Vai al contenuto

Qiu Xiaolong

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Qiu Xiaolong, 2007

Qiu Xiaolong (lingua cinese: 裘小龙, pronuncia: tʃjuː ʃiaʊlɒŋ; 1953 — vivente), scrittore e poeta cinese di lingua inglese.

Incipit di alcune opere

[modifica]

Le inchieste dell'ispettore Chen

[modifica]

La misteriosa morte della compagna Guan

[modifica]

Il corpo fu rinvenuto alle 16 e 40 dell'11 maggio 1990, nel canale Baili, un canale fuori mano, a circa trenta chilometri a ovest di Shanghai.
In piedi vicino al corpo, Gao Ziling, capitano della Avanguardia sputò tre volte con forza sul suolo bagnato, un tentativo poco convinto di scacciare la mala sorte della giornata, iniziata con il tanto atteso incontro di due amici che non si vedevano da più di vent'anni.
Era stata una pura coincidenza che la Avanguardia, una nave pattuglia del Dipartimento di sicurezza pubblica delle acque di Shanghai, verso l'una e mezza si fosse avventurata per un lungo tratto nel Baili, perché di solito non ci si avvicinava nemmeno. Questa variante sul percorso era dovuta a Liu Guoliang, un vecchio amico che Gao non vedeva da vent'anni. Erano stati compagni di liceo e, dopo aver finito la scuola nei primi anni sessanta, Gao aveva cominciato a lavorare a Shanghai, mentre Liu era andato prima in un college a Pechino e poi in un centro per gli esperimenti nucleari nella provincia di Qinghai. Durante la Rivoluzione culturale si erano persi di vista. Ora Liu stava lavorando a un progetto per una compagnia americana a Shanghai, e si era preso un giorno di vacanza per vedere Gao. Dopo tanto tempo, questo era un evento che entrambi attendevano con ansia.

Visto per Shanghai

[modifica]

Ancora una volta l'ispettore capo Chen Cao, del Dipartimento di polizia di Shanghai, si trovò ad attraversare la nebbia mattutina diretto verso il parco del Bund.
Il parco era di dimensioni piuttosto ridotte, più o meno sei ettari, ma occupava una posizione che lo rendeva uno dei luoghi più popolari di Shanghai.
Il cancello principale fronteggiava l'Hotel Pace, all'estremità nord del Bund, mentre il cancello posteriore dava accesso al ponte Waibaidu, nome rimasto immutato fin dal giorno in cui era stato ultimato, ai tempi della colonizzazione, e che significava letteralmente "ponte bianco dello straniero". Il parco era particolarmente famoso per il suo lastricato in pietra multicolore, un lungo percorso a curve che si elevava sopra la scintillante distesa d'acqua, punto d'incontro de fiumi Huangpu e Suzhou. Da lassù la gente poteva scrutare in lontananza le navi che andavano e venivano stagliandosi sul lontano Wusongkou, il Mar Cinese Orientale.

Quando il rosso è nero

[modifica]

L'agente Yu Guangming, della polizia di Shanghai, ancora barcollava sotto il peso del colpo. Non se n'era accorto subito, ma adesso che l'impatto cominciava a fare effetto si sentiva stritolato. Dopo mesi e mesi di continue riunioni e infiniti negoziati, aveva perso l'appartamento al Nuovo Villaggio di Tianling. Era un alloggio nuovo, e gliel'avevano assegnato in via ufficiale; il conferimento era stato perfino annunciato alla centrale, tra fragorosi applausi.
In una città sovrappopolata come Shanghai, abitata da più di tredici milioni di abitanti, la penuria di case era un problema molto grave. L'assegnazione di un alloggio era un evento significativo. Per molti anni era toccato all'unità lavorativa - nel caso di Yu, il corpo di polizia di Shanghai - decidere a quale dipendente assegnare una stanza o un appartamento della quota annuale spettante all'unità lavorativa stessa. In riconoscimento degli oltre dieci anni di straordinario servizio, finalmente Yu era stato premiato con un bilocale, o perlomeno con le chiavi del bilocale. Ma inaspettatamente, ancor prima di poter iniziale il trasloco, si erano ripresi l'appartamento.
Yu si trovava in un piccolo cortile disseminato di cianfrusaglie polverose, gli scarti di tutte le persone che vivevano nella vevcchia shikumen, l'edificio che ospitava non meno di dodici famiglie, compresa la sua. Quel cortile assomigliava a una discarica, e lui si sentiva la testa allo stesso modo.

