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Paolo Emiliani Giudici

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Paolo Emiliani Giudici (1812 – 1872), scrittore, storico, critico letterario e storiografo italiano.

Storia del teatro in Italia[modifica]

  • Ezzelino da Romano, nelle diuturne e terribili lotte che Federico II ebbe a sostenere contro i guelfi di Lombardia, erasi inalzato a grande reputazione. Era uomo di straordinario ingegno nelle cose militari; in lui somma l'astuzia, sommo il coraggio e l'ardire; cuore chiuso ad ogni mite passione, sozzamente crudele come una jena. (cap. V, p. 181)
  • Ezzelino sembrava un nuovo Attila flagello di Dio; i frati dai pergami predicavano ch'egli era figlio del diavolo; il popolo ripeteva quella voce pieno di spavento: il tiranno pesava sulle oppresse città ingrossandosi sempre a guisa d'un nuvolone che si distenda per l'aere e con la procella in seno minacci lo sterminio al sottoposto paese. Nei brevi intervalli di posa viveva solingo, sdegnava ogni diletto, spregiava le donnesche malìe, immischiavasi nelle faccende d'ogni cittadino, ficcava lo sguardo inquisitore ne' più arcani segreti delle famiglie; niuno de' sudditi poteva muovere passo senza averne ottenuto l'assenso. (cap. V, p. 182)
  • Aveva [Ezzelino] occhio acutissimo e mirabilmente e esperto a leggere nelle intime latebre del cuore: nello scegliere i suoi ministri non toglieva norma dalla vita trascorsa; ma ne studiava l'indole, e quasi soffiasse nei loro corpi il suo spirito malefico subitamente li trasformava in belve feroci. In ogni città, in ogni terricciuola soggetta, potestà, rettori, castellani, esattori, giudici, carcerieri, carnefici riflettevano fedelmente la immagine di Ezzelino. (cap. V, p. 182)

Incipit di Beppe Arpia[modifica]

— O che miracolo è egli questo? — disse Beppe Arpia alzandosi dal seggiolone posto innanzi ad un banco ingombro di fogli, e correndo incontro ad un uomo, che, aperto l'uscio, s'era fermo in sulla soglia. — Quanto tempo è che non ci siamo visti! Gli è un secolo.
— Buon giorno, Giuseppe — disse l'altro stendendogli la mano e rimanendo pur sempre ritto sulla soglia dell'uscio.
Sembrava piú ombra che uomo. Alto di persona, scarne le membra, strette le spalle, adunco il naso ed acuto, larga la bocca, grossi gli occhi prominenti e con le palpebre inferiori rovesciate in guisa che li contornavano d'una striscia sanguigna; livida la pelle, incavate le guance, rasi e neri i capelli, rasa la barba; il capo declinato sulla spalla mancina. Pareva un uomo tranquillo e dabbene.
Pareva!

Bibliografia[modifica]

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