Negrita

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
(Reindirizzamento da Radio Zombie)
Jump to navigation Jump to search
Paolo Bruni, frontman dei Negrita, nel 2009

Negrita, gruppo rock italiano attivo dal 1991.

Citazioni tratte da canzoni[modifica]

XXX[modifica]

Etichetta: Black Out, 1997, prodotto da Fabrizio Barbacci.

  • Qualche giorno bastardo lo passo da me, | rintanato e rinchiuso lo passo così, | così stanco di tutto e di tutti, chissà... | questi giorni son giorni che vivo a metà | e viaggio in un mondo che forse non c'è, | tra cent'anni di libri e i miei sogni da star | e un bagaglio di giochi truccati perché, | non mi viene la vita che voglio per me. (da In un mare di noia, n. 3)
  • E vivere una notte lunga una vita, | avere il suo profumo ancora fra le dita, | svegliarsi affamati e rifarlo per ore, | passare dal sesso a fare l'amore! | E altro che l'America, | altro che la musica, | quando sei selvatica | altro che l'America! (da Sex, n. 4)
  • Ho imparato a sognare | quando inizi a scoprire che ogni sogno ti porta più in là, | cavalcando aquiloni oltre muri e confini | ho imparato a sognare da là, | quando tutte le scuse per giocare son buone, | quando tutta la vita è una bella canzone | c'era chi era incapace a sognare e chi sognava già. (da Ho imparato a sognare, n. 10)
  • C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò. (da Ho imparato a sognare, n. 10)
  • Quando un giorno di scuola | mi durava una vita | e il mio mondo finiva un po là | tra quel prete palloso | che ci dava da fare | e il pallone che andava | come fosse a motore. (da Ho imparato a sognare, n. 10)
  • Quando inizi a capire | che sei solo e in mutande, | quando inizi a capire | che tutto è più grande | c'era chi era incapace a sognare | e chi sognava già. (da Ho imparato a sognare, n. 10)
  • Tra una botta che prendo | e una botta che do, | tra un amico che perdo | e un amico che avrò, | che se cado una volta, | una volta cadrò | e da terra, da lì m'alzerò. (da Ho imparato a sognare, n. 10)
  • Volts, schegge d'energia da una radio che somigliava a noi. (da Era magico, n. 11)
  • È che oggi sono in forma, | oggi è un giorno speciale | di quei giorni che non vengono spesso | come le eclissi di sole | che le puoi quasi contare! | E le bambine, | le bambine oggi sono gentili, | le bambine oggi fanno un sorriso ai fischi dei militari, | oggi è un giorno alla pari! | E a modo mio, a modo mio | sono contento un poco anch'io! | A modo mio, a modo mio | oggi sono contento anche io! | E a modo mio, ringrazio Dio, | oggi la storia la faccio io a modo mio! (da A modo mio, n. 12)

Reset[modifica]

Etichetta: Mercury, 1999, prodotto da Fabrizio Barbacci.

  • Mama Mae' prega perché | il mondo va più veloce di me: | alzo lo stereo a palla per non pensare, | alzo così tanto da farmi male | dimenticando tutto quello che so. (da Mama Mae, n. 1)
  • Pensavo di poter uscire | e chiudere di scatto lasciandomi di là, | come lasci a casa un gatto ma in fondo sai cos'è | non si fugge mai da se stessi. (da Negativo, n. 2)
  • Io bevo, che mi dà la carica, | bevo, che la vita è stupida, | bevo solo per fare rabbia a chi ha la testa nella sabbia | e grido, che ognuno ha una misura | e non sarà mai una censura in grado di poter stabilire cosa è bene e cosa è male. (da Transalcolico, n. 7)
  • Mi serve troppo perdermi | per starmene con me, | che il tempo porti polvere | che il vento piano spazzerà. (da Cuore di cemento, n. 12)

Radio Zombie[modifica]

Etichetta: BlackOut, 2001, prodotto da Fabrizio Barbacci.

  • L'ignoranza fa scena, l'intelletto che scema, | sto cadendo di schiena o è solo una posa? (da Alienato, n. 4)
  • Il fuoco che ti brucia il sangue, | quella è l'anima. | Può anche non piacerti il mondo | o forse a lui non piaci te, | comunque questa è un'altra storia. (da Hemingway, n. 5)
  • E l'uomo forte si nutre del debole | che poi sul debole a sua volta si vendica. (da Welcome to the World, n. 9)
  • E dare il culo è una formalità, | può fare male solo a chi non lo fa. (da Welcome to the World, n. 9)
  • Dipendiamo dai deliri allucinati | di chi promette soldi facili. (da Welcome to the World, n. 9)

L'uomo sogna di volare[modifica]

Etichetta: BlackOut, 2005, prodotto da Fabrizio Barbacci.

  • Ogni nome un uomo | ed ogni uomo è solo quello che | scoprirà inseguendo le distanze dentro sé. (da Rotolando verso Sud, n. 6)
  • Continente vivo, Desaparecido, sono qua | sotto un cielo avorio, sotto nubi porpora, | mille fuochi accesi, mille sassi sulla via, | mentre un eco piano da lontano sale su... quaggiù. (da Rotolando verso Sud, n. 6)
  • La dignità degli elementi, | la libertà della poesia | al di là dei tradimenti degli uomini è magia, | è magia, è magia. (da Rotolando verso Sud, n. 6)

HELLdorado[modifica]

Etichetta: BlackOut, 2008, prodotto da Fabrizio Barbacci.

  • Nel Belpaese si sa! | Tutto è possibile! (da Il ballo decadente, n. 6)
  • Mentre affonda lo stivale, | c'ha un processo da evitare | e il Parlamento fa la ola, | olè! (da Il ballo decadente, n. 6)

9[modifica]

Etichetta: BlackOut, 2015, prodotto da Fabrizio Barbacci.

  • Il tempo passa dritto, non prova nostalgia | e lascia dentro gli occhi l'amarezza e l'allegria. (da Il gioco, n. 1)
  • La vita è un uragano che ci strappa le vele, | un'autostrada in fiamme con curve di miele, | è una tempesta, è un tuffo dentro a un cerchio di fuoco, | la vita è un gioco, la vita è un gioco. (da Il gioco, n. 1)
  • Ma l'amore ci dilata sciogliendo i nostri cuori, | trasforma i nostri giorni in una pioggia di colori. (da Il gioco, n. 1)
  • C'è chi è portato al dramma e chi alla commedia | ma ci affanniamo tutti su questa scomoda sedia | seduti verso il nulla con la croce tra le mani, | siamo dei cannibali travestiti da vegani. (da Il gioco, n. 1)

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]