Pierre Ryckmans

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Pierre Ryckmans, noto con lo pseudonimo Simon Leys (1935 – 2014), sinologo, scrittore, critico letterario, traduttore, storico dell'arte australiano di origine belga.

L'angelo e il capidoglio[modifica]

  • Una buona traduzione è allo stesso tempo opera d'amore e oggetto di lusso. Si traduce per dare sfogo a una passione (a volte costosa!) e non in vista di un guadagno. [...] Ho riscritto il manoscritto da capo a fondo per tre volte e ho continuato a lavorarci sopra per diciotto anni. Benché la mia versione francese [di Two years before the mast(Due anni sull'oceano) di R.H. Dana] sia stata accolta infine favorevolmente dalla critica e dal pubblico, un giorno mi sono divertito a fare un piccolo calcolo, confrontando l'ammontare dei miei diritti di traduzione con il numero di ore investite in questa opera: è evidente che il lavoro di qualunque spazzino o guardiano notturno è remunerato cento volte meglio. (p. 34)
  • [...] mi scuso per l'abbondanza di citazioni; non si tratta di pedanteria; il fatto è che in questi ultimi quindici anni ho frequentato piu libri che persone; e poi, a che scopo riformulare maldestramente ciò che bravi scrittori hanno già detto così bene prima di noi? (p. 35)
  • Quasi sempre l'artista crea per colmare una lacuna; il processo creativo non è il traboccare di un'eccessiva pienezza, ma è molto spesso espressione di una carenza. (p. 72)
  • [Su Georges Simenon] ma lo stesso Maigret ci ha insegnato a diffidare dei giudici; i giudici non capiscono niente. Se capissero, infatti, come potrebbero giudicare? (p. 77)
  • [Sulla calligrafia cinese] La scoperta di un'arte sconosciuta dovrebbe avere per l'umanità conseguenze più rilevanti dell'esplorazione di un continente vergine o dell'apparizione di un nuovo pianeta. (p. 143)
  • [I silenzi di Confucio] Il fatto è che l'essenziale rimane sempre al di là delle parole. Tutto ciò che può essere enunciato è superfluo. [...] Come lo spazio vuoto della pittura (che concentra e fa vibrare la sua energia interna), il silenzio di Confucio non è un ripiego né un modo di schivare i problemi. Porta a un impegno più e più intimo nella vita e nella realtà.  numero di pagina? numero di pagina?

Orwell o L'orrore della politica[modifica]

  • La storia ha già dimostrato che non occorre molto per far precipitare milioni di uomini nell'inferno di 1984: è sufficiente un manipolo di canaglie organizzate, che si fanno forti soprattutto del silenzio e dell’accecamento della brava gente. La brava gente non dice niente perché non vede niente. E, in fin dei conti, se non vede niente non è perché non ha occhi ma perché non ha immaginazione. (pp. 30-31)
  • Oggi siamo in grado di valutare meglio quanto quest'osservazione [che la letteratura fosse l'ultimo dei pensieri di Orwell] sia erronea. È vero che, dal punto di vista artistico, 1984 presenta alcune lacune ed è ben lungi dall'eguagliare la perfezione di Animal Farm; questi difetti di secondaria importanza possono essere spiegati sia dall'ambizione dell'opera che dalle difficili condizione fisiche e morali in cui Orwell si trovò a scriverla. In ogni caso, una cosa è certa [...] anche in quest'opera, la letteratura fu sempre il primo dei suoi pensieri. Questa constatazione non pone in alcun modo in dubbio la serietà della sua impresa, al contrario, poiché, come abbiamo visto in precedenza, l'arte è l'invenzione del vero. (p. 47)
  • [...] quando, scrivendo un articolo per un periodico della sinistra benpensante, [Orwell] sprecava in modo provocatorio uno spazio prezioso che avrebbe dovuto essere interamente destinato ai gravi problemi della lotta di classe, per dissertare della pesca con la lenza o dei costumi del rospo, egli non cedeva ad una gratuita ricerca di originalità, ma si proponeva di scioccare i suoi lettori e di ricordargli che, nel normale ordine delle priorità, il frivolo e l’eterno dovevano venire prima della politica. (p. 48)
  • Si deve dedicare la propria attenzione alla politica così come ci si guarda da un cane rabbioso che non esita di attaccare alla gola se si cessa un istante di tenerlo d’occhio. (p. 57)
  • È questa dimensione umana che conferisce all'opera di Orwell un posto a parte nella letteratura politica del nostro tempo.  numero di pagina? numero di pagina?
  • La nostra epoca che si ingegna a leggere in ogni cosa i simboli del sesso riuscirà un giorno a capire che a volte è il sesso ad essere il simbolo di qualcos'altro?  numero di pagina? numero di pagina?

Bibliografia[modifica]

  • Simon Leys, L'angelo e il capidoglio. Sulla Cina, sulla Letteratura e l'Arte della traduzione, traduzione di Valentina Palombi, Irradiazioni, Roma, 2005. ISBN 9788873100140
  • Pierre Ryckmans, Orwell o L'orrore della politica, traduzione di Valentina Palombi, Irradiazioni, Roma, 2007. ISBN 978-88-7310-023-2

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