Ratti rossi

[modifica]

All'una e quindici di una notte d'inizio maggio, alla centrale di polizia del Fujian giunse una telefonata anonima.
«Andate immediatamente al Denaro Inebriante e Oro Ubriacante. Stanza 135. Troverete materiale da prima pagina per la Stella del Fujian».
Il sergente Luo Xiangdong, che rispose al telefono, aveva già sentito parlare del locale. Era un cosiddetto centro karaoke, in realtà noto per le prestazioni sessuali, coperte dal karaoke, che offriva a funzionari corrotti e uomini d'affari. La Stella del Fujian era un tabloid locale, fondato negli anni Novanta. La telefonata conteneva un messaggio inequivocabile: in quella stanza stava accadendo qualcosa di scandaloso.
Ma Lou era insonnolito e irritato. Aveva deciso di lavorare in quel turno per il premio notturno. Scapolo, quasi sui trentacinque anni, aveva appena conosciuto una ragazza adorabile. Doveva godersi un dim sum con lei il mattino dopo, e una settimana di premi notturni avrebbe probabilmente coperto la spesa. Sognava involtini di gamberetti e granchi cotti al vapore nel bambù dorato, la chiara risata di lei che increspava il tè Longjing nella tazza, le sue dita che strappavano per lui la verde foglia di loto dall'appiccicoso pollo al riso...

Di seta e di sangue

[modifica]

Mentre correva lungo via West Huaihai, l'alito quasi una nebbiolina sotto la luce evanescente delle stelle, il Maestro Operaio Huang si considerava una delle persone più mattiniere di Shanghai. Seppure ben oltre la settantina, il suo passo era ancora vigoroso. Dopotutto la salute poteva essere più preziosa di qualunque altra cosa, pensò con orgoglio asciugandosi la fronte dal sudore. Cosa potevano mai significare, per quei Ricconi malaticci, i signori Dollaroni, tutte quelle montagne d'oro e d'argento accumulate nelle loro case?
Ma adesso, a metà degli anni Novanta, mentre le trasformazioni materialistiche stavano spazzando la città, un operaio in pensione come Huang non aveva molto altro di cui andar fiero.
Huang aveva visto giorni migliori. Lavoratore Modelli negli anni Sessanta, membro di una Squadra di Propaganda del Pensiero di Mao Zedong durante la Rivoluzione Culturale, guarda di sicurezza del quartiere durante gli anni Ottanta: insomma, un "maestro operaio", una vecchia gloria politica della classe lavoratrice cinese.
Adesso però non era più nessuno. Pensionato di un'acciaieria statale sull'orlo della bancarotta, attraversava mille difficoltà nello sbarcare il lunario contando sul suo sempre più magro vitalizio. Perfino il titolo di "Maestro Operaio" suonava ironicamente arrugginito sui giornali di Partito.
La Cina socialista è finita in mano ai cani capitalisti.. Gli tornò alla mente il ritornello di una recente canzoncina, a mo' di contrappunto ritmico ai suoi passi. Tutto stava cambiando in maniera veloce e incomprensibile.

La ragazza che danzava per Mao

[modifica]

L'ispettore capo Chen Cao non era dell'umore giusto per parlare al congresso di studi politici organizzato dal comitato di Partito del distretto di Polizia di Shanghai.
Il suo stato d'animo era dovuto all'argomento del giorno: l'impellente necessità di costruire una civilizzazione spirituale in Cina. A partire dalla metà degli anni Novanta, lo slogano politico inneggiante alla "civilizzazione spirituale" era stato assai enfatizzato dai giornali di Partito. Proprio quella mattina, il Quotidiano del popolo aveva pubblicato un altro editoriale sull'argomento. E un altro dirigente del Partito era stato coinvolto in un clamoroso caso di corruzione.
Come poteva affermarsi una "civilizzazione spirituale", allora? Di certo non sarebbe sbucata fuori così dal nulla, come un coniglio dal cappello di un prestigiatore. Chen, però, dovette rimanere là seduto, serio e impettito, al centro del tavolo nella sala conferenze, annuendo come un robot mentre gli altri parlavano. Non posso connettere / Nulla con nulla. / Le unghie rotte di mani sporche. Chen non riusciva a ricordare se quell'immagine sconfortante fosse contenuta o meno in una poesia letta tanto tempo prima, sdraiato al sole in qualche spiaggia...
Nonostante la propaganda del Partito, però, in Cina il materialismo stava impazzando. Un vecchio slogano politico come "Pensa al futuro" ormai veniva scherzosamente riformulato in "Pensa al denaro", perché in cinese sia "futuro" che "denaro" vengono pronunciati allo stesso modo, qian. Solo che non si trattava affatto di uno scherzo: da dove sarebbe arrivata la "civilizzazione spirituale", dunque?

Le lacrime del lago Tai

[modifica]

Cyber China

[modifica]

Il principe rosso

[modifica]

Il poliziotto di Shanghai

[modifica]

L'ultimo respiro del drago

[modifica]

Processo a Shanghai

[modifica]

Bibliografia

[modifica]

Altri progetti

[modifica]