Quattro dopo mezzanotte

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Stephen King.

Quattro dopo mezzanotte, antologia di Stephen King del 1990.

Incipit[modifica]

I langolieri[modifica]

Brian Engle fermò l'American Pride L1011 davanti al cancello 22 e spense il segnale delle cinture di sicurezza alle 22.14 in punto. Fece sibilare fra i denti un lungo sospiro e si sganciò dal sedile.
Non ricordava di essersi mai sentito tanto sollevato (e anche tanto stanco) alla fine di un volo. Oppresso da un mal di testa martellante, si era programmato una serata sulla quale sarebbe stato irremovibile. Neanche un goccio al bar dei piloti, niente cena, escluso categoricamente un bagno quando fosse rientrato a Westwood. Aveva intenzione di buttarsi a letto e dormire per quattordici ore di fila.

Finestra segreta, giardino segreto[modifica]

«Lei ha rubato la mia storia», disse l'uomo davanti alla porta. «Lei ha rubato la mia storia e bisogna fare qualcosa. Ciò che è giusto è giusto e ciò che è dovuto è dovuto e qualcosa bisogna fare.»
Morton Rainey, che era reduce da un pisolino e che si sentiva ancora rientrato solo per metà nel mondo reale, non trovò niente da ribattere. Non gli succedeva mai sul lavoro, malato o in buona salute che fosse, sveglio o mezzo addormentato; era uno scrittore e non si faceva trovare mai spiazzato quando era necessario mettere una rimbeccata tagliente in bocca a un personaggio. Aprì la sua, non vi trovò rimbeccate taglienti (e nemmeno spuntate, se è per questo), perciò la chiuse di nuovo.

Il poliziotto della biblioteca[modifica]

Era tutta colpa di quel dannato acrobata, avrebbe concluso Sam Peebles. Se l'acrobata non si fosse ubriacato proprio al momento sbagliato, lui non sarebbe mai finito in quel brutto guaio.
Non è già abbastanza brutto, rifletté con un'amarezza forse giustificabile, che la vita sia un'asse stretta su una voragine praticamente senza fondo, un'asse sulla quale dobbiamo camminare a occhi bendati. È brutto, ma non è brutto abbastanza. Certe volte ti becchi anche uno spintone.
Ma questo sarebbe avvenuto dopo. Per cominciare, prima ancora del Poliziotto della Biblioteca, c'era stato l'acrobata ubriaco.

Il fotocane[modifica]

Il 15 settembre Kevin compiva gli anni e ricevette in regalo proprio quello che desiderava: una Sun.
Il Kevin suddetto era Kevin Delevan, il compleanno era il suo quindicesimo e la Sun era una Sun 660, una Polaroid che fa tutto per l'apprendista fotografo esclusi i panini alla mortadella.

Bibliografia[modifica]

  • Stephen King, Quattro dopo mezzanotte, traduzione di Tullio Dobner, Sperling & Kupfer, 1999. ISBN 8820029391

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