tutti i giorni era un entusiasta. (Piero Tonin)
  • Amava guidare nel traffico di Milano con un enorme naso finto dall'aspetto assolutamente realistico per godere, con espressione impassibile, delle reazioni degli altri automobilisti. (Piero Tonin)

Note[modifica]

  1. a b c d e f Dall'intervista di Mario Verger, Cinemino, Bye Bye Mr. Linea.

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